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Medico Asl accusato di omicidio colposo per la morte di un 15enne imperiese

Il giovane era deceduto nel gennaio del 2013 per un’infezione cerebrale

Imperia. Il neurologo dell’Asl2 savonese Filippo Badaloni ed il suo collega Massimo Fichera sono accusati di omicidio colposo per il decesso di Matteo Maragliotti, il ballerino 15enne di Pontedassio deceduto nel gennaio del 2013 presso il reparto di rianimazione dell’ospedale Borea di Sanremo per un’infezione cerebrale.

Questa mattina il giudice monocratico Massimiliano Botti ha assolto “perché il fatto non costituisce reato” Roberta Thomatis, medico di famiglia, a processo perché accusata di omicidio colposo per la morte del ragazzo. La lettura della sentenza è avvenuta stamane in un’aula del tribunale di Imperia, davanti a Sabrina Bonfadelli, madre di Matteo, e al pubblico Ministero Francesca Sussarellu che la scorsa udienza aveva chiesto l’assoluzione per l’imputata.

Ma la morte di Matteo potrebbe avere altri responsabili: i medici Massimo Fichera e Filippo Badaloni, per i quali il giudice Botti ha richiesto la trasmissione degli atti in Procura, ritenendo che nel corso del processo nei confronti della Thomatis siano emerse responsabilità a carico dei due medici.

Il giudice, infatti, ha parlato di possibili responsabilità per il medico del pronto soccorso di Sanremo, Massimo Fichera (la cui posizione era stata archiviata in corso di indagine) e il neurochirurgo dell’ospedale Santa Corona di Pietra, Filippo Badaloni. Nei loro confronti, il giudice, ha speso parole molto dure. “Il momento cruciale per la vittima – ha affermato, subito dopo la lettura del dispositivo nei confronti di Thomatis – è da inquadrarsi, tra il 13 e 14 gennaio 2013, quando la gestione del paziente era affidata al dottor Massimo Fichera. Quest’ultimo ha formulato un’ipotesi diagnostica non ancora suffragata da esami del sangue e si è disinteressato della sorte del paziente. Tale mera ipotesi ha verosimilmente fuorviato le valutazione dell’imputata, ridimensionandone notevolmente la colpa. E’ quindi ipotizzabile la responsabilità del dottor Fichera per la morte di Matteo Maragliotti, diversamente da quanto opinato sia dal consulente del pm che dal perito d’ufficio”. E poi. “Si aggiunga che verosimilmente che il dottor Fichera ha mentito in ordine ai dati informativi in suo possesso, al momento dell’accesso di Matteo al pronto soccorso, negando pervicacemente che fosse stata segnalata la cefalea che lo affiggeva”.

E ancora: “Alla luce della perizia d’ufficio risulta che un intervento chirurgico, benché non previsto da linee guida o prassi mediche, avrebbe cono ogni probabilità evitato l’evento morte. Tuttavia, il neurochirrurgo dell’ospedale di pietra ligure, dottor Filippo Badaloni, pur non avendo a disposizione tutti gli elementi indispensabili per una corretta valutazione del caso, imprudentemente e negligentemente optava per il ricovero di matteo Maragliotti presso la struttura ospedaliera più distante dal centro neurochirurgico di Pietra Ligurie, cioè il reparto di Malattie Infettive di Sanremo e ometteva di tenersi costantemente informato circa i, progredire delle condizioni di salute del giovane. Infine non eseguiva per palesi imprudenza, negligenza ed imperizia, l’unico intervento che avrebbe potuto scongiurare l’evento morte”. Nell’affermate che sono emersi elementi a carico di Badaloni, il giudice ha poi aggiunto come la posizione di Fichera sia stata improvvidamente archiviata in corso di indagine.

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