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Stop alle false cooperative: in Liguria hanno firmato in 4.000

Liguria. Ha firmato il sindaco di Genova, Marco Doria. Hanno firmato Toti e Paita. Hanno firmato sindaci, assessori, consiglieri di tutti i Comuni della Liguria, sindacati, altre associazioni di categoria. E hanno firmato migliaia di persone senza cariche istituzionali. Tutti uniti da un unico obiettivo: stop alle false cooperative.

In Liguria hanno firmato in 4.000 per arrivare alla proposta di legge di iniziativa popolare. E l’ultimo scatolone con tutte le firme autenticate (un lavoro organizzativo enorme realizzato dall’Alleanza delle Cooperative) è partito ieri da Genova per Roma dove venerdì 30 sarà svelato il numero raggiunto in tutta Italia.

L’Alleanza delle Cooperative chiede al Parlamento di approvare una legge con misure più severe e più incisive per contrastare il fenomeno delle false cooperative, che utilizzano strumentalmente la forma giuridica della cooperazione perseguendo finalità estranee a quelle mutualistiche.

C’erano sei mesi di tempo per raccogliere almeno 50 mila firme, che verranno consegnate al Parlamento. Il 29 ottobre 2015 alle ore 10.30, il Comitato promotore dell’Alleanza delle cooperative italiane consegnerà alla Camera dei Deputati le firme raccolte in questi sei mesi in tutta Italia e svelerà il numero raggiunto.

Alla “piccola” Liguria (ha il 2,6% della popolazione complessiva) è stato chiesto di raccogliere l’8% delle firme occorrenti (50.000), forti della tradizione cooperativa della nostra regione. La campagna in Liguria ha preso avvio il 19 maggio ad Albisola Superiore e si è conclusa il 12 ottobre a Genova: un percorso sviluppato in oltre cinquanta iniziative che si sono dipanate nelle Province di Genova, La Spezia, Savona ed Imperia.

“Lo sforzo delle nostre organizzazioni è stato massiccio – commentano i vertici dell’Alleanza della Cooperative in Liguria, Gianluigi Granero, Stefano Marastoni e Pietro Civello – Ma sin dai primi incontri ci siamo resi conto quanto questa iniziativa potesse contare su una straordinaria spinta dal basso. Era come se la gente aspettasse da tempo solo un luogo, un evento, per poter dare il proprio contributo a porre fine ad una situazione che sta mettendo in pericolo migliaia di cooperative oneste e centinaia di migliaia di lavoratori che svolgono regolarmente il loro lavoro”. Regole che sono state alla base della raccolta firme coinvolgendo decine di rappresentanti istituzionali che hanno svolto il ruolo fondamentale di accertatori in tempo reale delle firme raccolte.

La proposta di legge prevede, tra i diversi aspetti, la cancellazione dall’Albo delle Cooperative e la conseguente perdita della qualifica di cooperativa, per le imprese che non siano state sottoposte alle revisioni/ispezioni; tempestiva comunicazione dello scioglimento delle cooperative all’Agenzia delle Entrate per contrastare il fenomeno di cooperative che nascono e cessano l’attività nel giro di pochi mesi accumulando debiti nei confronti dell’Erario.

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