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Savona, ecco l’opera artistica in memoria di Sandro Pertini: pronta entro l’estate foto

Concluso il bando si è svolto il primo incontro operativo con l'artista Gianni Lucchesi

Savona. Dopo le polemiche e la lunga querelle con i familiari sulla commissione nominato da Palazzo, questa mattina incontro con l’artista vincitore del bando di concorso per la realizzazione di un’opera in memoria di Sandro Pertini: entro il termine fissato del 15 novembre 2019 erano pervenute dieci candidature, il vincitore è stato Gianni Lucchesi. Particolare dell’opera è rappresentata da una stele d’acciaio in cui sono intagliate frasi e parole emblematiche degli ideali dell’ex presidente della Repubblica e padre costituente.

opera pertini savona

L’OPERAGianni Lucchesi ha concepito un monumento che, nella essenzialità della sua forma e della materia simboleggia l’integerrima, unica, solidità dell’animo del suo dedicatario: una scultura “moderna” e non convenzionale, come lo stesso Pertini, “tutta d’un pezzo”, esile ma al contempo tenace e inamovibile, esattamente come lui. Si tratta di un unico grande blocco in acciaio corten, saldamente ancorata al suolo, che si staglia alta contro il cielo. Reca in sé il senso profondo ed eterno dell’anima di Pertini attraverso le sue stesse parole, che appaiono intagliate nella parte superiore del corpo della lamiera stessa: elementi fondanti, ossatura del monumento e dell’animo di Pertini. Sono declamate a gran voce verso l’alto, chiare, limpide, eterne, squillanti, come la sua voce vivida così impressa nella memoria di tutti. Anche il materiale che la compone possiede una valenza simbolica: l’acciaio ha una spiccata connotazione monumentale; il forte spessore con cui è lavorato accentua le caratteristiche intrinseche di resistenza, mentre il trattamento di ossidazione a cui è sottoposto, che ne mette in risalto l’aspetto ferroso e materico, produce una patina protettiva che non si altera con il tempo e lo rende intaccabile dalle intemperie. Un materiale emblematico, dunque che rinvia nella sua essenza alla ruvida inossidabilità della figura e del pensiero di Pertini. Il disegno è semplice, essenziale e chiaro come il Presidente: la parte inferiore della lastra è liscia, interrotta soltanto dalla presenza delle iscrizioni; in alto si alleggerisce e presenta una lavorazione a traforo che disegna in sequenza serrata le lettere che vanno a comporre alcune tra le frasi più significative di Pertini, rintracciate fra le sue interviste, i suoi celebri discorsi suoi scritti più noti come ad esempio le lettere composte durante gli anni di prigionia: parole di grandissimo valore, parole spese per la democrazia, per la giustizia, per l’idea, per i giovani, per la libertà, per la cultura. Alcune di esse sono in acciaio grigio lucido e risaltano brillanti e sporgenti rispetto al piano della lamiera. Spiccano nel corpo delle frasi qualificandosi quali vere e proprie parole chiave, o “hashtag” di peculiare pregnanza semantica: coerenza, coscienza, giustizia, dignità, libertà. Nel loro suggestivo contrasto cromatico si elevano ad elementi eterni, preziosi, per l’alto valore del tema che rappresentano, quali perle incorruttibili che brillano alte sotto i raggi del sole e della verità, oggi e per sempre.

“La realizzazione di un’opera che fosse all’altezza della figura di Sandro Pertini l’ho ritenuta, fin dal principio, un’impresa difficile. La mia ferma decisione di estendere il bando di gara a opere anche astratte, uscendo dalla logica della statua anche nella consapevolezza che il nostro ex Presidente della Repubblica non amasse essere raffigurato, scaturiva dalla necessità di porre al centro dell’attenzione la formidabile potenza delle sue parole, sempre attuali, ed espressione di un pensiero reso plastico dalla coerenza delle azioni” ha sottolineato il sindaco Ilaria Caprioglio.

“L’opera di Gianni Lucchesi coglie pienamente tale necessità, consegnando a imperitura memoria delle future generazioni il pensiero di Pertini che voleva per i nostri giovani la pace e la libertà: li voleva – uomini liberi, in piedi, a fronte alta, padroni del loro destino e non dei servitori in ginocchio -. Sono orgogliosa che quest’opera si sia realizzata nel corso del mio mandato amministrativo” ha concluso il primo cittadino savonese.

“E’ un grande onore per la nostra città poter ospitare un’opera di così alto valore: per questo siamo estremamente grati a tutti coloro si sono impegnati per portare avanti questa operazione in onore della memoria del Presidente Pertini” ha aggiunto Doriana Rodino, assessore alla Cultura del Comune.

Il bando avviato da Palazzo Sisto ha visto un impegno finanziario stimato di 30 mila euro, di cui 20 mila stanziati dalla Compagnia San Paolo spa e soggetti privati ad essa collegati e 10 mila euro da una raccolta fondi effettuata su un conto corrente reso disponibile dalla Società Savonese di Storia Patria.

La cifra complessiva è stata raggiunta con i 6 mila euro di donazioni da parte di cittadini e 4.200 euro quale contributo della Fondazione De Mari.

Per il bando è stata istituita una commissione ad hoc, composta da cinque componenti: la Prof.ssa Simona Gabrielli, architetto e docente di composizione architettonica ed urbana al Politecnico di Milano, che ha assunto il ruolo di Presidente; il Dott. Matteo Fochessati, conservatore della Wolfsoniana di Genova, critico e corrispondente de “Il Giornale dell’Arte”; il Prof. Paolo Pezzino, storico, titolare della cattedra di Storia contemporanea all’Università di Pisa; la Prof.ssa Alessandra Pioselli, Direttrice dell’Accademia Giacomo Carrara di Bergamo; la dott.ssa Francesca Serrati, Direttrice del  Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce  a Genova.

La commissione, coadiuvata dall’arch. Paolo Di Donato della San Paolo spa si è riunita mediante collegamenti a distanza nel mese di maggio 2020, durante il  difficile periodo  di emergenza sanitaria, e ha selezionato l’opera del Maestro Gianni Lucchesi.

Durante questi mesi la San Paolo ha potuto portare a termine le verifiche necessarie e, con l’assenso della Soprintendenza pervenuto nei giorni scorsi, è stato possibile avviare l’effettiva realizzazione dell’opera, che sarà pronta entro l’estate.

Ecco le prime dichiarazioni dell’artista: “L’emozione che provo qui oggi, alla fine di un percorso, mi ha accompagnato fin. Io sono stato ragazzo con Pertini e mantengo ancora un ricordo vivo del Presidente: un uomo a cui tutti noi abbiamo voluto bene. Non erano anni semplici c’era la turbolenza sociale, si è districato tra bombe, terremoti e rapimenti ma è sempre riuscito a farsi sentire vicino alla gente in maniera diretta”.

“Oltre all’emozione, si è aggiunta la responsabilità perché il progetto per un’opera pubblica porta intrinsecamente con sé la responsabilità. Quando lavoriamo in un luogo deputato all’arte dialoghiamo in un contenitore delimitato e il rapporti tra gli spazi sono completamente diversi. L’opera pubblica ha come tetto il cielo e si rapporta con elementi architettonici inserendosi in un impianto urbanistico. E’ un’opera che si impone a chiunque ci passi vicino”.

“Abbiamo letto, insieme a Julia Caracciolo, tutto quello che ci era consentito e accessibile e siamo arrivati a due conclusioni. Abbiamo capito che Pertini non amasse essere raffigurato nonostante la sua figura fosse diventata molto popolare in termini iconografici. Ci siamo resi conto di quanto lui considerasse parlare alla gente e ai giovani una missione”.

“Da qui siamo partiti. E’ un’opera acciaio che tramette l’idea di quest’uomo tutto. E’ una lastra sottile ma alta 6 metri e pesante 6 tonnellate. Si presentava molto forte e tenace nel sostenere i principi che predicava e applicava con i gesti. Con un lavoro di intaglio abbiamo ricavato un ricamo che in qualche modo gli conferisse una sorta di leggerezza. Su questa scultura, che sostanzialmente si presenterà come una stele costituita da parole, compaiono 6 frasi emblematiche. Individuato parole chiave su cui porremo un accento giocando con la lucentezza dell’acciaio e saranno in termini social come gli hashtag: giustizia sociale, uomo, vita, idea, libertà, cultura”.

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