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Tramonta la Varazze dei Baglietto: i ricordi di chi ha vissuto i cantieri in prima persona fotogallery

Una storia di gente semplice, che lavorava per mangiare

Varazze. C’è la storia nella cartellina gialla che Cesare tiene stretta sotto il braccio, quasi ad aver paura che qualcuno possa portargliela via. Perché quella è la sua vita: una vita ai Cantieri Baglietto. Fotografie, progetti di yacht e imbarcazioni, volti, affetti, forte nostalgia.

Tramonta la Varazze dei Baglietto: i ricordi di chi ha vissuto i cantieri in prima persona.

Una vita ai Baglietto. Cesare, classe 1933, a maggio 88 anni. Testimone di una leggenda: quella della Nautica che ha portato Varazze in tutto il mondo. Nata nel capannone di un orto a pochi passi dal mare e divenuta icona internazionale. Dal 1854 storia di barche famose, militari, sportive di lusso. Nomi di re, principi, attori, letterati legati a questo marchio: quello del “Gabbiano” che ha preso il volo da Varazze che, ancora per poco, vedremo impresso sulla facciata della palazzina degli uffici.

Storia di gente semplice, che lavorava per mangiare, di famiglie, padri: affetti. Questa è la pagina dei Baglietto che scriviamo oggi. Quella dei varazzini nostalgici, che qui hanno passato la vita. In questo pezzo di terra oggi ridotto a macerie.

“Il Virna Lisi era un panfilo di 26 metri”, non ricorda come si chiamasse questa imbarcazione ma che fosse stata costruita per la splendida, elegante attrice, sì. Cesare, racconta. È lui il testimone della Varazze dei Baglietto, delle famiglie che hanno vissuto grazie ai cantieri. “Sono entrato a 14 anni come garzone nel cantiere di Santa Caterina che poi hanno buttato giù. Qui venne costruito il Caroly famoso per le sue traversate oceaniche. Quando sono arrivato stavano montando il suo albero”.

Tramonta la Varazze dei Baglietto: i ricordi di chi ha vissuto i cantieri in prima persona.

È venuto a trovarci anche Piero Spotorno, anima di TeleVarazze e memoria storica della città che ci racconta che cosa significhi dire “Baglietto“ ai varazzini. Ci parla di questi cantieri ma è bellissimo quando inizia a rispolverare i ricordi insieme a Cesare Gavarone.

Piero conosce moltissime cose: ha vissuto gli anni di questa leggenda, quella del “gabbiano” che  vedremo ancora per poco su quel muro che sta per essere sgretolato. C’è anche il vice sindaco reggente Luigi Pierfederici: lui è il testimone del presente, di questa Varazze che cambia e volta pagina per scriverne una nuova e, come sottolinea,  non vuole dimenticare un passato glorioso ma sta per iniziare un futuro altrettanto importante. Lui, amministratore di Varazze, ha a cuore la storia dei Baglietto perché anche componenti della sua famiglia qui hanno lavorato. Guarda con orgoglio a questo progetto di riqualificazione che porterà anche alla realizzazione della caserma dei Vigili del Fuoco, proprio qui tra i detriti e i blocchi di cemento.

Ma parlano le emozioni. Il dialogo tra l’ex operaio divenuto poi impiegato, Cesare, e Piero, grande conoscitore di Varazze, rende viva e molto chiara la storia dei cantieri: meglio stare attenti qui tra gli escavatori fermi e le macerie dei capannoni demoliti, che andare a cercare altrove per capire capire che cosa questo marchio abbia impresso a Varazze, l’umanità che ha lasciato.

Tramonta la Varazze dei Baglietto: i ricordi di chi ha vissuto i cantieri in prima persona.

Cesare e Piero fanno nomi, cognomi, raccontano aneddoti che portano lontano nel tempo: ora ti sembra  di ritrovarti  nel tratto buio di Aurelia, quel corridoio grigio di cemento che si impone al sole sul mare, che ti fa entrare ancora una volta nella Varazze dei Baglietto, quando era la sirena a dettare le regole della giornata. Suono severo, storia di famiglie che si salutavano per poi incontrarsi di nuovo, la sera. Un  ritmo costante di abitudine, di vita, di persone.

E intanto parlano questi due “giovanotti” di ieri che viaggiano verso i novant’anni. Ascolto. Queste parole mi ricordano che cosa significhi la fatica, il sacrificio. Mi ricordano come, proprio dal sacrificio, possano nascere esperienze belle, che lasciano un graffio. Forse ancora di più di quelle facili e scontate.

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