IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Nullo il decreto di latitanza: da rifare l’iter per il rinvio a giudizio di Andrea Nucera

Stralciata anche la posizione di Simona Musso, il processo per il crac Geo, che vede a giudizio anche banchieri e commercialisti, prosegue senza di loro

Più informazioni su

Savona. Non ci sarà, almeno per ora, nessun processo all’imprenditore Andrea Nucera. Il colpo di scena è arrivato stamattina nel corso dell’udienza celebrata davanti al collegio del tribunale di Savona che ha stralciato la posizione dell’imputato principale, Nucera appunto, e quella della sua compagna Simona Musso. Il motivo? Il decreto con il quale entrambi erano stati dichiarati latitanti è stato ritenuto nullo e così l’iter che aveva portato al loro rinvio a giudizio è da rifare da capo.

Nucera e Musso (da anni ormai domiciliati negli Emirati Arabi, ad Abu Dhabi), infatti, erano stati dichiarati latitanti nei primi mesi del 2012 e, di conseguenza, non gli era stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, preludio alla richiesta di rinvio a giudizio poi puntualmente arrivata.

Già in sede di udienza preliminare, però, I loro difensori (gli avvocati Pietro Pomanti, Franco Coppi e Carlo Biondi) avevano sostenuto che la scelta di dichiararli latitanti fosse scorretta perché formalizzata senza aver svolto indagini approfondite per verificare dove fossero i due indagati. Tesi che non era stata accolta dal gup Maurizio Picozzi che li aveva mandati a processo ugualmente. Oggi, però, è andata diversamente: quando i legali di Nucera e Musso hanno nuovamente sollevato l’eccezione davanti al collegio, i giudici l’hanno accolta (tra l’altro anche il pm Ubaldo Pelosi aveva concordato con le conclusioni della difesa chiedendo che fosse dichiarata la nullità del decreto).

“Il tribunale rileva come effettivamente la dichiarazione di latitanza sia stata fondata su ricerche che non possono ritenersi complete sia in relazione all’imputato Nucera che Musso. Nel caso di specie vi erano elementi specifici nei confronti di entrambi per indirizzare le ricerche che pertanto non possono essere considerate complete” si legge nella motivazione del collegio dei giudici che, di conseguenza, hanno ritenuto “nullo il decreto di latitanza e di conseguenza anche l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e il decreto che dispone il giudizio” disponendo lo stralcio delle posizioni dei due imputati. A questo punto gli atti tornano al pubblico ministero che dovrà notificare nuovamente l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e ripetere l’iter per la nuova richiesta di rinvio a giudizio. Visto che il procedimento, formalmente, ripartirà dal momento della fine delle indagini non sono da escludere colpi di scena: Nucera e Musso, una volta ricevuti gli atti, potrebbero infatti chiedere di essere interrogati e depositare memorie difensive, ma anche di essere giudicati con un rito alternativo (un patteggiamento o un abbreviato). Mosse che potrebbero rimescolare le carte di un processo che, ormai, sembrava pronto ad iniziare.

Tra l’altro, a giudizio restano invece le altre 19 persone, tra banchieri, commercialisti, periti di istituti bancari e quelli che, secondo l’accusa, erano prestanome dello stesso imprenditore, rinviate a giudizio insieme a Nucera: Andrea Damele, Roderico Cavallo, Elena Caviglia, Monica Nucera, Pietro Carlo Pastorino, Lorenzo Zecchino, Anna Bruno, Monica Vasini, Enrico Picasso, Umberto Carlo Casella, Angelo Zavaglio, Arturo Arpellino, Giovanni Berneschi, Luigi Minolfi, Roberto Mumolo, Piergiorgio Perrone, Achille Tori, Piero Giadresco e Matteo Francesco Villani. Tutti devono rispondere, a vario titolo ed in concorso, di plurime bancarotte, reati tributari, ricorso abusivo al credito e falso (i capi d’imputazione sono una cinquantina), mentre, solo Andrea Damele (in concorso con Andrea Nucera e Simona Musso), anche di associazione a delinquere. Per loro la prossima udienza del processo è stata fissata per il 15 maggio del 2019 (entro quella data, proprio per giudicare tutte le persone coinvolte in questa vicenda contemporaneamente, la speranza del pm è quella di aver celebrato nuovamente l’udienza preliminare per l’imprenditore e la compagna e di aver ottenuto un nuovo rinvio a giudizio per poter riunificare i due procedimenti).

Esce invece definitivamente dal procedimento il nome di Pier Carlo Rolando nei confronti del quale, questa mattina, è stata pronunciata una sentenza di non luogo a procedere per prescrizione del reato.

Gli inquirenti avevano indagato su una ventina di fallimenti di società costituite da Nucera dalla fine degli anni ‘90 dopo la creazione della Geo. Utilizzando società estere (di diritto e off shore), secondo il pm Pelosi, Andrea Nucera sarebbe riuscito a portare all’estero ingenti capitali. La tesi della Procura è che più che un imprenditore edile Nucera fosse specializzato nell’acquistare operazioni immobiliari in itinere e portarle a termine ottenendo finanziamenti dalle banche con perizie sovrastimate.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.