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Lutto al Don Bosco di Alassio, si è spento il direttore don Giorgio Colajacomo malato di Covid

E' deceduto questa mattina all'ospedale San Paolo di Savona

Alassio. L’istituto Don Bosco di Alassio, i Salesiani e tutta la comunità alassina sono in lutto per la scomparsa di don Giorgio Colajacomo, che si è spento questa mattina all’ospedale San Paolo di Savona, dove si trovava ricoverato nella terapia intensiva a seguito dell’infenzione da Covid.

Il direttore del Don Bosco era risultato positivo al Coronavirus, facendo scattare le procedure preventive all’interno dell’istituto secondo il protocollo sanitario previsto per contenere i contagi.

Dopo la positività, le sue condizioni sono andate peggiorando, fino al ricovero presso l’ospedale savonese e il successivo trasferimento nel reparto di terapia intensiva: i gravi problemi respiratori relativi ad un quadro clinico compromesso e aggravato dal Covid hanno provocato il decesso.

La notizia della morte del direttore del Don Bosco è subito trapelata e in queste ore sono tanti i messaggi di cordoglio e commozione: è stato uno dei grandi protagonisti tra i Salesiani, ricoprendo diversi ruoli ed incarichi, fino al suo ritorno ad Alassio con l’obiettivo di rilanciare l’istituto.

direttore don bosco alassio

Durante il suo mandato da direttore aveva già avanzato e messo in cantiere diverse proposte e progetti, sempre rivolti alla sua grande passione: i giovani.

Don Giorgio, originario di Genova, classe 1940, è stato ordinato prete a Roma nel 1966: in seguito è stato a Livorno prima da novizio dal 1959 al 1962, poi di nuovo dal ’66 all’81 come animatore dei giovani e infine con l’incarico di direttore. E’ stato direttore dell’istituto salesiano di Perugia, impegnato nella qualificazione professionale dei giovani.

“Sacerdote di grande sensibilità umana e pastorale, ottimo organizzatore, brillante per intelligenza e cultura”, così lo ricordano i Salesiani.

direttore don bosco alassio

Ecco la sua lettera datata 11 settembre 2020, prima dell’inizio dell’anno scolastico segnato, appunto, dall’emergenza Covid:

Cari genitori, carissimi ragazzi,
il 14 noi cominciamo in presenza e in sicurezza. Mi presento: sono il nuovo direttore. Beh, proprio nuovo, no! Diciamo che sono il 29° direttore ma anche il 24° e il 26°. Ho voglia di ascoltare e capire quanto sta maturando in questo ambiente che amo. Mi metto a disposizione nell’ufficio che sarà sempre accessibile. La relazione per Don Bosco è ciò che conta. Con onestà e chiarezza costruiamo rapporti. Ho piena fiducia nella comunità salesiana chiamata a testimoniare lo spirito di Don Bosco, nel Preside che so sinceramente amico e in tutti voi che con vari ruoli collaborate con dedizione a favore dei giovani che sono la ragione ed il senso del nostro impegno educativo. Viviamo un momento sociale non facile: la pandemia e la crisi economica, la fragilità che sperimentiamo ogni giorno, un senso di paura, di angoscia talvolta, l’incertezza sul futuro. I nostri giovani ne risentono. Non possiamo impostare l’anno come se non ci fosse il Covid. Un imperativo per noi quindi: ascoltare i ragazzi ed essere per loro persone di speranza, costruirla, mostrarla con la nostra serenità e determinazione. Io stesso chiamerò i giovani di quinta per un primo colloquio, per dire questa disponibilità e chiedere la loro corresponsabilità. Cerchiamo di essere fonti di energia contenta, allegra. Il Sorriso di Don Bosco è già mezza la sua pedagogia, diceva uno dei primi salesiani. E noi ne siamo eredi, alla vigilia ormai dell’anniversario di fondazione di questa casa, la prima fondata dal Santo fuori dal Piemonte. Celebreremo l’anniversario non come rievocazione del passato ma come 150 anni di futuro. Avrà almeno tre momenti, il 20 settembre, attorno all’8 dicembre con un grande convegno/confronto sulla sfida educativa del post-Covid, la conclusione attorno al 31 gennaio con la presenza del Rettor Maggiore, Successore di Don Bosco. A gennaio il Bollettino Salesiano dedicherà un servizio. Ci ritroveremo quindi domenica 20 alle 17.30 nel cortile del parcheggio per la S. Messa del 150° presieduta dal Vicario del Rettor Maggiore e dall’Ispettore, con giochi, pranzo e cena, inaugurazione della lapide del Comune che ricorda di avere affidato a Don Bosco l’educazione dei giovani fin dal 1870. E’ motivo di orgoglio un anniversario del genere, sentiamo di appartenere ad una storia bella, fatta di tanti volti, di tanti incontri, di tante sfide. Costruire la speranza: Don Bosco anche qui ci dice Non stiamo a gemere sul tempo che viviamo. Nelle cose che tornano a vantaggio della gioventù, io corro avanti sino alla temerità.

Il direttore don Giorgio Colajacomo

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