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Savona, secondo interrogatorio per Andrea Nucera davanti al Procuratore Pelosi fotogallery

L'audizione dell'imprenditore albenganese è stata nuovamente sospesa e continuerà a maggio

Savona. E’ ripreso ieri pomeriggio, ma continuerà a maggio, l’interrogatorio dell’imprenditore albenganese Andrea Nucera davanti al Procuratore Ubaldo Pelosi, il magistrato che ha sempre coordinato le indagini sul fallimento del gruppo Geo. Gli argomenti da affrontare con gli inquirenti sono tanti e, per questo motivo, nemmeno dopo un secondo faccia a faccia durato più di due ore sono stati esauriti. Di qui la necessità di sospenderlo fissare una terza audizione nelle prossime settimane.

Savona, Andrea Nucera in tribunale per l'interrogatorio di garanzia

Come era prevedibile, anche stavolta il riserbo sui contenuti dell’interrogatorio è massimo: l’avvocato Carlo Biondi, che assiste Nucera insieme ai colleghi Pietro Pomanti e Franco Coppi, si è limitato a ribadire i concetti già ascoltati: “Si è svolto in un clima di assoluta serenità e trasparenza sia dal punto di vista delle domande che delle risposte”.

L’imprenditore, al momento, resta agli arresti domiciliari in un appartamento della Darsena a Savona dopo che, lo scorso 18 marzo, ha messo volontariamente fine alla sua latitanza ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti. Una volta atterrato a Milano Malpensa, le Fiamme Gialle gli avevano notificato la misura cautelare dei domiciliari scattata nell’ambito del procedimento penale sul crac del “Gruppo Geo”, che lui amministrava. L’imprenditore è accusato di bancarotta fraudolenta aggravata, oltre ad altri reati finanziari.

LA VICENDA GIUDIZIARIA

I guai per Nucera erano iniziati appunto dopo il crac del “Gruppo Geo”, operante nel settore immobiliare, che secondo gli inquirenti ha originato un passivo fallimentare di oltre 400 milioni di euro.

Una vicenda per la quale è iniziato in tribunale a Savona un processo che vede imputate 19 persone (per reati che spaziano dall’associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta aggravata, alla bancarotta semplice, ricorso abusivo al credito, dichiarazione fraudolenta mediante uso fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta mediante altri artifizi, emissione di fatture per operazioni inesistenti, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, omesso versamento di IVA, false comunicazioni sociali, falsità nelle relazioni o comunicazioni delle società di revisione, formazione fittizia del capitale, falso e mendacio interno, falsa perizia, favoreggiamento personale ed usura) tra banchieri, compreso l’ex patron di Carige Giovanni Berneschi, commercialisti, periti di istituti bancari e quelli che, secondo l’accusa, erano prestanome dello stesso Nucera la cui posizione, al momento, è stata però stralciata insieme a quella della sua compagna Simona Musso.

Nell’ultima udienza davanti al collegio del tribunale, infatti, il decreto con il quale entrambi erano stati dichiarati latitanti nel 2012 è stato ritenuto nullo e così l’iter che aveva portato al loro rinvio a giudizio è da rifare da capo (perché, di fatto, non gli era stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, preludio alla richiesta di rinvio a giudizio poi puntualmente arrivata).

Già in sede di udienza preliminare, i loro difensori (gli avvocati Pietro Pomanti, Franco Coppi e Carlo Biondi) avevano sostenuto che la scelta di dichiararli latitanti fosse scorretta perché formalizzata senza aver svolto indagini approfondite per verificare dove fossero i due indagati. Tesi che non era stata accolta dal gup Maurizio Picozzi che li aveva mandati a processo ugualmente.

In udienza, però, è andata diversamente: quando i legali di Nucera e Musso avevano nuovamente sollevato l’eccezione davanti al collegio, i giudici l’avevano accolta (tra l’altro anche il pm Ubaldo Pelosi aveva concordato con le conclusioni della difesa chiedendo che fosse dichiarata la nullità del decreto).

Per questo ora la Procura di Savona sta nuovamente completando l’iter per l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e la nuova richiesta di rinvio a giudizio per Nucera. Un passaggio che, tra l’altro, apre nuovi scenari: l’imprenditore ora ha la possibilità di chiedere anche di essere giudicato con un rito alternativo.

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