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In cattedrale a Savona la veglia di apertura dell’anno pastorale

Il vescovo: “La Chiesa come zolla del Regno e non come istituzione mondiale”

Savona. L’esortazione a vedere la chiesa come “zolla del Regno”, radunata dall’Eucaristia, e non come una sorta di Ong che produce servizi religiosi. Il richiamo a camminare nello stile del Sinodo e ad aiutarsi “insieme a trovare il coraggio di cambiare tutto quanto va cambiato” nella diocesi. Il richiamo ad essere missionari negli ambienti di vita. L’invito all’ordinazione presbiterale di Gabriele Semeraro. La preghiera finale per la pace nel nord est della Siria. Sono i principali spunti dell’omelia che il vescovo di Savona-Noli Calogero Marino ha tenuto ieri sera in una gremita cattedrale di Nostra Signora dell’Assunta durante la veglia che ha segnato l’inizio dell’anno pastorale.

Le condizioni meteo avverse non hanno scoraggiato tanti a partecipare alla veglia, preparata dai componenti della segreteria del Sinodo. Questi hanno inframmezzato la preghiera con “siparietti” recitati che hanno introdotto in modo scherzoso ai contenuti del sinodo diocesano. I canti sono stati invece animati da chitarristi e coristi della pastorale giovanile e di alcune parrocchie. Presenti infatti numerose comunità da Finale a Cogoleto e realtà che compongono la chiesa diocesana: riconoscibili gli scout in divisa e i confratelli in cappa. Hanno affiancato il Vescovo sul presbiterio il rettore della Cattedrale don Silvio Delbuono e il vicario foraneo di Savona don Germano Grazzini. Tra i testi della veglia una preghiera ispirata alla giornata missionaria mondiale e uno scritto del monaco Enzo Bianchi.

Il brano evangelico di Luca 23,33-49 (la crocifissone e morte di Gesù) ha dato l’ispirazione all’omelia di monsignor Gero Marino: “Questa pagina ci invita a contemplare con meraviglia e gioia la Chiesa nel suo momento sorgivo, ai piedi della croce: lì nasce la Chiesa come piccolo seme, come germoglio – ha affermato – una Chiesa plurale, come cerco di ricordare nella Lettera pastorale per questo biennio: Chiesa dell’intimità, Chiesa che si converte, Chiesa che viene dalle lontananze”.

“Vorrei che riscoprissimo la bellezza – faticosa, certo, ma è così per tutte le cose davvero importanti – del nostro appartenere alla chiesa di Dio che è in Savona – ha quindi aggiunto il Vescovo – che ci aiutassimo a capire davvero, col cuore e nei fatti, che la Chiesa non è tanto un’organizzazione mondiale che produce servizi religiosi o opere di promozione umana, ma una zolla del Regno, una fessura attraverso la quale si possa vedere il volto di Dio: vorrei che ritrovassimo il fuoco degli apostoli e dei primi discepoli che ‘davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore’, come si esprimono gli Atti degli apostoli”.

Il passaggio successivo ha sottolineato la centralità dell’Eucaristia: “Ma se zolla del Regno è la Chiesa, zolla del Regno è l’Eucaristia, che è fonte e culmine della vita cristiana. Radunanza della genti attorno all’Eucaristia, questo è la Chiesa! Perché l’Eucaristia non è una cosa sacra, è Gesù Risorto che raccoglie attorno a sé i suoi amici. Quando ci riscopriremo chiesa eucaristica, zolla del Regno, vivremo con gioia il dinamismo dell’uscire, come il discepolo Andrea che, dopo il suo primo incontro con Gesù corre a dirlo al fratello Simone: siamo battezzati e inviati, come ci sta ricordando il Papa in questo mese missionario”. Il vescovo ha quindi invitato i presenti alla ordinazione presbiterale di Gabriele Semeraro, in cattedrale, il 15 dicembre, alle 15,30.

La conclusione dell’omelia ha affrontato il tema del Sinodo diocesano: “Fare un Sinodo – ha ricordato – è un modo certo straordinario (il nostro primo Sinodo e fino ad ora unico Sinodo è stato celebrato del 1955) per vivere però il dinamismo feriale del camminare insieme, inventando insieme cammini, per vivere il vangelo in questo cambiamento d’epoca. Aiutandoci insieme a trovare il coraggio di cambiare tutto quanto va cambiato, affinché ogni aspetto del nostro essere chiesa a Savona diventi un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’auto preservazione”. L’invito finale è stato a pregare per la pace, in particolare nel nord-est della Siria, con un momento in silenzio.

A conclusione della veglia sono stati simbolicamente consegnati a quattro rappresentanti delle vicarie la lettera pastorale e un’immaginetta con la preghiera del Sinodo. Il materiale con cui lavorare nelle parrocchie per il cammino sinodale sarà presentato invece in quattro serate vicariali che si svolgeranno: mercoledì 6 novembre alle ore 21 nella chiesa del Santo Spirito e della Concezione di Zinola per la zona di Vado; giovedì 7 ottobre alle ore 21 nella chiesa di N.S. Assunta e san Giacomo a Finalpia per la zona del Ponente; lunedì 18 novembre alle ore 21 nel teatro “don Bosco” per la zona di Savona; e giovedì 21 novembre alle ore 21 nella chiesa di san Michele a Celle per la zona del Levante.

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