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Omicidio agli Aquario, Deborah Ballesio raggiunta da sei proiettili: fatale quello alla testa fotogallery video

E' quanto emerso questa mattina dall'autopsia eseguita dal medico legale Marco Canepa

Savona. Deborah Ballesio è stata raggiunta da sei colpi esplosi dalla pistola Smith & Wessson 357 Magnum impugnata dall’ex compagno Domenico “Mimmo” Maassari. Uno dei proiettili, quello che probabilmente è stato fatale vista la delicatezza della zona, l’ha colpita in testa. Sono le conclusioni alle quali è arrivato il medico legale Marco Canepa che questa mattina ha eseguito l’autopsia sul corpo della donna.

Sparatoria ai Bagni Acquario a Savona

La vittima dell’agguato avvenuto sabato sera ai bagni Aquario di via Nizza a Savona aveva anche lesioni molto gravi alla schiena ed al torace. Alla luce dell’esito dell’accertamento autoptico gli inquirenti potranno ricostruire più nel dettaglio la dinamica della sparatoria.

Massari, che ieri è stato interrogato dal pm Chiara Venturi (all’audizione erano presenti anche il Procuratore Ubaldo Pelosi e i poliziotti della squadra mobile), aveva riferito di aver colpito la ex compagna con cinque colpi e di averne sparato un sesto in aria, ma l’autopsia avrebbe invece evidenziato che tutti i proiettili esplosi ai bagni Aquario hanno raggiunto Deborah Ballesio. La certezza è che vista la gravità delle lesioni i soccorsi sono stati purtroppo inutili.

Sul movente del terribile omicidio Massari ha voluto precisare che era esclusivamente economico e non passionale: “Ho fatto giustizia alla mia persona” ha detto l’uomo che aveva investito un ingente somma per comprare il locale “Follia” di Altare (quello a cui poi aveva dato fuoco nel ad agosto 2015) alla ex compagna. Ma ci sarebbe stata anche un’altra somma che, secondo il racconto del killer, lui aveva nascosto e non aveva più trovato una volta uscito dal carcere. Denaro che, questa la convinzione dell’ex compagno di Deborah Ballesio, era stato preso proprio dalla donna. Per questo, nel maggio del 2018, una volta uscito dal carcere (dove aveva scontato la pena patteggiata per il rogo del locale, maltrattamenti e stalking) lui l’aveva cercata, ma lei non aveva risposto al telefono. Fino a quando, sabato scorso, non è scattata la vendetta.

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