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Ospedale di Cairo, Brunetto: “Gestione pubblica soluzione ottimale per la Valle”

"Ho apprezzato la disponibilità di Toti, che non si è trincerato dietro una decisione già presa ma, anzi, si è detto disposto a rivalutare l'iter di gara"

Cairo Montenotte/Albenga. “Il presidente Toti si è detto disponibile a riconsiderare l’iter della gara per la privatizzazione degli ospedali e anche a valutare un diverso destino per l’ospedale di Cairo, che quindi potrebbe rimanere a gestione pubblica. Personalmente apprezzo molto quest’apertura: per posizione, bacino di utenza e caratteristiche, credo che il San Giuseppe abbia bisogno di un progetto proprio e differente”. Così il consigliere regionale della Lega e presidente della commissione sanità Brunello Brunetto commenta le affermazioni fatte dal presidente della Regione Giovanni Toti durante la video-conferenza a tema sanitario tenutasi mercoledì scorso.

Come riportato da IVG.it, alla presenza dei rappresentanti del distretto socio-sanitario delle Bormide, dei sindaci del comprensorio, della Provincia, dei sindacati, il governatore si è detto disponibile a rivalutare il percorso della gara relativa alla privatizzazione di alcuni ospedali liguri (nel savonese quelli di Cairo Montenotte ed Albenga) e, soprattutto, a potenziare i servizi del San Giuseppe, così come richiesto dagli amministratori del territorio e dalle sigle sindacali.

Alla video-conferenza ha partecipato anche l’ex primario dei reparti di anestesia e rianimazione di Savona e Cairo Brunello Brunetto, che per ruolo istituzionale ed esperienza professionale si confronta regolarmente con Toti nella sua veste di attuale assessore regionale alla sanità: “Fermo restando il pieno rispetto del lavoro della magistratura [il Consiglio di Stato non si è ancora espresso rispetto al ricorso presentato dal Policlinico di Monza contro l’assegnazione della gestione degli ospedali all’Istituto Galeazzi, n.d.R.], ancora il giorno prima della conferenza con Toti ci siamo interrogati su quanto tempo che ci vorrà per arrivare ad un pronunciamento e, soprattutto, su quale dovrebbe essere il destino dei due ospedali”.

“Come avevo già affermato in campagna elettorale, a mio giudizio attribuire un medesimo destino ad Albenga e Cairo non è stata una manovra perfettamente coerente. Per questo ho apprezzato la disponibilità di Toti, che non si è trincerato dietro una decisione già presa ma, anzi, si è detto disposto a rivalutare l’iter di gara. Soprattutto, ho apprezzato il fatto che lo abbia detto pubblicamente durante la video-conferenza”.

Toti, dunque, ha preso in considerazione l’ipotesi di “riconsiderare l’iter della gara, rivedendone l’impianto e valutando un diverso destino per l’ospedale di Cairo. Una delle possibilità è quella di mantenerlo sotto gestione pubblica. Questo ovviamente non significa che non ci sarà una eventuale partnership con un privato, ma il controllo potrebbe restare pubblico. Credo che questa sia la scelta ottimale per il San Giuseppe. Spero potremo lavorare su questa ipotesi”.

E per quanto riguarda Albenga? Brunetto precisa: “Il Santa Maria di Misericordia si trova a una decina di chilometri dal Santa Corona, in un comprensorio che ha una viabilità differente rispetto a quella della Valbormida, sede dell’ospedale di Cairo. Basta questo elemento per capire come i due ospedali non possano essere trattati alla stessa stregua e, anzi, sia necessario fare un distinguo. Mi sono reso conto personalmente delle difficoltà (ma anche delle potenzialità) della Valbormida il primo gennaio 2012, giorno in cui sono diventato primario di anestesia e rianimazione anche a Cairo. Le situazioni e le esigenze sanitarie della valle sono del tutto particolari e perciò è necessario fare valutazioni ben precise. Nella sua analisi, Toti ha sottolineato quanto sia rilevante avere quattro ospedali in una provincia con 270 mila abitanti. Le quattro strutture ed i loro obiettivi, dunque, vanno ripensati anche alla luce del decreto ministeriale Balduzzi, che probabilmente sarà oggetto di revisione”.

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