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Bambina scomparsa a Calice, il sindaco contro i commentatori social: “Tutti cercano colpevoli senza sapere”

"Mi stupisco nel vedere quanto poco le persone si preoccupino delle conseguenze psicologiche e umane di certi commenti"

Calice Ligure. “Questa mattina, come riportato da diversi media locali, per qualche ora si sono perse le tracce di una ragazzina del paese. La stessa è poi rientrata a casa con grande sollievo dei suoi familiari e di tutti coloro che sono stati coinvolti nella sua ricerca. Inutile io vi dica che sono state senza dubbio le ore più difficili del mio mandato. Detto questo desidero però fare un paio di considerazioni in merito ai diversi commenti pubblicati sui social, visibili a chiunque, nei quali alcune persone in pochi minuti hanno analizzato e trovato ovviamente colpa e colpevoli di una situazione della quale in realtà conoscono solo parte”.

A scagliarsi contro chi ha commentato sui social network la notizia della ragazzina di Calice Ligure che si è allontanata per “saltare” la scuola (dove pare sia stata presa di mira da alcuni compagni di classe) è il sindaco di Calice, Alessandro Comi, che punta il dito verso la facilità con cui da dietro una tastiera si elargiscono giudizi e condanne senza riflettere sulle conseguenze.

“La prima considerazione – dice – è di stupore nel vedere quanto poco molte persone conoscano delle vigenti leggi sulla privacy e delle conseguenze per chi non le dovesse rispettare; voi direte ‘affari loro’, ed è vero in effetti, ma io mi meraviglio anche del fatto che nemmeno vengano considerate le conseguenze psicologiche ed umane di certi commenti per le persone coinvolte nel caso in esame. E questo è un aspetto che, leggi o no, potrebbe riguardare chiunque”.

“La seconda considerazione che mi permetto di fare – prosegue – è in realtà un consiglio… fate una bella cosa oggi… occupatevi dei vostri figli, giocate con loro, guardate nelle vostre case, esaminate voi stessi prima degli altri e lasciate che questa bimba e la sua famiglia passino un pomeriggio senza i vostri giudizi o sermoni”.

“Se proprio sentite il bisogno di comunicare ad altri le vostre opinioni – conclude – fatelo senza renderne partecipe la comunità intera… forse non ve ne accorgerete ma avrete fatto del bene anche a voi stessi. Le parole sono importanti”.

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