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Il ciclista Matteo Trentin ospite ad Alassio

L'ex campione europeo in carica, medaglia d'argento ai recenti mondiali in Yorkshire, ha ritirato il premio 'Catena Incatricchiata'

Alassio. Sei ore e mezza sotto la pioggia, in equilibrio sui tubolari. Mathieu van der Poel, l’uomo dato più in forma alla vigilia, al penultimo giro del circuito alza bandiera bianca. Trentin si ritrova in testa a un drappello, col compagno Gianni Moscon, assieme a un scampolo di temerari. Sulla carta, viste le caratteristiche da passista veloce, è il più rapido. Nel momento della verità, la volata finale, mancano però le energie, l’ultimo colpo di pedale. La stella di Mads Pedersen brilla sotto il traguardo bagnato di Harrogate. Il sogno di Trentin sfuma. Il giovane danese veste iridato, Matteo si deve invece accontentare della piazza d’onore.

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La catena “incatricchiata” è dunque un premio goliardico e simbolico. A sdrammatizzare l’imprevisto sul più bello, le uova rotte nel paniere, com’è capitato quest’anno a Trentin ai Mondiali di ciclismo su strada nella piovosa contea inglese dello Yorkshire.

L’idea del nome prende spunto da una frase di Riccardo Magrini, cronista del canale televisivo Eurosport (ndr, detto ai microfoni di IVG: manterrà il ruolo anche la prossima stagione, nonostante gli impegni da team manager). Dall’incidente meccanico occorso ad Andy Schleck nel 2010, sui Pirenei francesi. Durante un attacco sferrato sul Port de Bales gli scivolò via la catena. Il goffo intoppo costò la maglia gialla al lussemburghese, a beneficio dello spagnolo Alberto Contador.

L’incontro evento, organizzato dal Circolo Sportivo Ortovero e giunto alla sua settima edizione, si è tenuto all’Hotel Regina di Alassio.

Il riconoscimento consiste in una catena di bicicletta con cui viene scritto il nome dell’atleta, incollato quindi su una tavola di legno. Nel 2013 a pagare pegno fu Alessandro Ballan, l’ultimo vincitore italiano di un Campionato del mondo su strada (Varese 2008). Nel 2014 all’omonimo Petacchi (vincitore di diverse tappe al Giro d’Italia, al Tour de France e di una Milano-Sanremo). Nel 2015 a Oscar Gatto. Nel 2016 Peter Sagan e Moreno Moser, nipote di Francesco. Nel 2017 a Riccardo Magrini, nel 2018 era infine toccato a Gianluca Brambilla e al procuratore sportivo Claudio Pasqualin.

Ad accompagnare Trentin anche la  moglie Claudia Morandini, ex slalomista nello sci alpino e conduttrice televisiva, assieme ai figli, i piccoli Giovanni e Jacopo. La serata è iniziata con un aperitivo sulla terrazza ed è proseguita con una cena, intervallata da un lungo elenco di riconoscimenti collaterali. Tra questi, nota di merito anche a Bruno Zanoni, ex organizzatore del Trofeo Laigueglia e ultima maglia nera del Giro d’Italia (1979); lanterne rouge, vessillo dell’ultimo classificato.

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