Truffa

Accusato di “assenze ingiustificate” dal lavoro: dipendente Ata Spa assolto in Appello

A giudizio c'era Luigi Cavaliere che inizialmente era stato licenziato dall'azienda, ma poi era stato reintegrato in servizio dopo il cambio di management della partecipata

Corte d'appello penale

Savona. Nel novembre del 2017, in tribunale a Savona, un dipendente di Ata Spa, Luigi Cavaliere, era stato condannato a sette mesi di reclusione e 100 euro di multa per truffa ai danni dell’azienda multiservizi. Un verdetto che, questa mattina, è stato completamente ribaltato dalla corte d’appello di Genova che lo ha assolto perché il fatto non sussiste.

I fatti per i quali Cavaliere era finito a giudizio avevano portato, il 14 settembre del 2015, al licenziamento del dipendente di Ata Spa (ora reintegrato in servizio) insieme ad un collega.

Cavaliere, che è assistito dall’avvocato Paolo Brin, doveva rispondere di tredici episodi di presunta assenza ingiustificata dal lavoro. In particolare, secondo la contestazione della Procura, durante il suo turno di lavoro il dipendente di Ata si sarebbe dedicato ad attività non inerenti al servizio per periodi di tempi più o meno lunghi (si parla di assenze dai 12 ai 68 minuti). Un comportamento che, secondo i calcoli degli inquirenti, aveva prodotto un danno ad Ata Spa (che non si era costituita parte civile nel processo) quantificabile in circa 300 euro.

Le accuse contestate facevano riferimento a presunti “abbandoni dal lavoro” monitorati nei mesi di marzo, aprile e agosto 2015. Era stata proprio Ata a far seguire i suoi dipendenti sospettando che ci fossero delle irregolarità. Contestazioni dalle quali l’imputato, ma anche il collega che all’epoca era stato licenziato insieme a lui, Dario Lavagna (anche per lui era arrivato il reintegro in azienda che però era stato rifiutato), si sono sempre difesi.

A Cavaliere, per esempio, veniva contestato di essere andato a fare la spesa in un negozio di frutta e verdura durante l’orario di servizio, ma, secondo la difesa, era lì per ritirare le cassette vuote come prevedeva il contratto di Ata. In un’altra occasione è accusato di essere andato in un centro commerciale però – questa la tesi difensiva – stava ritirando le pile esauste. Spiegazioni che, evidentemente, sono state ritenute plausibili e convincenti da parte dei giudici della corte d’appello che oggi hanno assolto Cavaliere da ogni accusa (i motivi della decisione saranno noti tra 15 giorni).

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