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Dissequestro centrale, depositata la consulenza richiesta dai pm: nei prossimi giorni dalla Procura il parere al gip

Savona. E’ stato depositato ieri al sesto piano di Palazzo di Giustizia il parere tecnico richiesto dal Procuratore Francantonio Granero e dal sostituto Chiara Maria Paolucci sull’istanza di dissequestro della centrale termoelettrica di Vado Ligure. Una consulenza che i magistrati hanno affidato a Stefano Scarselli e Paolo Franceschi incaricati di valutare la fattibilità della proposta di Tirreno Power.

Alla luce delle conclusioni dei due esperti, il Procuratore Granero ed il sostituto Paolucci saranno in grado di esprimere il loro parere sull’istanza di dissequestro che sarà trasmesso al gip Fiorenza Giorgi nei primi giorni della prossima settimana. A quel punto l’ultima parola sarà del giudice per le indagini preliminari che dovrà decidere se autorizzare o meno il dissequestro. Un verdetto che anche i lavoratori della centrale, anche alla luce delle ultime comunicazioni di Tirreno Power, attendono con trepidazione.

La proposta dell’azienda parla di un “progetto di miglioramento” da sviluppare in due fasi: nella prima si parla di attuare cambiamenti sotto il profilo gestionale straordinario e manutentivo, nella seconda invece si passerebbe ad interventi strutturali. Un piano che secondo i legali dell’azienda porterà a notevoli progressi sotto il profilo delle emissioni.

In particolare, nella richiesta di dissequestro, Tirreno Power prevede di ottenere da subito un miglioramento delle emissioni che arriverebbero ad essere “ben sotto” l’Aia in vigore e “in linea” con le MTD (migliori tecnologie disponibili). Nella seconda fase invece, attraverso interventi strutturali, le emissioni diventerebbero “ampiamente” all’interno delle MTD. Per quanto riguarda i tempi nell’istanza si parlerebbe di un progetto di miglioramento da svilupparsi da subito ed entro il maggio 2016. La previsione dei legali dell’azienda (ovviamente la stima è arrivata attraverso l’analisi di consulenti tecnici) è quindi di abbattere le emissioni della centrale nell’arco di due anni. Il progetto inoltre prevede diversi interventi strutturali tra i quali il passaggio a metano dell’alimentazione nella fase di avvio, eliminando così completamente l’olio combustibile, e la copertura del parco carbone.

Nel frattempo resta comunque anche da sciogliere il “nodo” relativo alla sospensione dell’Aia: se anche il gip disponesse il dissequestro dei gruppi a carbone dell’impianto vadese infatti la centrale non potrebbe ripartire visto quanto comunicato dal Ministero la scorsa settimana.

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