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Loano: ultimati i lavori per gli attraversamenti pedonali rialzati, ma non si placano le polemiche fotogallery

Completati i lavori per i nuovi attraversamenti pedonali rialzati

Loano. Sono stati ultimati in questi giorni i lavori per i nuovi attraversamenti pedonali rialzati posizionati lungo la via Aurelia a Loano all’altezza della rotatoria dei Pontasssi e all’altezza del Residence Casarino e in via delle Caselle.

La realizzazione dei rialzi in asfalto è stata ultimata una decina di giorni fa ma soltanto questa settimana sono state portate a termine le operazioni di tinteggiatura mediante l’utilizzo di una speciale vernice spartitraffico di colore rosso e bianco che li ha resi più facili da individuare.

“Gli interventi sugli attraversamenti pedonali – dice l’assessore alla polizia municipale Luca Lettieri – hanno l’obiettivo di aumentare la sicurezza per i pedoni, poiché obbligano i veicoli a rallentare. I nuovi passaggi pedonali rialzati si aggiungono a quelli realizzati in zone ad alta densità di presenze pedonale quali via Foscolo (ingresso scuola), lungomare Marconi e lungomare Madonna del Loreto. Tutto ciò si inserisce in un programma più ampio di riorganizzazione degli spazi viari, in parte già realizzato, che prevede rotatorie, restringimenti delle corsie di marcia, dossi artificiali e chicane nelle ‘Zona 30’, isole di traffico e nuove aree di sosta. Garantire la coesistenza pacifica di tutti gli utenti della strada è il fine ultimo, che riteniamo si possa ottenere attraverso l’utilizzo degli strumenti della moderazione del traffico”.

Non tutti, però, hanno apprezzato l’iniziativa. Tra questi, il consigliere di maggioranza di Forza Italia Giovanni Battista Cepollina, che ha spiegato: “Da volontario ed autista della Croce Rossa Italiana credo di interpretare il pensiero di tutti i colleghi delle pubbliche assistenze nel segnalare che i sobbalzi provocati dai passaggi pedonali rialzati, seppur affrontati ad una velocità ben inferiore ai 30 chilometri orari provocano gravi problemi alle ambulanze in emergenza che transitano sulla via Aurelia, sia nel dilatare i tempi di intervento quando anche qualche minuto può significare la salvezza o meno di un paziente, sia, soprattutto, nel trasporto in urgenza di persone che hanno subito gravi traumi verso l’ospedale di Santa Corona che è Dea di secondo livello e sede di Trauma Center”.

E poi, pungendo: “Per far comprendere quali siano i disagi per i pazienti costretti a transitare sui mezzi di soccorso in urgenza mi ripropongo, come suggerito da molti volontari del soccorso, di invitare il sindaco, l’assessore alla viabilità ed il comandante della polizia municipale a provare a percorrere la via Aurelia a Loano su una ambulanza, sdraiati sulla barella con la tavola spinale utilizzata nel trasporto dei pazienti vittime di traumi. Capiranno senz’altro il problema e concorderanno con me che, per la via Aurelia almeno, bisognerà studiare soluzioni alternative per la limitazione della velocità che non siano ostacoli fisici che provocano sobbalzi”.

Il pensiero di Cepollina era condiviso da tanti loanesi (e non solo) che hanno messo in dubbio l’utilità degli attraversamenti quali strumenti per ridurre il numero degli incidenti. A confutare tale posizione, però, sono i dati resi noti dallo stesso Lettieri, i quali dal 2009 ad oggi mostrano un trend “positivo” che pare provare l’utilità dei rallentatori.

Analizzando le cifre relative all’incidentalità, si nota che dal 2009 (anno in cui è stato introdotto il Piano Urbano del Traffico contenente le novità dei dossi e delle “Zone 30”), il numero degli incidenti con feriti si è progressivamente abbassato passando dai 74 del 2009 ai 57 del 2014 (c’è un “picco verso il basso” del 2010 con soli 49 incidenti, ma risulta essere un dato isolato in quanto in seguito le cifre si sono sempre attestate sui 55). Gli incidenti mortali non sono aumentati: in 5 anni un solo caso nel 2011. Gli incidenti senza feriti, invece, sono praticamente dimezzati passando dai 100 del 2009 ai 45 del 2014 con cifre in costante decrescita (a parte un picco di 70 nel 2011). In totale gli incidenti sono passati dai 174 ai 102, con un trend in decrescita regolare.

“I dati parlano chiaro e sono incontrovertibili – commenta LettieriRotonde, passaggi pedonali rialzati e zone 30 hanno prodotto risultati positivi“.

Commenti

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  1. Scritto da penelope

    ad Andora la vecchia amministrazione ha riempito il paese di dossi anche sulle via ad alto scorrimento , la Croce Bianca non ha detto nulla evidentemente dei pazienti che trasportano non frega nulla , a Loano sono sicuramente piu sensibili. SEmbra di essere nel 3° mondo!!!

  2. Scritto da viamorelli

    L’attraversamento di Loano è un’avventura per forti di schiena e di una pazienza certosina.Abbiamo un’unica strada e per sapere quando si arriva bisogna consultare la chiromante.Vergogna!!!

  3. pinco
    Scritto da pinco

    Il Codice Strada (D.L 285/1992)Art. 3, comma 41, definisce il dosso:

    “RACCORDO CONVESSO (dosso): raccordo tra due livellette contigue di diversa pendenza che si intersecano al di sopra della superficie stradale. Tratto di strada con andamento longitudinale convesso”.
    I sostenitori dei rialzi selvaggi aprescindere sostengono, che i passaggi pedonali rialzati non sono dossi e quindi non si poss aapplicare la normativa sui dossi prevista dal Regolamento di Attuazione del Codice della Strada (ex art. 179 DPR 495/1992). In realtà questi manufatti creano artificialmente un andamento longitudinale convesso MODIFICANDPO IL PROFILO LONGITUDINALE DELLA CARREGGIATA. Soprattutto, mentre per i dossi esiste un minimo di normativa, in Italia sarebbe completamente privo di normativa il trattamento di un passaggio pedonale rialzato, il quale pur avendo le stesse caratteristiche di un dosso paradossalmente non deve rispettare le limitazioni del primo. Ogni ente, come di fatto succede in Italia, fà quello che crede in una sorta di IRRESPONSABILE ANARCHIA AUTARCHICA DI STAMPO FEUDALE PERMETTENDOSI COPME NEL CASO IN QUESTIONE ADDIRITTURA DI MANOMETTERE UNA STRADA DI CUI NON NB E HA LA PORPROETA’, LA STATALE N° 1 AURELIA, DI FATTO AUMENTANDO IL RISCHIO E L’INSICUREZZA STRADALE PER TUTTI GLI UTENTI, PARTENDO DAI MEZZI DI SOCCORSO E DAI PAZIENTI TRASPORTATI.
    Di fatto, gli interventi operato a Loano, che rialzano il piano stradale conhsiderevolemt e(specialment equello in prossimità del Bar Haiti) quasi fino all’altezza dei marciapiedi adiacenti, con due rampe di estensione e pendenza acclive, costituendo una sagoma a trapezio al di sopra del piano stradale, cn piattaforma su cui è segnato il passaggio pedonale da marciapiede a marciapiede, E’ UNA VARIAZIONE VERTICALE DELLA CARREGGIATA CON ANDAMENTO LONGITUDINALE CONVESSO, OSSIA UN DOSSO, a cui è associato un passaggio pedonale. Senza raccontarci delle musse.
    Quindi essendo un DOSSO “ne è vietato l’impiego sulle strade che costituiscono itinerari preferenziali dei veicoli normalmente impiegati per servizi di soccorso o di pronto intervento”.
    Quidni, HA RAGIONE IL CONSIGLIERE CEPOLLINA E NOI AUTOMOBILISTI VESSATI, CARO LETTIERI (PERCHE’ TI DEVI ANDAR EA PRENDERE CERTE RESPONSABILITA’ E SIMILI GRANE CHE TI RENDONO IMPOPOLARE? E’ UNA QUESTIONE DI PRINCIPIO O UNA MANIFESTAZIONE DI POTERE?)