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Giorno della Memoria, l’associazione savonese Italia Israele organizza una mostra per ricordare la Shoah

Dal 26 al 31 gennaio presso palazzo Ruffini, a Finale Ligure

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Savona. Per tramandare in modo forte il ricordo della Shoah l’Associazione Italia Israele di Savona ha scelto di organizzare dal 26 al 31 gennaio in Finale Ligure palazzo Ruffini la mostra “Piccole Luci, I bambini italiani nella Shoah” un tributo speciale e commosso per le vittime più piccole.

“Attraverso la narrazione della breve vita di alcuni bimbi ebrei italiani assassinati vogliamo ricordare la tragedia di tutti. Non rinunceremo mai alla Memoria, non solo il 27 gennaio ma ogni giorno e non solo alla Memoria della Shoah ma di tutta la millenaria persecuzione del popolo ebraico” dice Cristina Franco, presidente dell’Associazione. Questo è infatti fra gli scopi dell’Associazione Italia Israele di Savona, nata nel novembre 2019, che si propone di denunciare e contrastare ogni forma di antisemitismo, quello legato a ideologie barbare e ai peggiori stereotipi che hanno attraversato vergognosamente secoli di storia dell’umanità  e l’antisemitismo sospinto e alimentato dall’integralismo islamico.

In questo senso, ritenendo che servano fatti concreti, abbiamo promosso lo scorso novembre  presso il Consiglio Regionale della Liguria  una mozione per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo resa dall’Alleanza Internazionale per la Memoria dell’Olocausto. Il consigliere Vaccarezza se ne é reso subito primo firmatario e promotore e nella seduta del 14 gennaio l’Assemblea legislativa, all’unanimità, ha approvato il documento, che rappresenta un importante risultato di civiltà, responsabilità  e giustizia. La Regione Liguria,  prima istituzione italiana a recepire la definizione ufficiale di antisemitismo dell’IHRA, è ora esempio per tutte le altre pubbliche e private istituzioni.

Su un altro fronte,  premettendo che non è concepibile dichiararsi contro l’antisemitismo e contestualmente contestare il diritto di Israele di esistere e di difendersi (non ricordate gli ebrei morti se non difendete quelli vivi),  intendiamo combattere il pregiudizio anti israeliano,  innegabile forma di antisemitismo, facendo informazione corretta su Israele, un miracolo economico, di democrazia, di società, di dinamismo  e innovazione di cui tutti, in tutto il mondo, beneficiamo.

Negli ultimi 50 anni,  da paese relativamente povero Israele é divenuto uno di quelli con il più alto reddito pro capite al mondo grazie a un abile mix di costante apertura commerciale, integrazione nell’economia globale, liberalizzazione economica e forti investimenti, molto spesso governativi, nella tecnologia e nelle start up.  Israele ha puntato fortemente  sul capitale umano e su un’educazione all’avanguardia, iniettando il plus della moderna tecnologia militare nelle infrastrutture civili.

La capacità di trasformare le fragilità e le avversità in punti di forza è alla base delle particolari tecnologie messe a punto per trasformare il deserto in un paradiso e in un’agricoltura altamente specializzata: l’irrigazione goccia a goccia, gli impianti di desalinizzazione,  i dispositivi che trasformano l’aria in acqua come Watergen, la ricerca medica all’avanguardia. Gli esempi sono innumerevoli. Il nostro approccio sarà concreto e propositivo: contrastare il movimento BDS Boycott Disinvest and Sanction, dare corretta informazione sulla reale situazione israelo arabo palestinese troppo spesso oggetto di grave menzogna,  organizzare convegni e creare links con le diverse realtà economiche, politiche, culturali, dalla medicina, all’informatica, all’agricoltura, riunendo  esperti israeliani e italiani per formare gruppi di lavoro, per fare informazione e  avviare progetti di cooperazione”.

Il direttivo dell’associazione è composto da Cristina Franco presidente, Gabriella Tripepi vicepresidente, Luciana Di Mauro tesoriere e segretario, i consiglieri Esther Cozza, Davide Filippi, Sabrina Bonino.

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