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La latitanza ad Abu Dhabi è finita: l’imprenditore Andrea Nucera è tornato in Italia foto

Dopo 8 anni passati lontano dalla Riviera, questa mattina è atterrato a Malpensa con un volo di linea: ora è agli arresti domiciliari

Milano. La latitanza di Andrea Nucera è finita. Questa mattina, infatti, dopo otto anni passati a vivere ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, l’imprenditore cerialese, 50 anni, è tornato in Italia con un volo di linea atterrato alle 7 a Milano Malpensa e ora si trova agli arresti domiciliari a Savona.

Andrea Nucera

Un viaggio che è stato “concordato” con il Ministero della Giustizia e le autorità italiane, in particolare la Procura di Savona che, secondo quanto trapelato, già dalla fine dello scorso hanno avuto ripetuti contatti coi legali di Nucera, gli avvocati Pietro Pomanti, Franco Coppi e Carlo Biondi, per stabilire le modalità del rientro. Proprio nell’ottica di far tornare in Italia l’imprenditore, il tribunale di Savona, lo scorso 22 novembre, aveva attenuato la misura cautelare in carcere emessa nel novembre del 2011 sostituendola con quella degli arresti domiciliari.

Di conseguenza Nucera ha messo fine al suo “esilio” (come lui stesso lo aveva definito) con la consapevolezza che una volta rientrato nel Belpaese sarebbe finito agli arresti domiciliari perché su di lui pendeva appunto il provvedimento dell’allora gip di Savona Emilio Fois e relativo al crac del suo impero.

Una volta presa la decisione di terminare la latitanza, sono state avviate tutte le pratiche propedeutiche al rientro di Nucera dagli Emirati Arabi: da quando su di lui pendeva un mandato di cattura internazionale, infatti, all’imprenditore era stato sequestrato il passaporto. Per questo motivo, attraverso l’Ambasciata Italiana, gli è stato rilasciato un “Emergency Travel Document”, ovvero il permesso necessario per viaggiare.

Una volta ottenuto l’Etd, l’imprenditore cerialese ha comunicato la data del suo rientro in Italia, che era appunto stato fissato per questa mattina.

andrea nucera chi lha visto

Così, all’arrivo di Nucera all’aeroporto di Milano Malpensa, ad aspettarlo c’erano gli uomini della guardia di finanza del comando provinciale di Savona che gli hanno notificato il provvedimento cautelare. Dopo le formalità di rito, Nucera è stato accompagnato dagli uomini delle Fiamme Gialle a Savona per raggiungere il luogo scelto per la detenzione domiciliare che si trova proprio nella città della Torretta. Adesso entro dieci giorni dovrà essere fissato l’interrogatorio di garanzia davanti al gip del tribunale di Savona.

Il ritorno in patria di Andrea Nucera potrebbe scatenare un vero e proprio terremoto. Se, come ha confermato lui stesso, l’imprenditore albenganese terrà a fede alla volontà di collaborare con gli inquirenti per raccontare la sua verità, infatti, potrebbero anche aprirsi nuovi scenari investigativi.

Finora – è bene ricordarlo – pur avendo avuto, secondo l’accusa, un ruolo cardine in diverse indagini, l’imprenditore cerialese non è mai stato ascoltato in Procura visto che, dopo il crac dell’impero Geo (l’insieme delle società che gestiva), era sfuggito alla cattura ed era iniziata la sua latitanza negli Emirati Arabi.

LA VICENDA GIUDIZIARIA

I guai per Nucera erano iniziati appunto dopo il crac del “Gruppo Geo”, operante nel settore immobiliare, che ha originato un passivo fallimentare di oltre 400 milioni di euro.

Una vicenda per la quale è iniziato in tribunale a Savona un processo che vede imputate 19 persone (per reati che spaziano dall’associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta aggravata, alla bancarotta semplice, ricorso abusivo al credito, dichiarazione fraudolenta mediante uso fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta mediante altri artifizi, emissione di fatture per operazioni inesistenti, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, omesso versamento di IVA, false comunicazioni sociali, falsità nelle relazioni o comunicazioni delle società di revisione, formazione fittizia del capitale, falso e mendacio interno, falsa perizia, favoreggiamento personale ed usura) tra banchieri, compreso Giovanni Berneschi, commercialisti, periti di istituti bancari e quelli che, secondo l’accusa, erano prestanome dello stesso Nucera la cui posizione, al momento, è stata però stralciata insieme a quella della sua compagna Simona Musso.

Nell’ultima udienza davanti al collegio del tribunale, infatti, il decreto con il quale entrambi erano stati dichiarati latitanti è stato ritenuto nullo e così l’iter che aveva portato al loro rinvio a giudizio è da rifare da capo. Nucera e Musso erano stati dichiarati latitanti nei primi mesi del 2012 e, di conseguenza, non gli era stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, preludio alla richiesta di rinvio a giudizio poi puntualmente arrivata.

Già in sede di udienza preliminare, i loro difensori (gli avvocati Pietro Pomanti, Franco Coppi e Carlo Biondi) avevano sostenuto che la scelta di dichiararli latitanti fosse scorretta perché formalizzata senza aver svolto indagini approfondite per verificare dove fossero i due indagati. Tesi che non era stata accolta dal gup Maurizio Picozzi che li aveva mandati a processo ugualmente. In udienza, però, è andata diversamente: quando i legali di Nucera e Musso avevano nuovamente sollevato l’eccezione davanti al collegio, i giudici l’avevano accolta (tra l’altro anche il pm Ubaldo Pelosi aveva concordato con le conclusioni della difesa chiedendo che fosse dichiarata la nullità del decreto). Per questo ora la Procura di Savona sta nuovamente completando l’iter per l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e la nuova richiesta di rinvio a giudizio per Nucera. Un passaggio che, tra l’altro, apre nuovi scenari: l’imprenditore ora ha la possibilità di chiedere anche di essere giudicato con un rito alternativo.

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