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Lapide per Giuseppina Ghersi a Noli, Anpi: “Pietà per la giovane, ma complice del nazi-fascismo”

La contrarietà dell'Anpi al progetto del Comune di Noli che continua a far discutere

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Noli. Continua a far discutere ed alimentare polemiche il progetto del Comune di Noli di erigere un Cippo in memoria della Brigatista Nera Giuseppina Ghersi. L’Anpi provinciale di Savona ribadisce la propria contrarietà: “La pietà per una giovane vita violata e stroncata non allontana la sua responsabilità per la scelta di schierarsi ed operare con accanimento a fianco degli aguzzini fascisti e nazisti che tante sofferenze e tanti lutti hanno portato anche nella città di Savona e nella provincia”.

“Il fascismo è stato il male maggiore che il nostro Paese ha subito. Migliaia di cittadini che si opponevano al fascismo furono costretti all’esilio o, senza rispetto per il Diritto, mandati in prigione o al confino, centinaia di loro vennero uccisi dai sicari fascisti”.

“Un intero popolo patì enormi sofferenze per le libertà negate, per una guerra atroce fatta di fame e bombardamenti, di distruzioni e di morti; centinaia di migliaia di giovani italiani vennero mandati a combattere e a morire contro popoli e nazioni che non costituivano alcuna minaccia per l’Italia”.

“Negli ultimi venti mesi di guerra poi, l’asservimento dei fascisti ai tedeschi comportò la partecipazione a massacri e a deportazioni di migliaia di civili e di antifascisti nei campi di sterminio”.

“Inoltre le Brigate Nere e i San Marco, anche senza la partecipazione dei tedeschi, si resero responsabili di numerose stragi a Savona e provincia; (notizie più precise sulle stragi naziste e fasciste – a Savona e altrove – si possono trovare sul sito web www.straginazifasciste.it)”.

E l’Anpi aggiunge: “Solo la presenza del Comitato di Liberazione Nazionale e dei Comandi Partigiani riuscì ad impedire che la Liberazione si trasformasse in un massacro e infatti pochi furono i casi di giustizia sommaria – che giustizia non è – ma che furono il risultato dell’odio seminato con le atrocità compiute dai fascisti e dai nazisti. E’ in quel contesto storico che avviene la violazione e l’uccisione di Giuseppina Ghersi”.

“E se qualcuno vuole fare davvero qualcosa per la sua memoria dovrebbe vigilare ed agire per impedire che il fascismo risollevi la testa, come invece sta accadendo in questi tempi in cui organizzazioni neofasciste e razziste operano seminando ancora odio in Italia ed in Europa”.

“La pacificazione, che si dice voler raggiungere, è già stata offerta – e continua ad esserlo – dalla vittoria della Resistenza e dall’affermazione di questa Costituzione interamente antifascista” conclude l’associazione.

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