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Universiadi: l’oro dei savonesi

dal blog Storia del calcio savonese

La partita si è conclusa pochi minuti fa di oggi, domenica 14 luglio, e l’Italia ritorna sul gradino più alto del podio in una competizione di livello mondiale.

Scriviamo di pallanuoto e del settebello universitario che ha stroncato gli USA nella finale dopo aver eliminato la Russia nella semifinale.

Un’Universiade d’oro per noi savonesi e, se ci è consentito, anche per le nostre famiglie.

Il successo della squadra di pallanuoto si affianca adesso a quello di Luminosa Bogliolo, capace venerdì scorso, di mettere in fila tutto il mondo nei 100 ostacoli femminili.

La nazionale di pallanuoto, infatti, è allenata da Alberto Angelini, un passato vissuto da gloria più limpida nella storia della pallanuoto savonese.

Luminosa Bogliolo, oggi allenata da Ezio Madonia, rappresenta l’ultimo frutto del vivaio atletico curato per tanti anni da Peo Astengo, il nostro piccolo Peo, capace di portare, dalla pista di Villanova d’Albenga atleti alle Olimpiadi e ai campionati mondiali; dallo stesso Madonia, poi a Emanuele Abate fino – appunto – a Luminosa Bogliolo.

Un miracolo sportivo troncato per noi improvvisamente e dolorosamente dalla scomparsa di Peo, avvenuta tre anni fa.

Il suo lascito tecnico però si sente ancora e rappresenta la traccia sulla quale i suoi eredi lavoravano quotidianamente, profondendo tesori di impegno e passione: i risultati si stanno ammirando.

Pallanuoto e atletica: due sport spesso dimenticati in un panorama savonese depresso non solo sul piano economico, ma anche culturale e sociale per non parlare dello sport al riguardo del quale il nostro lavoro di memoria sembra proprio non collegarsi a una vera realtà sportiva oggi operante in città e in provincia: qualche isola felice, come quelle di cui stiamo raccontando, ma è assente un movimento vero, trascinante per tutti ed enormi appaiono le difficoltà per gestire impianti all’altezza delle legittime ambizioni degli atleti.

Alberto e Luminosa non rappresentano semplicemente un varco in questo mare di mediocrità, ma significano anche la capacità di portare un testimone da un’epoca all’altra nella scia di gloriose tradizioni.

Ricordiamo qualche nome: da Niculin Beviacqua, a Gepin Olmo, da Felice Levratto e Valerio Bacigalupo, fino a Furio Fusi e ai già citati Madonia e Abate.

Due protagonisti. Alberto Angelini, da grande atleta a tecnico di valore mondiale. Luminosa Bogliolo, in questo momento la speranza più viva dell’atletica azzurra.

Ci piace ricordare come tutto sia nato nella discesa di via Boito, nel carruggio alle spalle del circolo dell’Ilva, sul campo del Sacro Cuore.

In quei piccoli ambiti di quartiere era nata la nostra passione sportiva, la nostra voglia di trasmetterla e di ricordarla.

Oggi, ancora una volta, vediamo quella passione sbocciare, cogliere grandi traguardi, inimmaginabili in quelle calde estati degli anni’50 quando organizzavamo le Olimpiadi del quartiere.

Un ricordo commosso, pensando a chi ricordiamo ogni giorno e in ogni momento ci manca.

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