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Lettere al direttore

La Valle Bormida deve dire basta

di Danilo Bruno

Oggi la Presidenza regionale di Legambiente interviene sulla crisi di Italiana Coke per sostenere l’ennesima intollerabile situazione dove dinanzi alle prescrizioni imposte nella nuova AIA dalla Provincia all’azienda sono cominciati nuovamente i gravi lamenti sull’insostenibilità dei vincoli ambientali imposti.

Se qualcuno dovesse lamentarsi questa dovrebbe essere la popolazione della Valle Bormida che in questi anni, in particolare a Bragno,continua a registrare una pesante situazione ambientale,a stare ai dati ricavati dal Registro delle emissioni ISPRA e analizzati oggi da Legambiente secondo notizie di stampa.

Se aggiungiamo questa notizia al fatto che il Comune di Cairo Montenotte si è rifiutato di dichiarare l’emergenza climatica proposta dai verdi e dall’opposizione civica ed ecologista a fronte della grave situazione della diga di San Giuseppe e delle altre gravi situazioni ambientali esistite o esistenti in Valle Bormida si può ben capire che il centrodestra locale e regionale vuole continuare a proporre un modello di crescita insostenibile e fondato sulla logica del carbone fossile e nulla piu’.

Se associamo questa vicenda alla grave situazione dell’ACNA tuttora sospesa e alle altre esistenti nella valle sorge la domanda:

Perche’,mentre le Langhe stanno uscendo dalla situazione di crisi anche con la dichiarazione di patrimonio dell’umanità dell’UNESCO insieme a Roero e Monferrato,la Valle Bormida ligure deve continuare a subire una industria pesante a non cogliere mai le occasioni di bonifica?
Perche’ la valle Bormida ligure non può pensare ad una industria green e non inquinante?
Perche’ la Valle Bormida Ligure non può valorizzare,come sta facendo il Piemonte,i propri prodotti tradizionali e i propri valori culturali ed ambientali?
Perche’ infine,ad esempio,una alternativa proposta alla situazione dell’ACNA è la creazione di una sorta di nuovo incenenritore proposto da ENI per estrarre bio-etanolo o bio-metano dai rifiuti ed in particolare da quelli trattati come combustile secondario per cui mai avremo “rifiuti zero” poiche’ sarà piu’ interessante portare tutto al nuovo impianto dell’ACNA?

Noi Verdi chiamiamo tutte le associazioni e la popolazione valbormidese alla lotta per definire un nuovo modello di crescita sostenibile perche’ così questo sistema inquinante non può continuare.

Danilo Bruno

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