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Pasa: “Ricostruzione Ponte Morandi e la ri-progettazione mobilità devono essere di interesse Regionale e Nazionale”

Secondo il segretario generale Cgil Savona "le infrastrutture materiali ed immateriali siano la spina dorsale del sistema produttivo e la leva per lo sviluppo e l’occupazione"

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Savona. “Il ponente Ligure e la Provincia di Savona, già fortemente colpiti dalla crisi economica ed occupazionale degli ultimi dieci anni che ha causato la perdita di oltre 6mila di posti di lavoro e oltre il 20% di produzione industriale, rischiano di essere definitivamente isolate dal resto della Regione e del Paese, provocando un’ulteriore ‘tsunami’ all’intera economia Savonese che colpirebbe trasversalmente tutti i settori, industriale, turistico, portuale e commerciale”. A dirlo è Andrea Pasa, segretario generale Cgil Savona.

“Già oggi le ricadute per il ponente Ligure sono molto negative, iniziano a soffrire la piccola e la grande distribuzione, il turismo e più in generale tutto il settore dell’autotrasporto per l’aumento dei tempi, delle percorrenze e quindi dei costi causati dagli oltre 100 km di strada che necessita la nuova viabilità da e per la Toscana e il centro Italia. Dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova, che costituiva sotto tutti i punti di vista un collegamento fondamentale da e per il ponente Ligure, i riflessi sul tessuto economico e sociale della Provincia di Savona rischiano di essere devastanti, in una situazione già fortemente negativa, e potrebbe condizionare il percorso di rilancio economico faticosamente costruito negli ultimi 4 anni che aveva portato alla sottoscrizione dell’Accordo di programma Savonese grazie al riconoscimento dello status di area di crisi industriale complessa fortemente voluta da Cgil , Cisl e Uil di Savona” prosegu Pasa.

“E’ necessario dissequestrare al più presto le aree interessate dal crollo del ponte ed iniziare la ricostruzione, spostare per larga parte la mobilità da gomma a ferro (merci e passeggeri) per decongestionare il traffico e permettere a tantissimi lavoratori e studenti di raggiungere da ponente il capoluogo Ligure in situazioni accettabili e di sicurezza.

Come? Utilizzando ‘corridoi ferroviari ”da troppo tempo dimenticati, che con pochissimi investimenti sarebbero già in condizione di ricevere merci, tratte che oggi sono sotto utilizzate, ma che potrebbero invece essere decisive nell’immediato per decongestionare parte del traffico causato dal crollo del Ponte e soprattutto nei prossimi anni con l’avvio della Piattaforma di Vado Ligure; la Savona – Torino e la Savona – Alessandria percorrendo le direttrice di San Giuseppe di Cairo e di Ferrania. Per evitare il collasso del sistema logistico Savonese e più in generale ligure è necessario affrontare con grande urgenza i problemi che da anni affliggono il nostro territorio, ma mai concretamente affrontati dal sistema politico – economico locale” osserva il segretario della Cgil savonese.

“Il trasporto delle merci su ferro va messo immediatamente al centro del dibattito pubblico, non dimenticandosi dell’importanza che riveste anche quello passeggero, proprio in un territorio come il nostro, e ancor più dopo il crollo del Ponte Morandi recuperando l’efficienza del sistema dei trasporti locali, facendo esattamente l’opposto di quello che le Istituzioni locali Savonesi hanno previsto per il TPL con la volontà scellerata di voler privatizzare un servizio così importante per tutti i cittadini. Bisogna decidere se si vuole contribuire all’ammodernamento del paese investendo sulle infrastrutture o se si vuole spostare le risorse per fare altro. Per il rilancio economico – occupazionale della nostra Provincia oggi più di ieri è fondamentale che l’iter dell’Accordo di Programma del Savonese e i bandi con oltre 40 milioni di euro di finanziamenti pubblici non subisca ritardi, anzi si acceleri con l’obbiettivo di arrivare a metà del prossimo anno con progetti concreti da cantierare (nuove infrastrutture – nuove attività produttive e quindi nuovi posti di lavoro). In questi giorni siamo in attesa di un riscontro favorevole da parte del ministero dello Sviluppo Economico a fronte della richiesta delle Organizzazioni Sindacali e Associazioni Datoriali di allungare i tempi dei bandi Nazionali , oltre 20 milioni di euro , dal 17 settembre al 1 ottobre” aggiunge il segretario generale della Cgil Savona.

“Inoltre la Regione Liguria nel corso degli ultimi incontri di inizio agosto si è impegnata a riconvocarci a metà settembre per definire il bacino dei lavoratori da riqualificare e definire i percorsi di formazione che nel corso del 2019 dovranno servire a riconvertire e rioccupare parte dei lavoratori della nostra Provincia che nel corso degli ultimi anni hanno perso il posto di lavoro soprattutto nel settore industriale. In questi giorni come Cgil Cisl e Uil di Savona abbiamo inviato una richiesta alla Regione Liguria , agli Assessori Giovanni Berrino e Andrea Benveduti , in cui gli chiediamo di verificare con il Governo Centrale il rifinanziamento nella prossima legge di stabilità degli ammortizzatori sociali dedicati alle aree di crisi industriale complessa , con l’obbiettivo di poter contare anche nel corso del 2019 di periodi di sostegno al reddito per i lavoratori che ancora sono interessati da crisi locali , soprattutto nel settore industriale. Per tutto ciò penso sia irrinunciabile prevedere un intervento ‘rapido’ che tenga insieme un progetto infrastrutturale complessivo dell’intera Regione , con epicentro Genova , ma che ‘abbracci’ finalmente tutto il territorio Ligure . Continuiamo a pensare che le infrastrutture materiali ed immateriali siano la spina dorsale del sistema produttivo e la vera leva per lo sviluppo e l’occupazione” conclude Pasa.

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