Cairese, Diego Alessi ha le idee chiare: "Una squadra che dovrà divertire", Laoretti: "Serie D in tre anni" - IVG.it

La Cairese ha presentato ieri in diretta Facebook lo staff della prima squadra, che quest’anno verrà guidato dall’ex attaccante Diego Alessi. Alessi ha spiegato i motivi per cui ha deciso di allenare e l’idea di calcio che intende proporre agli ormai ex compagni. Insieme a lui, altri due membri dello staff: Giuliano Bresci, tesserato Uefa B, e il match analyst Michele Battistel, una della grandi novità in casa Cairese.

Il direttore generale Franz Laoretti è intervenuto parlando delle ragioni che hanno spinto il club a optare per questa soluzione: “La Cairese compie sempre delle scelte ponderate, che spesso sono risultate vincenti. A tutti è piaciuta l’idea di formare uno staff giovane, professionale e legato alla società. Alessi, Bresci, il preparatore dei portieri Marini e il preparatore atletico Caviglia sono persone che hanno un legame forte con la nostra realtà. Abbiamo posto le basi per un progetto triennale: l’obiettivo è rigiocare una partita analoga a quella persa contro il Ligorna nelle condizioni per poterla vincere. Vogliamo in tre anni raggiungere la Serie D. Non siamo né pazzi né presuntuosi, sappiamo ciò che facciamo e non vogliamo fare il passo più lungo della gamba”.

Il direttore sportivo Matteo Giribone ha tenuto a precisare alcuni punti circa la posizione di Diego Alessi, non ancora in possesso del patentino da allenatore: “Alessi ha smesso di giocare un mese fa. Non si aspettava nemmeno che gli avremmo chiesto di intraprendere questa nuova avventura. Il 27 di settembre ci sarà un corso Uefa D, qualifica che permette di allenare in Eccellenza. Abbiamo subito avuto notizie certe e sicure dal settore tecnico di Coverciano, così come da Maggi e Caprio, e quindi eravamo tranquilli del fatto che nel giro di poche settimane Alessi avrebbe potuto intraprendere questo percorso di formazione. Il settore tecnico, inoltre, ci ha detto che dal momento che Alessi sarà iscritto al corso sarà concessa una deroga affinché possa andare sul terreno di gioco a fare l’allenatore. La situazione è chiara e limpida. La Cairese ha sempre fatto tutto nel modo corretto, nessun segreto di Pulcinella”.

Alla domanda su da quanto tempo pensasse alla possibilità di fare l’allenatore Diego Alessi ha risposto sorridendo: “Neanche nel giugno di quest’anno consideravo questa ipotesi”. Sul perché della decisione di appendere le scarpe al chiodo ha spiegato: “Una scelta presa in ventiquattro ore. Sono salito a Cairo per parlare del rimborso come giocatore e invece ho trovato sul piatto questa opportunità. Non ho dormito una notte, non è stato facile rinunciare a giocare viste le tante belle emozioni anche recenti che ho vissuto. La società è seria e anche più organizzata rispetto ad anni fa, dunque ho deciso di cogliere questa occasione. Credo che continuando così la Cairese possa essere pronta nell’ambito di un triennio a conquistare una categoria che le compete”.

A quali modelli si ispirerà Diego Alessi? “Come già sottolineato durante l’anno parlando del Ligorna – commenta – Luca Monteforte è il top che ho avuto. Avessi lavorato con un mister come lui a 24/25 anni avrei sicuramente potuto fare qualcosa in più. In particolare per quanto concerne il discorso tecnico e tattico penso sia davvero il migliore”.

Da compagno ad allenatore nel giro di un mese: “Se sarà un grande vantaggio aver potuto conoscere pregi e difetti dei giocatori dal campo giocando con loro? Non lo so, questo si vedrà. Se saremo intelligenti, sia io sia il gruppo, questo potrà portare un grande vantaggio. Inutile negarlo, con alcuni ragazzi sono anche amico fuori dal campo. Sarà ancora così ovviamente. Bisognerà essere bravi a rispettare i ruoli”.

Sul modo di giocare Alessi conclude:Spero di vedere una Cairese divertente per società e dirigenti, persone che lavorano per il bene della Cairese, e per la gente di Cairo, che spero possa venire con piacere a vedere la squadra della città. Divertente soprattutto per i ragazzi. Questo rimane un gioco e vorrei che venissero al campo con il sorriso”.

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