Dall'800 a oggi

Cairo, la storia di piazza della Vittoria: da “spazio di confine” ad anima della città

I cambiamenti strutturali, gli eventi più importanti e quei punti di ritrovo indimenticabili per alcune generazioni: il racconto di oltre un secolo di vita

i cambiamenti di piazza della vittoria cairo

Cairo Montenotte. Oggi, sabato 27 novembre, l’inaugurazione di piazza della Vittoria (QUI il programma). Un giorno speciale per Cairo Montenotte, dove dopo più di un anno torna a battere uno dei suoi cuori pulsanti. I cairesi lo attendevano da tempo ed ora finalmente riavranno la loro piazza, un luogo fulcro per la comunità, dove incontrarsi, scambiarsi qualche chiacchera o passeggiare. Così come accade da anni, da oltre un secolo.

È lunga infatti la storia di piazza della Vittoria che nasce alla fine dell’Ottocento, senza una vera progettazione. Ma semplicemente come luogo di separazione tra il centro storico e “Cairo Nuovo”. Da semplice campo sterrato, però, diventa poi un corso, delimitato da un viale alberato, prima di trasformarsi in una vera piazza, inizialmente intitolata a Garibaldi.

 Cairo, dall'Ottocento ad oggi: le immagine di Piazza della Vittoria
La piazza negli anni '50

Diverse le sue facce nel tempo, ma anche i suoi utilizzi. Da capolinea delle corriere a parcheggio per le automobili, fino ad un luogo esclusivamente pedonale, come lo conosciamo oggi.

In oltre 120 anni ne ha fatta di strada piazza della Vittoria, diventando testimone di amicizie, amori, incontri; palcoscenico di eventi importanti, spettacoli e manifestazioni. Un luogo che ha fatto ed è la storia di Cairo Montenotte.

Cairo si trasforma e si espande: nasce Corso Garibaldi poi ribattezzato piazza delle Vittoria

Era la fine dell’Ottocento e Giuseppe Cesare Abba era il sindaco di Cairo Montenotte, un piccolo paese con poco più di 3mila abitanti. Da lui parte l’idea di demolire le mura che recintavano il paese per favorirne la crescita urbana. L’opera viene realizzata e i suoi successori vogliono compiere ancora un passo in avanti per espandere la cittadina, ovvero interrare il Rio Tanarello e dare il via alla costruzione di nuove palazzine. Vengono così alla luce l’edificio delle scuole (oggi Palazzo di Città), l’albergo Montenotte, la società operaia, Villa Baccino e altri palazzi che vanno a comporre “Cairo Nuovo”. Tutte costruzione che vengono erette al di là del Rio Tanarello, interrato nel 1889. Si forma così un ampio spazio libero, all’epoca sterrato, tra le vecchie mura e il nuovo quartiere. Ed è lì che sorgerà piazza della Vittoria.

Inizialmente la zona viene delimitata da un viale alberato e prende il nome di corso Garibaldi. Una figura che aveva diversi legami con la cittadina. Non solo molti cairesi avevano combattuto con lui in America latina, ma era anche amico di Giuseppe Cesare Abba con il quale aveva condiviso sul campo alcune battaglie.

 Cairo, dall'Ottocento ad oggi: le immagine di Piazza della Vittoria
Anni '30

Nel 1920 viene costruito il Monumento ai Caduti e poco alla volta questo spazio inizia ad essere utilizzato per le commemorazioni e come una vera e propria piazza. È negli anni ’30 che cambia il suo nome e diventa piazza della Vittoria, come testimoniano alcune cartoline risalenti al 1937.

 Cairo, dall'Ottocento ad oggi: le immagine di Piazza della Vittoria
Anni '40

Dopoguerra, arrivano le automobili: piazza delle Vittoria diventa capolinea dei bus e un parcheggio

Il miracolo economico del secondo dopoguerra trasforma anche Cairo Montenotte. Quel piccolo paese di poche migliaia di abitanti sembra ormai una realtà lontana. Aprono diverse fabbriche, l’industrializzazione favorisce la crescita demografica e Cairo diventa ufficialmente una Città (1956).

La vita degli italiani, e dei cairesi, cambia e migliora. In molte case arrivano gli elettrodomestici e le strade iniziano ad essere riempite dalla automobili. La sviluppo del settore è imponente: in Italia il numero delle autovetture in circolazione, tra gli anni ’50 e ’60, passa da poco più di 425.000 a 2,45 milioni. E anche a Cairo Montenotte il cambiamento è evidente. La piazza, infatti, diventa un parcheggio, oltre che capolinea degli autobus, o meglio delle corriere.

 Cairo, dall'Ottocento ad oggi: le immagine di Piazza della Vittoria
La piazza negli anni '50

Due sono le fermate in piazza della Vittoria: lato fiume quella della ditta Porro, lato monumento il capolinea della Saba (Società Autolinee Briano e Astengo). La piazza diviene quindi anche un punto nevralgico del traffico cittadino, oltre che luogo di aggregazione e della memoria.

 Cairo, dall'Ottocento ad oggi: le immagine di Piazza della Vittoria

Con il passare degli anni, però, lo spazio riservato alle auto viene ridotto. Negli anni ’70 viene adibita a parcheggio solo l’area vicino ai giardini, mentre negli anni ’80 la sosta delle autovetture è consentita solo in quello che era corso Garibaldi, ovvero la zona di fronte allo storico ristorante Da Germone, la Casa del Libro e il Bar Vittoria.

Ma è all’inizio degli anni 2000 che le auto spariscono dalla piazza. La ristrutturazione decisa dal sindaco Osvaldo Chebello, infatti, prevede la realizzazione di un parcheggio sotterraneo e piazza delle Vittoria diventa così una zona esclusivamente pedonale, a completa fruizione della popolazione.

cairo

Piazza della Vittoria: cuore e anima della città

Una storia di oltre un secolo, quella di piazza della Vittoria che, nonostante le varie trasformazioni, non ha mai cambiato la sua essenza. Dalla sua nascita ad oggi, rappresenta l’anima della città, insieme a quella che inizialmente si chiamava via Maestra, ovvero via Roma.

Qui i cairesi si sono riuniti, hanno giocato, scherzato, trascorso la loro gioventù. Ogni generazione con i suoi punti di ritrovo, dal lungo muretto davanti alla Casa del Libro, fino ai gradoni ai lati della piazza. È diventato luogo di incontro e condivisione, imprimendo ricordi indelebili nelle menti di tutti coloro che a Cairo hanno trascorso la proprio vita o solo parte di essa.

Cairo Medievale 2018
Cairo Medievale 2018

Ma non solo, piazza della Vittoria è stata per anni anche uno dei centro importanti del commercio cittadino, ospitando ogni giovedì il mercato settimanale, ma anche fiere e mercatini. Diversi anche i bar, oggi alcuni chiusi e sostituiti da altre attività, dei veri e propri punti di ritrovo della movida cairese.

Oltre ai locali, ad animare la piazza le tante manifestazioni sportive, religiose, istituzionali che sono state organizzate nel corso degli anni. Dal palio dei rioni, ai carnevali, alle serate del Torneo Internazionale di calcio, alle sagre, fino al Giuramento degli agenti di custodia, ora allievi di Polizia Penitenziaria. Per decenni, grazie al Generale Aprea, piazza della Vittoria è stato teatro di questa kermesse davvero imponente e coreografica che ha portato nella cittadina migliaia di agenti da ogni parte d’Italia (erano circa 800 l’anno a seguire i corsi) con le loro famiglie, coinvolgendo tutta la comunità.

giuramento polizia penitenziaria 2012
Il giuramento del 2012

Palcoscenico di feste ed eventi istituzionali, ma anche luogo della memoria grazie alla presenza del Monumento ai Caduti, perno delle commemorazioni e del ricordo di quei cairesi che hanno combattuto per il Tricolore.

monumento caduti cairo

Arte e cartoline: piazza della Vittoria simbolo di Cairo

Imponente, ampia, scenografica. Un soggetto perfetto per un’opera d’arte. Diverse le raffigurazioni di piazza della Vittoria che molti artisti, soprattutto locali, hanno deciso di rendere protagonista dei propri quadri fin dalla sua nascita. Alcuni risalgono ad oltre un secolo fa, come il dipinto realizzato da Carlo Leone Gallo che mostra la parte centrale della piazza nel 1928.

 Cairo, dall'Ottocento ad oggi: le immagine di Piazza della Vittoria
Il quadro di Carlo Leone Gallo (1928)

Numerose anche le cartoline che hanno come soggetto piazza della Vittoria, fotografata da diverse angolazioni. Cartoline che aiutano a visualizzare le sue varie trasformazioni nel corso degli anni sia a livello strutturale che sociale.

Piazza della Vittoria era quindi uno dei maggiori simboli della città che veniva “esportato” in tutta Italia e non solo. Soprattutto dai numerosi agenti di polizia penitenziaria che venivano a Cairo per frequentare i corsi di formazione e scrivevano alle loro famiglie utilizzando appunto le cartoline. Una prassi fino a qualche decennio fa molto utilizzata anche per inviare saluti e auguri.

Piazza della Vittoria oggi

L’attesa è stata lunga, oltre i 299 giorni (in totale 350) previsti all’inizio dei lavori che si sono prolungati a causa della pandemia, del maltempo e per la realizzazione di alcune migliorie tecniche ed estetiche. Ma oggi piazza della Vittoria è pronta a mostrare il suo nuovo look. Questo pomeriggio, infatti, il taglio del nastro alla presenza delle autorità che ha dato il via all’inaugurazione.

lavori piazza della vittoria cairo
La vista dall'alto durante i lavori

Uno spazio ampio, prima “sgombro” e prevalentemente su un unico livello, lascia il posto a fontane, muretti, pergolato e nuovi arredi. Particolare attenzione non solo all’architettura, ma anche alla funzionalità e all’ambiente. Tutta l’illuminazione è affidata a lampadine e strisce a led, che contornano scale e sedute.

Scenografiche le otto fontane al centro della piazza, anch’esse illuminate, che accolgono i passanti che provengono da via Roma e da piazza Abba: sei con il getto a pavimento e due dall’alto, delimitate da alcune aiuole.

Non manca uno spazio dedicato agli eventi: accanto al Monumento ai Caduti, un palco rotondo fisso che ospiterà spettacoli e serate.

Inaugurazione piazza della Vittoria a Cairo

Ai lati della piazza anche una pergola di ferro installata con lo scopo di creare zone d’ombra sopra i muretti che fungono da sedute e quindi da luoghi di socializzazione.

Importanti interventi anche alla pavimentazione, con il rifacimento dell’impermeabilizzazione del solaio del parcheggio sotterraneo. A lavori in corso si è deciso di installare un ulteriore telo a protezione della guaina su tutti gli 8.050 mq della piazza.

Per quanto riguarda i materiali, sono tre quelli utilizzati: il porfido recuperato dalla vecchia pavimentazione (risparmiando così circa 100mila euro) , la “ghiaia lavata” e il travertino bocciardato, con cui sono stati realizzati alcuni elementi strutturali, come la scalinata, e altri di arredo. Il tutto per un totale di circa un milione e 840 mila euro e 15 mesi di lavoro.

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