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Licenziamenti Ata, l’azienda: “Mai tentato di condizionare l’opinione pubblica”

I vertici Ata replicano agli avvocati di Dario Lavagna e Luigi Cavaliere

Savona. “Preso atto delle dichiarazioni rilasciate dai vertici dell’Ata spa in riferimento alle udienze tenutesi ieri in Tribunale di Savona, precisiamo che è assolutamente falso il fatto che il magistrato del Lavoro designato della trattazione delle cause civili, si sia pronunciata in merito all’impossibilità di reintegrare i lavoratori”. Con queste parole ieri i legali difensori di Dario Lavagna e Luigi Cavaliere, licenziati da Ata Spa, accusavano l’azienda di diffondere un’informazione errata: “Il magistrato, in questa fase del procedimento – spiegavano – non avrebbe potuto pronunciarsi in tal senso, in quanto ciò costituirebbe un’anticipazione della sentenza che renderebbe nulli tutti gli atti successivi”.

L’azienda è nuovamente intervenuta per chiarire meglio le proprie affermazioni, negando di aver mai riferito che il giudice “si sia pronunciato in merito alla impossibilità di reintegrare i lavoratori”. Il comunicato originale dell’azienda infatti recitava: “Con riferimento alla posizione dell’ex lavoratore Luigi Cavaliere, sono state discusse in contraddittorio tutte le questioni al centro del giudizio nonché le istanze istruttorie formulate dalle parti. ATA S.p.A. ha ribadito la piena legittimità del licenziamento intimato e l’assoluta indisponibilità a reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro. Il Giudice si è riservato e non ha, allo stato, accolto la domanda di reintegro formulata dalla difesa del lavoratore”.

“L’Azienda ha tenuto a precisare, per due ordini di ragioni, che – ‘allo stato’ – non è intervenuta alcuna pronuncia di reintegro – chiariscono da Ata – Da un lato, per il fatto che il ricorrente – fin dal settembre 2015 – anche con dichiarazioni a mezzo stampa (ben prima dell’avvio del giudizio) pretendeva il reintegro immediato. Dall’altro, per il fatto che l’ex lavoratore ha sostenuto, nel ricorso al Giudice del lavoro, la violazione da parte di ATA delle minime regole del procedimento disciplinare e la natura esclusivamente vessatoria del licenziamento, fatti che, ove riconosciuti come fondati, avrebbero potuto effettivamente consentire una immediata pronuncia di reintegro fin dalla prima udienza. Il che non è, ad oggi, avvenuto”.

ATA ribadisce che “la specifica precedente sentenza di applicazione della pena patteggiata che ha riguardato il Sig. Luigi Cavaliere alla fine del 1999 costituisce comunque un serio precedente, proprio perché avente ad oggetto fatti di analogo tenore rispetto a quelli contestati (art. 640, comma 2, c.p., truffa aggravata)”.

Infine, ATA evidenzia che “nel pomeriggio di venerdì, quale parte offesa nel procedimento penale a carico dell’ex dipendente Luigi Cavaliere, ha ricevuto formale notificazione che il Pubblico Ministero Dott. Pelosi ha richiesto il rinvio a giudizio dell’imputato – per l’ipotizzato reato di truffa aggravata – e che il Giudice per le Indagini Preliminari, Dott. Meloni, ha fissato l’udienza preliminare per il giorno 26.05.2016. ATA respinge pertanto ogni illazione in ordine alla presunta volontà di condizionamento dell’opinione pubblica, ribadendo che, sin dall’inizio, ha sempre cercato di mantenere la vicenda nel proprio circoscritto ambito e sede”.

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