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Marco Russo ufficialmente in campo: candidato sindaco con il suo “Patto per Savona”

Un progetto per una Savona "Giusta, Dinamica e Attrattiva". Resta da decidere se avrà l'appoggio del Pd o se correrà "da solo"

Savona. Marco Russo è ufficialmente un candidato sindaco alle elezioni amministrative del 2021. L’avvocato savonese rompe gli indugi e scende in campo con tutto il pacchetto: una sua lista, un suo logo, uno suo slogan, un suo progetto. Il lungo tira e molla degli ultimi mesi, tra chi lo vedeva come possibile candidato del Pd e chi dubitava che alla fine il partito avrebbe puntato su di lui, si conclude dunque così: Russo sarà della partita in ogni caso, con l’appoggio del Partito Democratico o senza.

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A luglio il primo messaggio, la “disponibilità” a candidarsi sindaco. Ora quella disponibilità è diventata ufficialmente qualcosa di più: “Ho intenzione di candidarmi per portare avanti il progetto del ‘Patto per Savona’ – conferma – che sta andando avanti e oggi si struttura. Il progetto sta aggregando in maniera molto estesa, e arriverà sicuramente fino in fondo”. Con il Pd o senza il Pd: “La nostra proposta è rivolta ai cittadini perché c’è una domanda diffusa di aggregazione e progettualità che noi dobbiamo saper intercettare. E’ rivolto alle associazioni e anche ai partiti: ci auguriamo che questi sappiano leggere questa domanda e la potenzialità del nostro progetto, e ci aiutino a rafforzarlo e svilupparlo. Il dialogo prosegue fitto. E’ giusto che i partiti abbiano i loro tempi e le loro ritualità, anche questo è un valore della democrazia. Speriamo di coinvolgerli, c’è bisogno del contributo di tutti“.

Qualcuno ha letto nella scelta di Russo di uscire allo scoperto il tentativo di “forzare la mano” al Pd, ponendo il partito (che preferirebbe attendere) di fronte al fatto compiuto: “Non la metterei in questi termini – ribatte lui – C’è un progetto, che esiste e aggrega e che è rivolto ai partiti. E non dobbiamo perdere di vista il fatto che la nostra proposta rappresenta un percorso da sviluppare insieme”. Non un programma preconfezionato da accettare a scatola chiusa, insomma: “Io penso che i partiti dentro questa progettualità possano esprimere tutta la loro storia, autorevolezza ed esperienza, insieme a quelle degli altri. E dando alla città un segnale di grande apertura. Noi ci rivolgiamo prioritariamente ai partiti dell’attuale opposizione, perché nelle dinamiche della politica è giusto che ci sia una logica dell’alternanza. Però il focus è il progetto: questo ha una capacità aggregativa molto estesa che noi dobbiamo essere capaci di valorizzare e rendere visibile. Ho sempre sottolineato l’impronta civica del progetto, un punto molto importante perché questa impronta è quella che consente di rivolgersi a cittadini anche di orientamenti diversi”.

Tre gli aggettivi chiave scelti dal Patto per lo slogan: una Savona “Giusta, Dinamica e Attrattiva”. “Giusta perché deve esserlo nei confronti dei suoi cittadini, ma anche perché il progetto deve essere misurato sulle potenzialità della nostra città. Dinamica perché Savona è ferma da troppo tempo: ha bisogno di muoversi, interpretare i tempi che cambiano e saperli cavalcare. Abbiamo tante potenzialità che devono essere rimesse in moto dentro una progettualità ampia. Infine Attrattiva, perché abbiamo bisogno per crescere di attrarre persone turisti, investimenti e idee, perché questo rende la città la Savona che vogliamo”.

“Questo progetto convince perché disegna una visione di città e definisce anche le linee per realizzarla insieme – insiste – perché insieme costruiremo la Savona del futuro. I lavori del Patto lavori sono cominciati da tempo, e, come detto, stanno coinvolgendo tantissimi cittadini, di ambiti diversi, uniti dal desiderio di mettersi a disposizione per affrontare, sulla base del patto, i nodi programmatici che riguardano la città. Purtroppo il Covid impedisce di fare incontri pubblici o riunioni troppo allargate, quindi siamo costretti a lavorare per gruppi ristretti e con modalità compatibili con le disposizioni vigenti, ma il progetto sta procedendo in modo rapido ed efficace e sta facendo emergere linee di lavoro molto importanti”.

Entrando nel dettaglio, finora il Patto ha individuato dieci progetti chiave. Eccoli.

Progetto “salute”. In questi tempi di emergenza sanitaria, occorre ripensare il rapporto tra il Comune e la sanità, di competenza regionale ma di forte impatto territoriale, come stiamo vedendo: l’Ospedale che deve costituire un importantissimo punto di riferimento della città e la rete territoriale devono diventare urgentemente tema di progettualità, anche comunale.

Progetto “città bella”. È urgente un progetto di riqualificazione urbana che fermi il degrado attuale della città: dalla semplice asfaltatura delle strade, oggi segno di abbandono, alla qualità urbana, dalla pulizia alla mobilità, dal verde ai luoghi di aggregazione sociale. Una città bella è una città che valorizza la dignità del vivere dei propri cittadini ed è anche una città attrattiva, per i turisti, per gli investimenti, per l’innovazione.

Progetto “finanziamenti”. Le risorse ci sono: esistono filiere di finanziamenti europei e ministeriali che oggi sfuggono ma che devono essere intercettate e divenire a loro volta portatrici di nuovo valore, di nuovi investimenti sulla città. A questo proposito stiamo elaborando il progetto di una struttura dedicata al reperimento delle risorse in sinergia tra i diversi settori dell’amministrazione. I finanziamenti dedicati a progetti potranno consentire una vera svolta per la città.

Progetto “quartieri”. Il rilancio dei quartieri, oggi in stato di abbandono, dovrà essere una delle sfide cruciali del prossimo futuro: una città non può abbandonare i quartieri come in questi anni ma deve fare leva sul loro rilancio. Stiamo quindi inserendo il tema dei quartieri in ogni progettualità, dal commercio, alla pulizia, alla mobilità, alla cultura, al welfare, in modo che resti sempre centrale il loro rilancio.

Progetto “commercio”. Stiamo lavorando a un piano di rilancio del commercio, oggi in gravissima crisi, essenziale, oltre che per le tante persone e famiglie che ne traggono sostentamento, anche nella prospettiva dell’attrattività turistica della città e del rilancio dei quartieri perché gli esercizi commerciali sono anche presidio di territorio.

Progetto “turismo”. Savona, città dei Papi e non solo, deve entrare nella rete turistica provinciale, portando in dote le proprie potenzialità da mettere in sinergia con l’attrattività turistica del comprensorio: i musei, la produzione musicale e teatrale, i contenitori storici recuperati e rivitalizzati, sono solo alcuni esempi.

Progetto “alleanza Città-Porto”. Occorre aprire una nuova stagione di alleanza tra la città e il suo porto, oggi in conflitto. Stiamo studiando temi sui quali ritrovare un rinnovato rapporto sinergico, nel quale una città riqualificata e un Porto attivo si riconoscano reciprocamente essenziali per lo sviluppo del territorio.

Progetto “campus in città”. È cruciale il tema del rapporto con il Campus, che deve diventare strategico per Savona, cogliendo anche l’opportunità dell’elezione a Rettore di Federico Delfino, una straordinaria occasione per la nostra città, che quasi non se ne sta accorgendo.

Progetto “welfare” e progetto “cultura”. Stiamo lavorando su nuove forme di welfare – che aggreghi il welfare istituzionale con il nuovo welfare spontaneo che si è generato in questi anni sul territorio – e su un piano di rilancio della cultura, fattori essenziali della crescita della città.

“I temi sono moltissimi – conclude Russo – ma fortunatamente possiamo contare sull’aiuto di un numero sempre maggiore di cittadini che vogliono mettere a disposizione le loro idee, le loro competenze, le loro esperienze consentendoci così di elaborare progettualità davvero nuove, e coraggiose, per Savona”.

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