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Due anni dalla morte di Luisa Bonello: tutte le ombre di un suicidio mai accettato

Dalla posizione del corpo e del sangue a tanti altri piccoli particolari, molti ancora i punti oscuri secondo gli amici della donna che, due anni dopo, non si sono ancora arresi

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suicidio via genova savona

Savona. Il corpo riverso sul letto, la pistola ancora in mano, il testamento sul comodino. Così era stata trovata all’alba del 19 settembre 2014 Luisa Bonello, il medico che si è tolto la vita nella propria abitazione nel quartiere Valloria dopo un lungo periodo  di depressione. O almeno, questo recita la versione “ufficiale” perché, dopo due anni, sono in molti tra gli amici della donna a nutrire ancora grossi dubbi su quella ricostruzione.

Secondo chi la conosceva su quel “suicidio” aleggiano molte ombre, legate sia alla scena “del crimine” che alle attività della donna (la Bonello, infatti, al fianco di Francesco Zanardi di Rete L’Abuso, da tempo portava avanti una battaglia contro la pedofilia e la corruzione nella Chiesa). E a due anni di distanza da quella tragica mattina, molte delle domande a suo tempo poste dagli scettici restano senza risposta. Eccole.

1) LA POSIZIONE DEL SANGUE. Secondo la ricostruzione balistica Luisa Bonello si è uccisa con un colpo di pistola sparato in bocca, quindi dal basso verso l’alto. Il proiettile è uscito dalla parte sinistra del cranio, “bucando” una tenda-zanzariera a baldacchino che era appesa sopra il letto, a poche decine di centimetri da dove si suppone fosse la sua testa, e finendo per impattare contro il soffitto.

Il corpo di Luisa Bonello è stato ritrovato sdraiato sulla parte sinistra del letto matrimoniale. Alla sua destra, a terra, c’era una consistente pozza di sangue e materiale cerebrale, che si trovava quindi dalla parte opposta rispetto al foro d’uscita del proiettile. Una “incongruenza” per la quale esisterebbe una spiegazione: i liquidi organici sarebbero usciti (guardando il corpo) dal lato destro del cranio, quindi sarebbero “scivolati” sotto la nuca della donna fino a cadere sul pavimento dal bordo del letto a sinistra del corpo. Una tesi compatibile con l’inclinazione del materasso (appesantito dal corpo della Bonello), ma che lascia perplessi di fronte alla quantità di materia cerebrale, e addirittura ad un ciuffo di capelli, presenti a terra. Resti organici che sarebbero dovuto passare sotto la nuca della donna per poter cadere sul pavimento della camera.

Al contrario, sulla tenda bucata dal proiettile e sul soffitto non è stato trovato praticamente nulla: sulla zanzariera c’erano solo due piccole gocce di sangue ed un frammento d’osso. Considerando che sono gli effetti di una sorta di “esplosione” del cranio, con tutta probabilità, si sarebbero dovuti trovare disseminati resti un po’ ovunque, come si vede nel video seguente che mostra l’impatto di un proiettile contro vari oggetti.

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