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Lettere al direttore

Roberto Nicolick ricorda l’omicidio di Anna Giunti

Anna Giunti è una giovane prostituta di 32 anni, di origine Milanese che lavora non in mezzo alla strada ma in appartamenti che affitta periodicamente , spostandosi in varie località della riviera di ponente, l’ultimo domicilio sconosciuto, Condominio Ariete, al civico 24 di Andora in Via colombo, le è stato fatale, qualcuno l’ha accoltellata mortalmente. Chi l’ha trovata è stato il padrone di casa che aveva le chiavi, la cercava per sapere se le interessava rinnovare il contratto di affitto ancora per il mese di gennaio e l’ha trovata morta subito dopo la soglia di casa, trafitta da alcune coltellate, quasi svestita, senza la parte superiore dell’abbigliamento, l’autopsia stabilirà che non aveva compiuto alcun rapporto sessuale poco prima di essere assassinata .

La donna era molto discreta nella sua attività, nessuno dei vicini sapeva che in quel piccolo appartamento ci abitava e soprattutto ci lavorava una prostituta, questo perché la donna sostava un mese in una località e poi si spostava per un’altra destinazione per non dare nell’occhio, inoltre lavora su prenotazione telefonica, aveva messo un annuncio sui giornale e pare avesse una numerosa e selezionata clientela, professionisti, imprenditori, calciatori, gente che poteva sborsare sino a 250 mila lire per ogni incontro. Nel corso della sua attività la vittima aveva accantonato un conto corrente di tutto rispetto, inoltre possedeva un portafoglio titoli molto elevato, infatti la donna poteva incassare ogni giorno sino a 2 milioni.

Per questo omicidio verrà arrestato dopo circa tre mesi dal delitto, un camionista di 32 anni, abitante a Diano Marina,sposato con un figlio, a portare gli inquirenti da lui, le telefonata scambiate con Anna Giunti per prenotare l’incontro e il pedaggio autostradale registrato dal telepass,interrogato confesserà il delitto. Secondo l’assassino reo confesso, sarebbe nata una lite per il prezzo della prestazione, la donna avrebbe alzato la voce e il camionista l’avrebbe colpita con una sequenza di coltellate uccidendola. In seguito l’omicida dirà di avere reagito in quel modo perché anche sua moglie lo trattava allo stesso modo , rimproverandolo ad alta voce. L’uomo aveva il coltello a serramanico nella tasca posteriori dei pantaloni, lo estrasse e la colpì una prima volta alla gola,lei cercò di fuggire ma la inseguì colpendola ancora. Poi andò in bagno a lavarsi del sangue della vittima, recuperò i suoi soldi che aveva dato alla donna e quindi uscì per tornare alla sua vita normale, quella di facciata. L’uomo rinviato a giudizio, fu condannato in primo grado a 22 anni, con l’aggravante dei futili motivi. In Appello la pena fu lievemente ridotta di sei mesi.

Ci fu anche un seguito marginalmente alla vicenda dell’omicidio , un uomo politico locale di Diano Marina, fu accusato di peculato per alcune conversazioni telefoniche con la prostituta, l’accusato avrebbe usato una utenza telefonica del Comune di Diano.

 

Roberto Nicolick

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