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Una copia della Sindone a Savona: esposta da oggi la reliquia evento foto

Delle tre copie savonesi della Sacra Sindone, questa è la più fedele: l'esposizione nell'oratorio dei santi Pietro e Caterina in via dei Mille

Savona. Ha avuto inizio questa mattina l’esposizione della reliquia della Sacra Sindone a Savona. A partire da mercoledì 17 e sabato 20 aprile, sarà esposta nell’oratorio dei santi Pietro e Caterina in via dei Mille a Savona, la copia dipinta e autenticata della Sacra Sindone.

Copia Sindone Savona

L’opera è un’efficace riproduzione del telo custodito a Torino, di pittore anonimo del 1653 di 450 x 103 centimetri. Fu autenticata dal protonotario apostolico Michele Bergamo, vicario generale della diocesi di Torino, datata 17 maggio 1653. Il documento, visibile nelle foto, “attesta che la copia è stata messa, il 4 maggio 1653, a contatto con l’originale”. Siamo quindi di fronte a una copia autentica del più famoso e studiato reperto storico al mondo, anche oggetto di continue contese scientifico-religiose. Non si hanno notizie di come sia giunta a Savona, ma la certificazione in possesso del sodalizio conferisce indubbio valore storico a tale reperto.

Ivg.it ha intervistato Cristina Gamberini, dell’Ufficio beni culturali della diocesi di Savona – Noli: “quella che si trova nell’oratiorio è una copia della Sindone, datata 1653 – spiega – all’epoca era usanza far realizzare da pittori delle sindoni a grandezza naturale per esporle nella propria città. Non si tratta di semplici dipinti, ma di vere e proprie reliquie: sono state infatti a contatto con la Sindone originale”.

Un pezzo raro, ma non unico: “Nella diocesi di Savona ne abbiamo tre: oltre a questa, una è a Finalmarina e una presso le carmelitane di Savona”. Tuttavia “questa è di qualità migliore: i tratti del Cristo sono più definiti, la fisionomia si avvicina maggiormente all’originale. L’oratorio ne ha la proprietà da tempo immemore e stiamo indagando per ricostruirne la storia”. Oggetto di culto e per il culto, “viene solitamente esposta negli anni in cui non c’è la tradizionale processione del venerdì santo, anche se la volontà dei confratelli è quella di darne un’esposizione più regolare e frequente, anche se questo comporta costi importanti per la conservazione”.

La conservazione della reliquia, infatti, non è semplice: “la confraternita la conserva arrotolata e protetta dalla luce. Tuttavia – spiega la dottoressa Gamberini – gli studi continuano e stiamo cercando di ricostruirne soprattutto la storia, le vicende che l’hanno portata a Savona e una sua datazione più precisa, che confermi i documenti scritti. Lo studio si estende anche al tessuto, al tratto e all’inchiosto, oltre che sui dati archivistici”.

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