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Savona, dedicato a Renzo Mantero lo scalone dell’ex ospedale San Paolo foto

Il sindaco: "Era mio desiderio ricordare il professore così"

Savona. Continua la riqualificazione, a tappe, dell’ex ospedale San Paolo. A maggio dello scorso anno era stata aperta al pubblico come area pedonale piazza Pertini, la piazza antistante l’entrata, successivamente sono stati aperti alcuni negozi al piano terra dell’edificio e oggi è stato dedicato lo scalone di ingresso al professor Renzo Mantero, ex primario del reparto di chirurgia della mano.

Scalone Mantero ex San Paolo

“In questa giornata, in occasione del suo compleanno – dichiara il sindaco Ilaria Caprioglio – ci tenevo ad aprire lo scalone monumentale che la San Paolo S.p.A. ha concesso di dedicare, come era mia desiderio, alla memoria di Renzo Mantero, il quale, credo, avrebbe apprezzato: non solo è un luogo legato alla sua attività lavorativa dal quale è passato molte volte ma è monumentale e, ricordo, era un luminare della scienza ma anche grande estimatore dell’arte, della letteratura e della musica. Per questo motivo per installare una targa sarà necessario oltre il parere dei proprietari, l’autorizzazione della soprintendenza”.

“La città di Savona – prosegue il sindaco – doveva rendere omaggio a questa figura. Avevo condiviso questa mia volontà con la vedova Mantero che, purtroppo, non è potuta essere qui oggi ma ci ha mandato una lettera: ‘Data l’età – scrive la moglie dell’ex primario – non sono in grado di partecipare fisicamente e ancora meno emotivamente. Mi limito a ringraziare dal profondo del cuore per aver voluto riconoscere i 50 anni del lavoro professionale svolto da mio marito all’ospedale San Paolo di Savona’”.

“Ho conosciuto per lavoro una signora – racconta Federica Bagnasco ricordando Mantero – che mi ha raccontato un episodio che mi è sembrato emblematico. Questa donna aveva un problema alla mano destra dalla nascita, che non è riuscita a risolvere, dopo aver letto sul giornale del centro chirurgico di Mantero, ha preso coraggio e ha chiamato l’ospedale di Savona, dopo aver parlato con la segretaria, il professore ha voluto parlare direttamente con lei per provare a risolvere il suo problema”.

“I centri di eccellenza sono fondamentali – commenta Marco Damonte Prioli, direttore generale dell’Asl2 -. Questa è la dimostrazione che anche in Liguria possiamo avere un centro di primaria importanza anche a livello internazionale che bisogna mantenere e sviluppare. Ci saranno una serie di incontri insieme al direttore Igor Rossello che definiranno il futuro di questa struttura. Le risorse del recovery fund serviranno anche per rafforzarli. La pandemia ci ha fatto rendere conto che la sanità ha bisogno di risorse aggiuntive. Il nostro compito è riuscire a sviluppare modelli oltre all’ospedale anche sul territorio per ridare la migliore risposta ai cittadini”.

“Questo scalone lo ricordo bene – aggiunge Igor Rossello, direttore della Struttura complessa ortopedia e traumatologia indirizzo chirurgia della mano, io avevo incontrato per la prima volta Mantero nel 1979 quando ancora volevo proseguire la mia carriera da chirurgo generale. Poi mio padre me lo ha presentato. Era una persona molto affabile ma con un carattere di una durezza assoluta. Aveva una memoria di elefante e non perdonava, al tempo stesso era molto riconoscente verso chi gli dedicava attitudine e attenzione. Io ho preso in mano il suo centro e ho mantenuto le sue regole ferree cercando di insegnarle ad altre due generazioni”.

“L’importanza dei centri di eccellenza in un territorio regionale è riconosciuta non solo sotto il profilo tecnico, scientifico e medico ma anche per tutto l’indotto che può generare sul territorio. Il nostro centro storicamente portava a Savona più di mille persone dalle altre regioni che si dedicavano alla salute ma che comunque insistevano sul territorio. Il calo delle risorse ha inciso pesantemente sui numeri ma la qualità non è cambiata”.

“Non possiamo svolgere il nostro lavoro con la potenzialità che vorremmo – conclude Rossello -. La lista di attesa è esageratamente lunga e non riusciamo a dare risposte in tempi ragionevoli per gli interventi chirurgici non urgenti e questo va a discapito del nostro prestigio ma anche dell’economia locale. Per quanto riguarda le risorse in arrivo, l’Italia è sempre stato un paese ricco culturalmente, professionalmente e economicamente. Il problema è come vengono investiti i soldi”.

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