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Ata, a Savona salta il consiglio comunale straordinario: ma la sorte di Vaggi sembra segnata

Oggi si è tenuta la riunione dei capigruppo del consiglio comunale, che si sono trovati tutti d'accordo nella necessità di revocare i vertici della partecipata

Savona. E’ saltato il consiglio comunale straordinario (che si sarebbe dovuto tenere giovedì) per discutere la linea da tenere nei confronti di Ata e, in seconda battuta, valutare la possibilità di revoca degli attuali vertici dell’azienda, dal Cda al presidente Sara Vaggi.

A determinare lo slittamento dell’assemblea (la cui convocazione era stata richiesta da Lega Nord, Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle) è stata la contemporanea assenza del sindaco Ilaria Caprioglio e dell’assessore al bilancio Silvano Montaldo, che quindi non avrebbero potuto partecipare alla seduta del parlamentino savonese. L’assenza dei due amministratori è stata comunicata oggi, nel corso della conferenza dei capigruppo richiesta dai gruppi di minoranza consiliare.

Al di là degli aspetti legati ai futuri assetti societari della partecipata, a tenere banco oggi è l’assenza di Caprioglio e Montaldo. Secondo qualcuno, infatti, all’interno della maggioranza qualcuno avrebbe mal digerito la “joint-venture” tra Lega Nord, Fratelli d’Italia e il Movimento 5 Stelle relativa alla convocazione del consiglio comunale straordinario. Stando ai soliti ben informati, le due frange della maggioranza avrebbero avanzato la richiesta in sinergia con i pentastellati ma senza l’esplicito benestare del resto dell’amministrazione e ciò avrebbe creato qualche malumore. E il “richiamo all’ordine” dei due gruppi di maggioranza di Lega Nord e Fratelli d’Italia.

Proprio per questo motivo, la Lega Nord avrebbe deciso di presentare un altro testo, diverso da quello concordato col M5S, con il quale si propone di sospendere ogni iniziativa nei confronti di Ata in attesa della riunione dell’assemblea dei soci prevista per il 4 novembre. L’assenza di Caprioglio e Montaldo ha provvidenzialmente risolto il problema levando dall’imbarazzo dalla maggioranza. Insomma, prima la retromarcia della Lega per un “patto” imbarazzante e poi l’assenza strategica di sindaco e assessore per risolvere definitivamente la questione.

Tornando a questo pomeriggio, nel corso della riunione è emersa la sostanziale unità di intenti di tutti i capigruppo presenti, più che mai decisi a dare una scossa ad Ata ribaltandone i vertici. A questo punto, il consiglio comunale straordinario non ha più ragione di essere convocato e la discussione riguardante la società partecipata verrà inserita nell’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale “regolare”.

Alla luce di questi sviluppi, l’assemblea dei soci del 4 novembre assume una rilevanza ancora maggiore: a seconda di ciò che emergerà dalla riunione, infatti, il Cda potrebbe essere confermato in attesa di dover passare sotto le “forche caudine” del consiglio comunale di Savona o, altra ipotesi, potrebbe uscire “decapitato” e quindi non più in carica.

Savona Capigruppo Ata

Sempre oggi pomeriggio il vice sindaco Massimo Arecco ha duramente condannato l’episodio avvenuto questa mattina, quando una cinquantina di lavoratori di Ata si sono presentati in municipio chiedendo di poter incontrare l’amministrazione comunale e, soprattutto, stigmatizzando i continui attacchi del numero due di Palazzo Sisto ed esprimendo solidarietà nei confronti di Sara Vaggi e del direttore generale Luca Pesce.

L’episodio ha fatto storcere il naso anche ai rappresentanti dei tre sindacati confederali. Nel corso dell’incontro tra amministrazione e dipendenti, infatti, a parlare per i lavoratori è stato “un rappresentante sindacale di un’organizzazione che non ha dichiarato lo stato di agitazione e che non ha avuto l’accortezza di comunicare la propria diversa posizione in merito alla vicenda e l’intenzione di presentarsi in municipio”.

Ma non solo: qualcuno sostiene che i dipendenti che si sono presentati questa mattina a Palazzo Sisto siano in parte lavoratori interinali (con contratto in scadenza) e in parte lavoratori che di recente hanno cambiato la loro posizione all’interno dei quadri societari. Altri ancora, poi, sarebbero stati in forza presso altri Comuni (in particolare Borghetto Santo Spirito e Pietra Ligure) e che siano stati “caricati sui mezzi aziendali e portati a Savona appositamente per prendere parte all’assemblea”. Inoltre, tutti i lavoratori avrebbero beneficiato di un permesso di due ore: “Stupisce molto – dicono ancora i bene informati – che un dirigente che un giorno dice di non avere lavoratori a sufficienza per portare avanti il servizio il giorno dopo autorizzi un permesso di due ore per 50 dipendenti”.

Insomma, il sospetto è che chi questa mattina si è recato a Palazzo Sisto per sostenere i dirigenti di Ata non lo abbia fatto in modo completamente disinteressato e solo con lo spirito “dell’uomo d’azienda”.

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