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Laparoscopia 3D in Asl2, acquistati due strumenti per la visione tridimensionale

Sono stati assegnati ai reparti di chirurgia generale degli ospedali di Savona e Pietra Ligure

Provincia. In questi periodi tormentati dalla pandemia da Covid-19 è bello poter informare che in ASL2 si è lavorato e si lavora anche per mantenere aggiornate le tecnologie utili a curare altre patologie.

Negli ultimi mesi del 2020 infatti sono state acquisiti due sistemi per eseguire chirurgia laparoscopica in tre dimensioni e sono stati assegnati alla Chirurgia Generale dell’ospedale San Paolo di Savona e alla Chirurgia Generale dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, strutture entrambe dirette dal dott. Raffaele Galleano. In questo modo i pazienti afferenti ad entrambe i nosocomi potranno beneficiare di questa nuova tecnologia.

La chirurgia laparoscopica utilizza una telecamera miniaturizzata, introdotta in addome per vedere gli organi interni e piccoli strumenti da 5 mm per compiere il gesto chirurgico, offrendo al chirurgo una visione bidimensionale proiettata su teleschermi. La visione 2D rende molto complessi i movimenti degli strumenti chirurgici mentre poter contare su una telecamera che offre una visione tridimensionale è una grande rivoluzione in campo biomedico.

La sensazione in effetti, anche per un profano, è proprio quella di essere immersi dentro il corpo umano, nonostante si operi in laparoscopia. Un paio di occhialini per vedere la tridimensione nello schermo, oltre naturalmente a una telecamera, che riproduce fedelmente la realtà su 3 dimensioni permette oggi ai chirurghi di operare con maggior precisione e definizione perché consente un orientamento spaziale più preciso e la visione della profondità.

Questo fatto acquista ancora più importanza oggi in quanto la laparoscopia è il “gold standard” per l’esecuzione della maggior parte degli interventi, e in chirurgia generale oltre la metà degli interventi vengono effettuati con tale metodica. Rispetto alla “tradizionale” laparoscopia 2D la laparoscopia con visione tridimensionale permette ai chirurghi un avvicinamento e “un’immersione” nel paziente migliorando il dettaglio, l’efficienza, i risultati e riducendo l’affaticamento del chirurgo che ritorna alla “normalità” della sua visione quotidiana.

“L’utilizzo di queste nuove strumentazioni con tecnica 3D – evidenzia il dott. Galleano – permetterà inoltre di eseguire con maggior precisione e minor tempo anche interventi complessi, come quelli necessari per il trattamento dei tumori dello stomaco, del retto, della milza e del fegato. In questo modo anche i pazienti affetti da queste patologie potranno beneficiare dei vantaggi della laparoscopia, che consistono nella riduzione del dolore postoperatorio, nella più rapida ripresa di tutte le funzioni dell’organismo, nella riduzione della durata del ricovero ospedaliero e nel più rapido ritorno alle normali attività di ogni persona.”

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