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Mascherine per il Comune di Ceriale, il vice sindaco: “Inadeguate a garantire la sicurezza, mi scuso con tutti i dipendenti”

Della vicenda si è subito interessato il consigleire regionale Angelo Vaccarezza

Ceriale. Mascherine che hanno quasi l’aspetto di “quei panni che si usano per spolverare”, formate da una striscia di tessuto ripiegata in due “con giusto i fori per le orecchie e niente altro”. Sono quelle che la protezione civile nazionale, per il tramite della Regione, ha fatto recapitare nelle scorse ore al Comune di Ceriale affinché fossero distribuite ai dipendenti e agli addetti impegnati nei servizi pubblici.

Mascherine che il vice sindaco Luigi Giordano ritiene del tutto inadatte allo scopo e che lo hanno spinto a scusarsi pubblicamente con quanti le avrebbero dovute ricevere ed utilizzare: “Chiedo scusa ai dipendenti comunali e a coloro che fanno servizi pubblici – scrive Giordano su Facebook – Queste sono le mascherine date agli enti locali: giudicate voi”.

Una situazione che ha finito per mettere in imbarazzo il numero due del palazzo civico cerialese: “Il compito dell’amministrazione comunale è quello di garantire la salute di tutti i cittadini e primariamente quello dei dipendenti pubblici, la gran parte dei continua a lavorare nonostante la situazione di emergenza. Questo vale soprattutto per chi è in forza al settore dei lavori pubblici: nel nostro Comune, una buona fetta di interventi viene effettuata ‘in economia’ e quindi direttamente dal personale comunale. I nostri collaboratori sono sul territorio ogni giorno, quindi è fondamentale garantire in maniera adeguata la loro sicurezza e salvaguardia. Queste mascherine non ci sembrano adatte allo scopo”.

Della vicenda si è subito interessato il capogruppo di Cambiamo in consiglio regionale Angelo Vaccarezza, che ha preso contatto con il vice sindaco cerialese. Sempre tramite Facebook, Vaccarezza ha ricostruito i tempi e i modi dell’approvvigionamento di mascherine in Liguria: “Servono dispositivi di protezione individuale, dobbiamo garantire ai nostri sanitari di poter lavorare in sicurezza, sono i più esposti e non possiamo dimenticarlo. La pessima gestione anche diquesta vicenda non ha fatto che altro che peggiorare le condizioni lavorative negli ospedali. La faccenda è ancora più grave se pensiamo che la delibera del consiglio dei ministri del 31 gennaio dichiarava lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. Data della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale primo febbraio 2020. Uno stato, una nazione che si rispetti, a fronte di un documento simile, deve provvedere per tempo al reperimento di tutti gli strumenti, sanitari, di protezione, di ausilio per affrontare l’emergenza, tutto quello che serve per non restare poi sguarnita nel momento più critico. Questo, avrebbero dovuto fare a Roma. Altro che ‘possibilità di contagio remota’. ‘Siamo prontissimi, abbiamo misure all’avanguardia’. Abbiamo visto. Dovevano farlo e hanno taciuto. Sottovalutazione? Superficialità? Di sicuro inadeguatezza”.

Secondo Vaccarezza, il governo ha fatto capire che “Regioni, medici, infermieri, oss, volontari delle pubbliche assistenze, personale delle case di riposo, dipendenti delle imprese di onoranze funebri, si devono arrangiare. E noi lo abbiamo fatto e lo stiamo facendo, nelle prossime ore arriveranno nella nostra terra 2.000.000 di mascherine, cercate, ordinate, comprate, pagate, da Regione Liguria. Mai è uscita dalla mia bocca e mai uscirà la parola secessione, ho sempre creduto e credo nel mio paese, nella sua unità, nella sua storia di cui sono fiero, ma le ultime settimane mi stanno facendo riflettere molto. Una gestione superficiale, raffazzonata e carente nella comunicazione e nel confronto. Regione Liguria, al di la delle sterili polemiche lanciate da chi non è in grado neppure di mettersi un cerotto su un taglietto, è stata capace e reattiva, e lo sarà fino alla fine di questa emergenza. Per noi, i liguri contano”.

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