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Lettere al direttore

Villa Zanelli rivela il grande progetto foto

Il gioiello Liberty apre al pubblico la mattina del 19 giugno

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“L’associazione culturale Italia Liberty assieme ad Arte Genova organizza una passeggiata Liberty esclusiva a villa Zanelli e altri edifici Art Nouveau a Savona. Mercoledì 19 giugno dalle 10:00 alle 13:00 apriranno i cancelli di villa Zanelli ubicata in via Nizza, massimo esempio di architettura Liberty italiana come si evince dalla pubblicazione “Savona Liberty. Villa Zanelli e altre architetture” (Risguardi 2014). Interverranno il Presidente di Arte Genova Girolamo Cotena e funzionari, Sindaco Ilaria Caprioglio e assessori comunali, un assessore della Regione Liguria, assieme il presidente dell’associazione Italia Liberty che presenterà la manifestazione ART NOUVEAU WEEK, settimana mondiale dedicata alla ruggente corrente artistica di fine ‘800 primi ‘900 che si svolgerà dall’8 al 14 luglio 2019 nel mondo e il programma a ciclo continuo di mostre a restauro di villa Zanelli ultimato. Segue la passeggiata nel parco e dentro la villa con i ciceroni Massimo Bianco e Andrea Speziali. Quest’ultimo è stato l’atomo che ha scatenato il caso sulla riqualificazione di villa Zanelli nel 2014 trovando un possibile acquirente e con la pubblicazione di una foto della villa in stile Urbex sulla pagina “The world Art Nouveau”. Il post è stato virale al momento della pubblicazione traghettando l’immagine dello scempio di villa Zanelli su scala internazionale. Oltre 450mila visualizzazioni in pochi minuti, a oggi circa 900mila, altrettanti commenti negativi. La raccolta fondi aperta da Italia Liberty fu bloccata in seguito con la speranza di un recupero. Un’attesa durata sei anni prima di una soluzione. L’ultima possibilità di visitare la villa nel suo stato di abbandono è per l’Art Nouveau Week nei giorni di giovedì 11, venerdì 12 e sabato 13 luglio. Prima dell’inizio cantiere. L’ingresso per tutte le date (19 giugno e dall’11 al 13 luglio) è libero agli invitati, ai giornalisti che ne hanno fatto richiesta e tutti i soci dell’associazione Italia Liberty.”

Questa breve nota è stata inviata tramite e-mail a tutti e tutte coloro che ricevono la newsletter del sito di Italia Liberty. Ad ogni persona dovrebbero sorgere alcuni dubbi:

a) il dottor Speziali, noto studioso di storia dell’arte, viene definito, se abbiamo ben capito, “l’atomo che ha scatenato il caso sulla riqualificazione di Villa Zanelli nel 2014 trovando un possibile acquirente”. Noi Verdi vorremmo in primo luogo sapere chi era, se abbiamo capito bene, questo possibile acquirente e perché solo ora, a a quanto ci risulta, se ne senta parlare?

b) perché l’associazione Italia Liberty non sostiene più l’ipotesi del museo del Liberty a Savona che, a memoria d’uomo, era stata promossa dal dottor Speziali e sostenuta, tra le altre e gli altri, dai Verdi e dalle forze civiche savonesi?

c) perché non si ricorda lo sforzo di Verdi e Noi per Savona a sostegno di questa ipotesi che vide pure una manifestazione in spiaggia a cui partecipò pure il signor Massimo Bianco, citato nel testo sopra riportato?

d) Perche’ si parla di “inizio cantiere” quando non è ancora stato totalmente definito il percorso di recupero o almeno il progetto del Comune e della Regione ha suscitato tante e tali critiche da dover essere quanto meno sottoposto ad attenta verifica?

e) perché la visita sarà “libera” ma solo per “invitati, giornalisti accreditati e soci di Italia Liberty” mentre forse cittadine e cittadini dovranno rimanere solo all’esterno dei cancelli?

f) le condizioni di sicurezza permetteranno un tranquillo accesso per cui vorremmo conoscere quali condizioni o interventi provvisori siano stati assunti in tal senso se necessari?

g) infine quanto costerà tutto l’insieme di queste manifestazioni e/o aperture?

Noi Verdi speriamo solo che la Regione Liguria e il Comune di Savona abbiano cambiato idea e vogliano dare origine al Museo del Liberty e non ad una struttura privata e uno minimo spazio espositivo dedicato “ad asciugamani e costumi da bagno” o meglio all'”estate savonese”.

Danilo Bruno

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