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Ecco il nuovo Cda di ATA, ma i piccoli comuni insorgono: “Savona matrigna”

Alessandro Garassini presidente, escluso Olivieri in rappresentanza dei soci minoritari. Montaldo: "Le nomine rispettano il territorio"

Savona. Alessandro Garassini presidente, consiglieri Matteo Debenedetti e Adriana Del Borghi. Nessuna sorpresa al termine dell’Assemblea dei soci di Ata spa che ha ufficialmente rinnovato i vertici della società partecipata savonese, al centro di non poche polemiche negli ultimi mesi e con in atto una vertenza sindacale a seguito dello stato di agitazione dei lavoratori.

Nel corso dell’assemblea, sono stati nominati anche i membri del collegio sindacale: Sandro Marchisio, Roberto Moreno, Michela Vassallo.

Alla fine Savona ha fatto la voce grossa (in quanto socio di maggioranza con l’85% delle quote) e così dal nuovo Cda sono stati esclusi i piccoli comuni, che avevano puntato sul nome di Pierangelo Olivieri, sindaco di Calizzano: quest’ultimo, secondo i rumors e le indiscrezioni circolate nelle ultime ore, avrebbe dovuto prendere il posto di Debenedetti.

Invece così non è stato e i piccoli comuni si sono astenuti nella votazione sul rinnovo dei nuovi vertici. E sullo sfondo delle nuove nomine di Ata resta da capire ancora quale sarà la sorte del direttore generale Luca Pesce, che in questi anni ha affiancato l’operato dell’ormai ex presidente Sara Vaggi.

“I Comuni di Bardineto, Borghetto Santo Spirito, Borgio Verezzi, Calizzano, Castelbianco, Cisano sul Neva, Erli, Giustenice, Mallare, Murialdo, Nasino, Plodio, Sassello, Stella, Urbe e Vado Ligure non hanno condiviso il metodo di individuazione e proposta seguito dal Comune di Savona socio maggioritario, che ha indicato unilateralmente i tre nominativi designati” afferma Pierangelo Olivieri.

“Anche tenuto conto del dettato dell’articolo 5 Dlgs n. 50/2016 è mancata qualsiasi forma di concertazione con i comuni, fatto che si ritiene istituzionalmente grave, ancora di più considerata la fase a dir poco delicata in cui si trova la società e l’assolutamente significativa estensione del territorio che i piccoli soci presidiano”.

E Olivieri aggiunge: “Le persone proposte per il nuovo Cda sono tutte apprezzabili, preparate e stimate, tuttavia auspicavano di poter contare di più ed avere il ruolo che un territorio così vasto merita: certamente l’atteggiamento del Comune di Savona è stato arrogante, anche perché le loro ragioni valgono tanto quanto le nostre e non c’è stata possibilità di arrivare ad un punto di incontro o di equilibrio”.

“Anche a titolo personale ringraziamo in questo contesto l’organo amministrativo uscente condotto in questo tempo con assoluti impegno, disponibilità e responsabilità dalla presidente Sara Vaggi” conclude Olivieri.

L’assessore al Bilancio e alle Società Partecipate, Silvano Montaldo, afferma: “Non siamo stati arroganti. Se uno guarda bene le nomine che abbiamo fatto questa mattina, sia del consiglio d’amministrazione che del collegio sindacale c’è un pieno rispetto del territorio savonese e credo che abbiamo dato delle professionalità adeguate per risolvere diversi problemi che sono urgenti per Ata e sono sicuro verranno affrontati già da questo pomeriggio”.

“Garassini ha una professionalità importante che in questo momento in Ata fa comodo – spiega Montaldo -. E’ un uomo d’esperienza, ha avuto un passato anche come amministratore pubblico quindi sa come funziona la macchina pubblica e ricordiamoci che Ata è una società interamente pubblica, per cui ha un’esperienza tale che il suo curriculum è adeguato per il ruolo che gli è stato affidato”.

I piccoli comuni hanno manifestato scontento. “Non è che non sono stati accontentati – dichiara -. A mio parere abbiamo dato comunque una visione generale a tutti i comuni. Nella realtà non ci sono dei nomi che abbiano delle connotazioni di natura politica o connotazioni particolari esclusivamente per il Comune di Savona. Sono nomi che rappresentano interamente la società, quindi sarebbe un po’ una forzatura dire di voler nominare un nome e toglierne un altro. Vero, forse c’era bisogno di un poco più di colloquio. Probabilmente sarebbe stato bene confrontarci prima, se avessimo avuto anche un poco più di tempo. Purtroppo questa assemblea è stata convocata con urgenza, abbiamo agito di conseguenza, ritenendo comunque di aver fatto nomine che non siano in contrasto con la volontà dei piccoli comuni”.

Pesce resterà? “Secondo me sì, è direttore e continuerà a farlo, non ci sono problemi. La sua figura non è in discussione, l’avevo già detto anche personalmente a lui”. E Speranza? “Ha un suo ruolo, oggi ci stiamo occupando del consiglio d’amministrazione e continuiamo ad occuparci del funzionamento della società. I secondi e terzi livelli non credo siano mai stati messi in discussione”.

“Auguriamo buon lavoro al nuovo consiglio di amministrazione – conclude -, consapevoli del difficile impegno che li aspetta, anche in considerazione degli obiettivi ambiziosi indicati loro dall’amministrazione comunale di Savona. Il compito affidato al nuovo Cda parte con la richiesta di risanamento finanziario, il pagamento integrale dei creditori, la tutela dei dipendenti e la redazione di un nuovo piano industriale”.

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