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Dalla latitanza ad Abu Dhabi agli arresti domiciliari: fissato l’interrogatorio dal gip per Andrea Nucera

L'imprenditore albenganese sarà in tribunale a Savona venerdì mattina, ma salvo sorprese farà scena muta

Savona. E’ stato fissato per venerdì mattina davanti al gip Alessia Ceccardi l’interrogatorio di garanzia per l’imprenditore albenganese Andrea Nucera che, da ieri mattina, si trova agli arresti domiciliari a Savona dopo che è finita la sua latitanza negli Emirati Arabi Uniti.

Andrea Nucera

Nucera è sottoposto alla misura cautelare nell’ambito del procedimento penale sul crac del “Gruppo Geo”, che lui amministrava, ed è accusato di associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta aggravata, oltre ad altri reati finanziari.

Salvo clamorosi colpi di scena, l’interrogatorio di venerdì sarà semplicemente un passaggio formale: l’imprenditore dovrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere in attesa di avere un faccia a faccia col Procuratore Ubaldo Pelosi, il magistrato che ha sempre indagato sul fallimento dell’impero dell’ex re del mattone.

Ad anticipare che per raccontare la sua verità Nucera attenderà l’audizione col pm è stato lo stesso difensore dell’imprenditore, l’avvocato Carlo Biondi, che l’assiste coi colleghi Pietro Pomanti e Franco Coppi, che ieri aveva definito l’interrogatorio dal gip “una formalità”.

“Nucera ha tutte le intenzioni di difendersi e di chiarire la sua posizione rispetto alle contestazioni che gli sono mosse” aveva poi aggiunto l’avvocato Biondi.

L’imprenditore albenganese è tornato in Italia ieri mattina, poco dopo le 7, con un volo di linea partito da Abu Dhabi e atterrato a Milano Malpensa. Un viaggio che ra stato “concordato” con il Ministero della Giustizia e le autorità italiane, in particolare la Procura di Savona. Proprio nell’ottica di far tornare in Italia l’imprenditore, il tribunale di Savona, lo scorso 22 novembre, aveva attenuato la misura cautelare in carcere emessa nel novembre del 2011 sostituendola con quella degli arresti domiciliari.

Così Nucera ha messo fine al suo “esilio” (come lui stesso lo aveva definito) con la consapevolezza che una volta rientrato nel Belpaese sarebbe finito agli arresti domiciliari. Ad aspettarlo all’aeroporto di Milano Malpensa c’erano gli uomini della guardia di finanza del comando provinciale di Savona che gli hanno notificato il provvedimento cautelare.

LA VICENDA GIUDIZIARIA

I guai per Nucera erano iniziati appunto dopo il crac del “Gruppo Geo”, operante nel settore immobiliare, che secondo gli inquirenti ha originato un passivo fallimentare di oltre 400 milioni di euro.

Una vicenda per la quale è iniziato in tribunale a Savona un processo che vede imputate 19 persone (per reati che spaziano dall’associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta aggravata, alla bancarotta semplice, ricorso abusivo al credito, dichiarazione fraudolenta mediante uso fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta mediante altri artifizi, emissione di fatture per operazioni inesistenti, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, omesso versamento di IVA, false comunicazioni sociali, falsità nelle relazioni o comunicazioni delle società di revisione, formazione fittizia del capitale, falso e mendacio interno, falsa perizia, favoreggiamento personale ed usura) tra banchieri, compreso l’ex patron di Carige Giovanni Berneschi, commercialisti, periti di istituti bancari e quelli che, secondo l’accusa, erano prestanome dello stesso Nucera la cui posizione, al momento, è stata però stralciata insieme a quella della sua compagna Simona Musso.

Nell’ultima udienza davanti al collegio del tribunale, infatti, il decreto con il quale entrambi erano stati dichiarati latitanti nel 2012 è stato ritenuto nullo e così l’iter che aveva portato al loro rinvio a giudizio è da rifare da capo (perché, di fatto, non gli era stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, preludio alla richiesta di rinvio a giudizio poi puntualmente arrivata).

Già in sede di udienza preliminare, i loro difensori (gli avvocati Pietro Pomanti, Franco Coppi e Carlo Biondi) avevano sostenuto che la scelta di dichiararli latitanti fosse scorretta perché formalizzata senza aver svolto indagini approfondite per verificare dove fossero i due indagati. Tesi che non era stata accolta dal gup Maurizio Picozzi che li aveva mandati a processo ugualmente.

In udienza, però, è andata diversamente: quando i legali di Nucera e Musso avevano nuovamente sollevato l’eccezione davanti al collegio, i giudici l’avevano accolta (tra l’altro anche il pm Ubaldo Pelosi aveva concordato con le conclusioni della difesa chiedendo che fosse dichiarata la nullità del decreto).

Per questo ora la Procura di Savona sta nuovamente completando l’iter per l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e la nuova richiesta di rinvio a giudizio per Nucera. Un passaggio che, tra l’altro, apre nuovi scenari: l’imprenditore ora ha la possibilità di chiedere anche di essere giudicato con un rito alternativo.

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