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La scherma savonese sugli allori di Francia: Constance Catarzi si racconta foto

La giovanissima e talentuosa Catarzi è a Los Angeles per la Coppa del mondo: Ivg.it ha raccolto il racconto e le speranze di questa stella della scherma

Savona. “Constance ci fai un autografo?”: la stella di Constance Catarzi brilla anche tra le mura della palestra di casa, dove la giovanissima nazionale francese si allena e dove è sbocciato il suo talento. Lo certificano le giovanissime fan, bambine che iniziano in questi anni a impugnare un fioretto e che vedono tirare ogni giorno un vero talento internazionale, cercandola ammaliate: lei sorride di rimando, gentile, disponibile e determinata.

Constance Catarzi – parigina classe 1998, doppia cittadinanza e doppio club di appartenenza, un prozio nella storia dei Giochi olimpici, liceale prossima all’esame di maturità – ha conquistato con queste determinazione il suo spazio: proprio in questi giorni l’atleta del Circolo scherma Savona, allenata da Federico Santoro, è a Los Angeles, impegnata a rappresentare il tricolore transalpino in un importante appuntamento di Coppa del mondo.

Un talento e una passione cominciati presto, ma non prestissimo. Con l’aiuto di una certa tradizione di famiglia.
Ho iniziato a tirare di scherma a undici anni, tardi rispetto ad altre della nazionale, che hanno iniziato a sei/sette anni. Nedo Nadi era mio prozio: nel 1920 ai Giochi olimpici di Anversa ha vinto tutte le medaglie della scherma. Sua madre era una Catarzi e così mio nonno mi ha sempre parlato di lui e delle sue gare. Ma sono anche una fan del Signore degli anelli, sono da sempre innamorata delle spade“.

Perchè ti piace la scherma?
L’adrenalina, l’essere sempre sul filo del rasoio: puoi perdere o vincere, ma l’azione è comunque fatta di piccoli istanti e devi essere lucido nell’utilizzare le tue capacità e il cervello. Devi giocare diversamente contro ogni avversario: nella scherma non sei solo te stesso, devi adeguarti e capire come vincere. Questo mi piace: è tutta tattica, come negli scacchi“.

C’è un idolo, un riferimento, per Constance Catarzi?
Chanley-Watson: è uno statunitense ed è fantastico perché, come me, è molto fantasioso: anch’io cerco sempre di fare botte che nessuno si immagina. Un po’ all’italiana, sempre a provocare, farti odiare dall’avversario, ma io ci aggiungo il fisico ed è quello che mi caratterizza. Un po’ come unire gli stili di Italia e Francia e prendere il meglio di entrambi“.

A diciannove anni non è così facile coniugare studio e sport: com’è la tua vita?
Mi alleno quasi tutti i giorni, tranne il giovedì, che è dedicato ai massaggi. Ogni martedì sono a Nizza, per allenarmi con il mio club francese: è dura, ma ho voglia di farlo e in questo mi aiuta moltissimo mia madre. Lei mi spronta, c’è sempre nei momenti difficili ad aiutarmi a tirare fuori il meglio di me. Per fortuna lo studio va bene, anche se è difficilissimo trovare il tempo: ho la maturità in vista e anche lì ci sarà la scherma, perché la porterò all’esame“.

Il prossimo anno, però, cambia tutto.
Si, salirò a Parigi con la nazionale di scherma francese e lì studierò fisioterapia, poi osteopatia. Finita la carriera vorrei diventare fisioterapista dell’Equipe de France e continuare a viaggiare. Ma non lascerò del tutto Savona: resterò tesserata anche qui e potrò sempre fare delle gare in Italia con il Circolo scherma Savona“.

E, infatti, la prossima tappa è un viaggio: Coppa del mondo a Los Angeles. Dove ti porta la scherma?
Giro veramente tantissimo. A Los Angeles c’ero già stata, ho toccato Shangaj l’anno scorso, quest’anno Cancun in Messico. Veramente bellissimo… anche perché proprio lì sono stata in Coppa del mondo! Poi a maggio i campionati francesi a squadre, per chiudere in bellezza.“.

Il sogno sportivo di Constance Catarzi?
I Giochi olimpici. Andarci e vincerli. Tokyo è il prossimo appuntamento, speriamo quelli successivi non a Parigi: vorrei continuare a girare! Invece tirare in casa…“.

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