Inchiesta Gsl, il gip Maffeo: "Nessun danno nelle casse regionali, ma un vantaggio" - IVG.it
Il provvedimento

Inchiesta Gsl, il gip Maffeo: “Nessun danno nelle casse regionali, ma un vantaggio”

Ecco come il giudice ha motivato il rigetto della richiesta di sospensione dagli incarichi per manager, medici e amministratori pubblici

Savona. “La Regione ottiene un vantaggio perché avrebbe dovuto pagare per le stesse prestazioni chirurgiche ortopediche, erogate in Lombardia o Piemonte a favore di cittadini liguri, un prezzo maggiore del 6,77 % ed oltre”. E’ una delle considerazioni contenuta nel provvedimento con cui il gip Filippo Maffeo ha respinto le richieste di sospensione dagli incarichi per sei degli indagati nell’inchiesta sul Gsl di Albenga.

Il giudice Maffeo, nel motivare il rigetto della richiesta di misura cautelare avanzata dal pm Pelosi per dirigenti ed ex dirigenti Asl 2 e per i manager delle struttura privata, rileva che l’operazione finita nel mirino della Procura (la convenzione per la sperimentazione all’ospedale di Albenga su ortopedia privata) non ha danneggiato i conti della Regione: “Si deve riconoscere che le casse regionali, anche con i successivi ampliamenti, non subiscono danni – quantomeno non è stato acquisito o indicato nessun elemento in questa direzione – perché Gsl pratica uno sconto del 6,77 % sulle tariffe della Regione Liguria vigenti” si legge nel provvedimento.

Il giudice ribadisce quindi che “le casse regionali e l’economia ligure hanno tratto vantaggi significativi”. Sull’assegnazione della sperimentazione a Gsl, un’operazione che secondo la Procura si concretizza attraverso una turbativa d’asta, il gip Maffeo precisa: ”Non si può escludere che alcuni atti o decisioni amministrative, magari border line in punto di legalità, siano semplicemente finalizzate ad assicurare la realizzazione di un progetto che avrebbe determinato apprezzabili riduzioni di spese e vantaggi economici ed ambientali per gli utenti liguri della sanità regionale, facendo ben attenzione a non demotivare un imprenditore come Albani che aveva mostrato un concreto interesse”.

Alessio Albani

Proprio sulla condotta del manager di Gsl Alessio Albani, in relazione all’ipotesi che sia stato favorito nell’aggiudicarsi la gara, il gip Maffeo rileva: “Albani risulta attento, tempestivo e ben informato sui progetti della sanità ligure ben prima della formalizzazione degli atti e dell’appalto, già alla fine del 2009 o inizio 2010. Il progetto di sperimentazione infatti fu deliberato il 3 dicembre 2010 con delibera del direttore generale Neirotti”.

Sempre parlando di Albani e delle sue “mosse” imprenditoriali, il gip scrive: “Le sue iniziative potrebbero essere il risultato di fughe di notizie riservate o segrete o frutto della sua sagacia imprenditoriale o di entrambe”.

“Certamente se conosceva fin dall’inizio quello che sarebbe stato il successivo sviluppo con l’ampliamento prima agli imperiesi e poi a tutti i cittadini liguri avrebbe operato, al momento dell’appalto, in condizioni di privilegio rispetto ad altri operatori, magari non interessanti alla sola sperimentazione limitata ad Albenga” conclude Maffeo.

Il pm Pelosi aveva chiesto la sospensione dal lavoro per sei mesi per Luca Garra, responsabile del dipartimento programmazione sanitaria dell’Asl 2, ora direttore del presidio ospedaliero di Albenga e del Santa Corona di Pietra (avvocati Amedeo Caratti e Massimo Badella), per il manager Gsl (Gruppo Sanitario Ligure) Alessio Albani (avvocato Vernazza), per il direttore generale Asl 2 Flavio Neirotti, per Claudia Agosti, ex direttore sanitario (difesa da Fausto Mazzitelli, in pensione dal giugno scorso), per Graziella Baldinotti (avvocato Giuseppe Maria Gallo), che si è dimessa da direttore amministrativo nelle scorse settimane, e per Guido Grappiolo, capo dell’equipe medica della struttura privata (avvocato Franco Vazio).

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