Consapevolezza

Consorzio Outdoor del Finalese: “Strutturare un turismo esperienziale, promozione e qualità dei servizi”

La presa di posizione: "I dati sulle presenze sono solo un punto di partenza, stiamo lavorando nella direzione giusta"

Consorzio per la Promozione Turistica e la Tutela del Territorio Finalese

Finale Ligure. Sui dati negativi nel settore turistico, che investono sia l’ambito quanto quello dell’outdoor, interviene il Consorzio per la Promozione Turistica e la Tutela del Territorio Finalese: “I numeri siano soltanto il punto di partenza dal quale iniziare a lavorare con una migliore strutturazione che coinvolga anche il tessuto sociale ed imprenditoriale locale, con una maggiore consapevolezza di ciò che questo fenomeno rappresenta”.

“Finale Ligure ha sviluppato negli ultimi venti anni un turismo orientato all’outdoor che ha permesso alla località di acquisire una fama a livello mondiale, un brand che l’ha posizionata tra le prime destinazioni esistenti per la pratica mountain bike, nonostante non abbia mai smesso di competere con comprensori maggiormente strutturati.”.

“Secondo uno studio Allied Market Research è prevista, nei prossimi cinque anni, una crescita notevole per il turismo esperienziale con un CAGR (tasso annuo composto di crescita) pari al 17%. Le principali destinazioni a vocazione outdoor stanno investendo capitali importanti nella promozione e qualità dei servizi, attirando quote importanti di mercato”.

“Negli ultimi due anni sono emersi i primi problemi di gestione del Sistema Outdoor Finalese con criticità per lo più legate all’organizzazione dei servizi, alla gestione del territorio e alle più recenti regolamentazioni legislative formulate dalla Regione Liguria, criticità ulteriormente ampliate dalla crescita organica ed organizzata delle altre destinazioni competitor”.

“Riteniamo pertanto attendibili i numeri che sono stati comunicati, relativi alla stima sulla base dei dati Istat 2017, tenendo conto dei seguenti aspetti: il confronto delle presenze di Finale Ligure con quelle degli altri Comuni rappresentativi, al di fuori della stagione estiva e conseguente proiezione dei numeri sull’anno (alcuni esempi: Finale Ligure – ottobre 2017 – presenze straniere 45.000, Loano 14.000 (> 311%), dati rilevazioni Istat; su luglio ed agosto i numeri sono simili); il turismo orientato all’outdoor non si avvale soltanto di stranieri, da una stima attendibile solo la parte straniera indotta dal turismo outdoor (Turismo Outdoor Diretto e Ricadute sul Brand Finale Ligure) vale almeno 185.000 presenze su 310.000 presenze straniere dichiarate; si tenga inoltre presente che nell’ottica di contestualizzare al momento attuale questa analisi, la ricerca del 2017 da parte dell’Osservatorio Turistico Regionale presenta ancora dati non tracciati in quanto non sono state ancora evidenziate tutte le attività CO-AAUT (appartamenti ammobiliati ad uso turistico)”.

E ancora: “Relativamente ai dati economici il Consorzio ha preso come riferimento anche lo studio de “Il Sole 24 Ore” del 21/2/2019 che, analizzando il caso “Dolomiti Paganella”, ha citato Finale Ligure come meta fruibile 12 mesi all’anno ed ha stimato in 196€ (escluso bike pass) la capacità di spesa giornaliera su quel comprensorio. Siamo consapevoli che il dato di 300.000 presenze non è un numero certificato, ma di ragionevole approssimazione, così come siamo altresì consapevoli che questo debba essere considerato un elemento centrale rispetto alle affermazioni sino a questo momento evidenziate, ritenendo incontrovertibile che il settore outdoor rappresenti una quota importante dei ricavi turistici per il Finalese visto il trend del settore, confermato dalle previsioni di crescita e dalla crescente competizione.”.

“Ciò che ha portato alla nascita del Consorzio è stata la consapevolezza delle criticità presenti, l’esigenza di valorizzare le eccellenze che caratterizzano i nostri territori, la convinzione che il passaggio da singola destinazione a comprensorio sia un piano strategico che metta al centro tutela e promozione del territorio, al fine di sviluppare e valorizzare ancor più il Finalese come metà di destinazione turistica (sportiva, storico-culturale, enogastronomica, paesaggistica)”.

“Riteniamo pertanto che il lavoro che stiamo impostando stia procedendo nella direzione corretta, così come riteniamo che solo una forte collaborazione tra privati e tra pubblico e privato, sempre nel rispetto dei ruoli, possa permettere di sviluppare un modello organizzativo che proponga un turismo di qualità, sostenibile e di valore per tutti coloro che operano su questo comprensorio. La realizzazione di un comprensorio vuole inoltre rispondere alla crescente domanda del cliente che in ogni settore, sportivo, storico-culturale, paesaggistico ed enogastronomico ricerca in maniera sempre maggiore nuove esperienze” conclude il Consorzio finalese.

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