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Profughi in Europa senza i “barconi”: ecco il progetto dei “Corridoi Umanitari”

Martedì 3 maggio, in Sala Rossa a Savona, verrà presentata l'iniziativa

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Savona. Martedì 3 maggio, alle ore 17, in Sala Rossa del Comune di Savona, la Comunità di Sant’Egidio di Savona e la Chiesa Evangelica Metodista di Piazza Diaz presentano il progetto “Corridoi Umanitari”.

“Si tratta di un progetto-pilota, il primo di questo genere in Europa, e ha come principali obiettivi evitare i viaggi con i barconi nel Mediterraneo, che hanno già provocato un numero altissimo di morti, tra cui molti bambini; impedire lo sfruttamento dei trafficanti di uomini che fanno affari con chi fugge dalle guerre; concedere a persone in ‘condizioni di vulnerabilità’ (ad esempio, oltre a vittime di persecuzioni, torture e violenze, famiglie con bambini, anziani, malati, persone con disabilità) un ingresso legale sul territorio italiano con visto umanitario e la possibilità di presentare successivamente domanda di asilo; consentire di entrare in Italia in modo sicuro per sé e per tutti, perché il rilascio dei visti umanitari prevede i necessari controlli da parte delle autorità italiane” spiegano i promotori dell’iniziativa.

“I corridoi umanitari sono il frutto di una collaborazione ecumenica fra cristiani cattolici e protestanti: Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese evangeliche, Chiese valdesi e Chiese metodiste hanno scelto di unire le loro forze per un progetto di alto profilo umanitario. I corridoi umanitari prevedono l’arrivo nel nostro Paese, nell’arco di due anni, di mille profughi dal Libano (per lo più siriani fuggiti dalla guerra), dal Marocco (dove approda gran parte di chi proviene dai Paesi subsahariani interessati da guerre civili e violenza diffusa) e dall’Etiopia (eritrei, somali e sudanesi). Il prossimo arrivo di oltre 100 persone avverrà proprio il 3 maggio” spiegano gli organizzatori dell’incontro.

“L’iniziativa è totalmente autofinanziata dalle organizzazioni che lo hanno promosso, grazie all’otto per mille della Chiesa Valdese e ad altre raccolte di fondi. Non pesa quindi in alcun modo sullo Stato. La stessa Comunità di Sant’Egidio, la Federazione delle Chiese evangeliche nell’ambito del progetto Mediterranean Hope e la Tavola valdese per il tramite della Commissione Sinodale per la Diaconia (CSD), provvedono alle spese per l’ospitalità dei profughi. Alcune associazioni, come ad esempio la Comunità Papa Giovanni XXIII, presente da mesi nel campo libanese di Tel Abbas, hanno facilitato, con il loro generoso impegno, la realizzazione del progetto” concludono i promotori del progetto.

All’incontro di Savona interverranno la Pastora Valdese Maria Bonafede, membro del Consiglio della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI) e Daniela Sironi, della Comunità di Sant’Egidio.

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