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Articolo n° 102336 del 07/09/2010 - 11:20

Tirreno Power, Gosio: “Se non si amplia si chiude”

Vado Ligure. Non ci sono vie di mezzo secondo il direttore generale di Tirreno Power, Giovanni Gosio: o si va avanti col progetto di ampliamento o questa realtà sarà destinata a chiudere nei 10-15 anni, considerate le condizioni di mercato e l’andamento che avrà la complessiva produzione energetica.

Ecco le sue inequivocabili dichiarazioni a seguito dell’incontro di questa mattina fra azienda e sindacati nazionali che si è svolto presso la sala conferenze della centrale termoelettrica di Vado Ligure, al quale hanno preso parte anche il vice direttore generale Claudio Ravetta, il direttore del personale e relazione esterne Alessandro Bernardini e le organizzazioni sindacali con i rappresentanti nazionali, regionali e provinciali di settore oltre alle segreterie confederali provinciali di Cgil, Cisl e Uil. Hanno partecipato alla riunione anche il presidente dell’Unione industriali Fabio Atzori  e il direttore generale Luciano Pasquale.

“Questo incontro con i sindacati nazionali è molto importante per mettere bene a punto il progetto e vedere lo status dell’iter autorizzativo – afferma Gosio -. L’obiettivo è promuovere un vero ed efficace tavolo di confronto e dialogo che venga promosso dalla Regione Liguria e che coinvolga tutti gli enti locali del territorio. Le condizioni di economicità e produttività ci sono così come ci sono le risposte occupazionali e soprattutto ambientali. E’ un progetto di ampliamento fondamentale per garantire la competitività di questa centrale che altrimenti, in relazione alle condizioni di mercato e alla costruzione di altre centrali ben più potenti, rischia nel giro di una decina di anni di dover lasciare il passo”.

“Mi auguro – conclude Gosio – che da oggi inizi un percorso rapido e costruttivo che permetta lo sviluppo della nuova unità a carbone così come delle fonti rinnovabili valorizzando al tempo stesso tutto il pacchetto delle iniziative sul fronte del controllo delle emissioni e aprendo alle esigenze che arriveranno dal territorio. In questo modo riusciremo in 4 anni a realizzare questo progetto e dare così garanzie sul fronte della produzione energetica e sul fronte occupazionale così come richiesto dagli stessi sindacati”.

Redazione

gosiogosiotirreno power
36 commenti a “Tirreno Power, Gosio: “Se non si amplia si chiude””
aletuv ha detto..
il 7 settembre 2010 alle 11:38

ma chi crede di minacciare?
se non riesce a essere il più eco compatibile, che chiuda!
sempre meglio che aumentare le morti per tumori ampliando a carbone!
Anche perchè ai morti non servono posti di lavoro!

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Andrea C ha detto..
il 7 settembre 2010 alle 11:44

Bene, chiudiamola!!!! Grazie.

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Rosa1 ha detto..
il 7 settembre 2010 alle 11:55

Ecco speriamo che chiuda (non me ne vogliano i dipendenti..)

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antonio gianetto ha detto..
il 7 settembre 2010 alle 12:03

Personalmente, di fronte al ricatto, non avrei altra scelta di incazzarmi di più!

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acrobat2004 ha detto..
il 7 settembre 2010 alle 12:18

Anche questo signore minaccia sfracelli… Quando le argomentazioni non sono accettate dalla comunità allora si passa ai “ricatti occupazionali” e alla “dismissione della centrale”. E’ veramente vergognoso. Le Amministrazioni del comprensorio savonese, la Regione Liguria, hanno detto NO al POTENZIAMENTO A CARBONE. Usiamo il gas e/o altre fonti non o meno inquinanti del carbone per produrre energia.

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sudor ha detto..
il 7 settembre 2010 alle 12:35

Si certo, stesso sistema di argomentazioni catastrofiche che usava il Sig. Stoppani per perpetrare la distruzione ambientale operata dal suo stabilimento!
Se chiudiamo allora tutti a casa……licenziamenti…….disatro occupazionale………ma non sarebbe degno di un vero manager argomentare diversamente (del tipo: miglioriamo, inquiniamo meno……) invece che lanciare tali affermazioni abbastanza grossolane?

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Valerio B. ha detto..
il 7 settembre 2010 alle 13:40

Quando leggo questi post si sembra di ascoltare un disco rotto che salta morti, tumore, carbone, ricatto, ecc
e………cambiare disco…….opportunità,dialogo,occupazione,miglioramento………………..
Comunque capisco i politici in carica vogliono mantenersi il posto rivalutando nel contempo i propri immobili e tutto sommato al massimo non cambia nulla per i prossimi 10 o 20 anni ci teniamo i gruppi cosi’ come sono Tirreno non spende una lira e fa solo profitti.
Certo qualche illusone puo’ anche pensare che i gruppi non sono a norma ma chissa come mai sono ancora attivi………………
Comunque facciamo qualche discorso serio basta vittimismo.

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unbe ha detto..
il 7 settembre 2010 alle 14:09

Un altro motivo in più per dire no al raddoppio!!! Che chiuda al più presto e venga demolita alla svelta!!

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Marrasso T. ha detto..
il 7 settembre 2010 alle 14:15

Rosa1 perchè dovrebbero volertene i dipendenti? Intanto i loro fgli vengono a mangiare a casa tua.
BRAVA!

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freeholly9 ha detto..
il 7 settembre 2010 alle 14:44

perfetto!cosa aspettiamo a chiuderla?

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Paolo ha detto..
il 7 settembre 2010 alle 15:53

Se non vogliamo l’ampliamento della centrale dobbiamo essere disponibili a consumare meno elettricità. Siamo disponibili a consumare meno elettricità?

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Pab31 ha detto..
il 7 settembre 2010 alle 16:21

Che strano… chissà come mai me l’aspettavo.. questo è l’ennesimo ricatto di Tirreno Power.. Il Sig. Gosio ha davvero perso credibilità..
Le colpe che Tirreno Power ha accumulato negli anni non possono continuare a ricadere sui di noi.

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Rosa1 ha detto..
il 7 settembre 2010 alle 16:43

Caro Marrasso T.
i loro figli andranno a mangiare a casa di tutti quelli che come me hanno scritto speriamo che chiuda..augurando a tutti loro di non pigliarsi qualche accidenti se capitano dalle parti di Vado, visto che oramai si respira solo polvere nera!

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Riccardo Ciccione ha detto..
il 7 settembre 2010 alle 18:43

A leggere le dichiarazioni del Sig.Giovanni Gosio,il sottoscritto rimane allibito poichè dopo aver scritto innumerevoli commenti in merito al problema,cercando di spiegare tecnicamente il NO al carbone,oggi si arriva al BECERO RICATTO? E’assurdo nel 2010 quando si arriva a questi punti non rimangono che le contromisure ed il popolo saprà certamente attivarsi, gentil Signore l’epoca fascista è finita.In merito alla carota del posto di lavoro non rimane altro e per l’ennesima volta ricordare al sindacato tutto che al passaggio da ENEL a TirrenoPower si sono persi c.a.150 posti di lavoro in pieno silenzio ed in pieno consenso nè cortei di protesta,nè bandiere di protesta,è utile meditare!!!
E’ovvio che ci siano personaggi di primo piano consenzienti al raddoppio a carbone poichè a vario titolo diventa un interesse consistente diventa ridicolo chiedere il parere al
Presidente degli industriali Atzori ,che lo stesso,è amministratore unico della Demont S.p.A partner della Ansaldo, costruttrice di impianti del genere di cui la Tirreno Power è
fondamentale cliente,il conflitto di interesse è un virus Berlusconiano!?!?
Credo che a questo punto sarà opportuno prendere in considerazione il detto del Machiavelli che diceva” gli avversari si devono trattare in due modi :spegnerli o comprarli.
In virtù della democrazia oggi si adotta il secondo sistema.

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sudor ha detto..
il 7 settembre 2010 alle 18:53

Si sono disponibile a consumare meno elettricità (a casa ho già sostituito tutte le lampade, regolo la lavabiancheria a 40°C……) e sono anche disposto a comperare l’elettricità dall’estero prodotta in modo meno inquinante…magari ci costa anche di meno di quella che ci fa pagare il Sig. Gosio (in Europa l’elettricità costa almeno il 25% in meno, lo sapevate??????????).
Che chiuda presto! Basta tumori in cambio di pseudo-sviluppo!!!

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sudor ha detto..
il 7 settembre 2010 alle 18:57

Grazie sig. Gosio per averci dato una possibilità per fare chiudere la centrale, adesso sappiamo cosa si potrebbe fare! Grazie per la chiarezza!

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Valerio B. ha detto..
il 7 settembre 2010 alle 19:04

Ma come si fa ad essere cosi in una realtà come quella attuale dove le aziende chiudono una dietro l’altra – si ha la possibilità di rilanciare l’economia della provincia già in crisi qui si dice solo chiudiamo chiudiamo, e le famiglie che ci vivono vanno a rubare?
Cerchiamo di essere concreti non è meglio trovare un dialogo è cercare di realizzare un progetto che vada bene per tutti.
Visto che l’alternativa è ho l’ampliamento viene fatto comunque o non si fa si continua cosi’ per altri 20 anni e chi se ne frega.
A voi che postate chiudete chiudete ma dove lavorate voi dove pensate che la prendano l’energia da un pannello fotovoltaico RIDICOLI!

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antonio gianetto ha detto..
il 7 settembre 2010 alle 19:20

“” Se non vogliamo l’ampliamento della centrale dobbiamo essere disponibili a consumare meno elettricità. Siamo disponibili a consumare meno elettricità? “”
Oggi è la seconda volta che sento dire che l ‘elettricità prodotta dalla TP non è sufficiente per il nostro territorio.
Questo pomeriggio alla Villetta un Signora mi ha fermato per chiedermi informazioni sullo sbarco del carbone nel porto di Savona; poi, cambiando argomento mi ha segnalato quanto gli aveva detto una sua amica che abita a Vado o nelle vicinanze: “” la centrale deve essere ampliata perché l’ elettricità prodotta non è più sufficiente, a volte ci tolgono la corrente anche per delle mezz’ ora. “”
Logicamente chi è bene informato sa che di elettricità se ne produce in abbondanza, tanto che buona parte viene esportata ( persino in Francia ).
Questo è quanto scritto ( http://www.truciolisavonesi.it/index.php?option=com_content&view=article&id=660:tirreno-power&catid=54:antonia-briuglia&Itemid=57 ) dalla mia carissima amica Antonia Briuglia che è andata a visitare la centrale:
……….. Allora chiedo di vedere il monitor dei nodi della rete di energia elettrica prodotta dalla centrale e scopro che i nodi gestiti da Enel, con la quale Tirreno Power si rapporta, sono quattro, ma che su quattro:

-il primo va ad alimentare il Piemonte

-il secondo, la vicina Francia dalla quale non compriamo energia come spesso ci viene detto per convincerci della bontà delle centrali nucleari , ma alla quale ne vendiamo in uno scambio vicendevole:

-il terzo servirebbe la rete europea,

-solo il quarto rimarrebbe ad alimentare il nostro territorio, provando così quello che da lungo tempo sosteniamo.

Non abbiamo bisogno dei 1460 MW che la centrale produce, men che meno degli ulteriori 460 previsti con l’ampliamento. Forse è a questo che ci si riferisce quando ci si accusa di effetto Nimby ? …………..

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Marrasso T. ha detto..
il 7 settembre 2010 alle 19:29

Mi voglio augurare che le istituzioni valutino attentamente senza preconcetti questo progetto e se realmente consente di ridurre le emissioni lo approvino, se poi loro ci guadagnano di più a noi che importa.
Qui si rischia di perdere un treno che porterebbe lavoro e diminuzione di emissioni, al contrario ci teniamo una centrale di 40 anni vetusta ancora per altri 10 minimo.

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Resist ha detto..
il 7 settembre 2010 alle 21:05

@Valerio @Marrasso,
ritenete giusto fare compromessi sulla salute vostra e della vostra famiglia?non ci posso credere!!!
Le alternative a questi impianti ci sono e se la TP non vuol trovare un’alternativa a quelli esistenti che già hanno fatto troppo danno(volete credere almeno ai vostri medici?) si dia spazio alle industrie che producono energia pulita,come stà accadendo in Germania dove cresce moltissimo l’occupazione nel settore dell’energia verde.

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Valerio B. ha detto..
il 7 settembre 2010 alle 21:29

Cara Rosa1 dalla tue dichiarazione ne deduco che a Vado non ci sono anziani visto che si respira carbone l’aspettativa di vita sarà attorno ai 30 anni. Tu penserai ma cosa dici bhe visto quello che scrivi tu si puo dire di tutto.
Sudor vatti un po’ a documentare che l’energia che arriva dall’estero per noi in Italia è quasi esclusivamente da Francia e Svizzera è frutto del Nucleare ed è per quello che costa poco.
Ma dove vivi prima di parlare leggiti qualche libro.
Assomigli proprio a uno che vuole salire sul carro ma non sa nemmeno di cosa si parla.

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Marrasso T. ha detto..
il 7 settembre 2010 alle 21:39

rosa1 tu hai scritto “visto che ormai si respira solo polvere nera” quindi prima NO?
Lo sai quando la centrale era ENEL quanto erano le emissioni?
Informati.

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Carlo M. ha detto..
il 7 settembre 2010 alle 21:44

Stiamo alla larga da tutti gli estremismi compreso quelli ambientalisti: nascondono interessi economici BEN PRECISI. A chi vuole intendere intenda.

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negrandr ha detto..
il 7 settembre 2010 alle 23:32

complimenti a tutti!!! sono vadese e SPERO vivamente che tirreno power possa effettuare l’ampliamento per più motivi, in primis quello occupazionale, pensa te ai vostri figli maledizione, egoisti!
poi perchè secondo voi 2 vecchi gruppi a carbone paragonabili ad una alfa sud pensate inquini meno di un ferrari dei giorni nostri?Vergognatevi!!!

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antonio gianetto ha detto..
il 8 settembre 2010 alle 01:27

Nel caso della Tirreno Power i più avversi all’ ampliamento della centrale sono alcuni Nostri medici , il dott. Paolo Franceschi ( referente scientifico dell’Ordine dei Medici di Savona: http://www.youtube.com/watch?v=2RPBq_cS5Vg&feature=player_embedded#! ) e il MODA dott.ri Virginio Fadda e Agostino Torcello ( http://www.ivg.it/2010/02/22/moda-savona-polveri-pm10-misurate-con-metodi-non-a-norma-di-legge/ ), non capisco quali siano i Loro interessi economici BEN PRECISI, nell’ osservare quanto previsto dal CODICE DI DEONTOLOGIA MEDICA DOVERI GENERALI DEL MEDICO, in modo particolare in questi articoli:

Articolo 5 – Educazione alla salute e rapporti con l’ambiente
Il medico è tenuto a considerare l’ambiente nel quale l’uomo vive e lavora quale fondamentale determinante della salute dei cittadini.
A tal fine il medico è tenuto a promuovere una cultura civile tesa all’utilizzo appropriato delle risorse naturali, anche allo scopo di garantire alle future generazioni la fruizione di un ambiente vivibile.
Il medico favorisce e partecipa alle iniziative di prevenzione, di tutela della salute nei luoghi di lavoro e di promozione della salute individuale e collettiva.

Articolo 30 – Conflitto di interesse
Il medico deve evitare ogni condizione nella quale il giudizio professionale riguardante l’interesse primario, qual è la salute dei cittadini, possa essere indebitamente influenzato da un interesse secondario.
Il conflitto di interesse riguarda aspetti economici e non, e si può manifestare nella ricerca scientifica, nella formazione e nell’aggiornamento professionale, nella prescrizione terapeutica e di esami diagnostici e nei rapporti individuali e di gruppo con industrie, enti, organizzazioni e istituzioni, nonché con la Pubblica Amministrazione.
Il medico deve:
- essere consapevole del possibile verificarsi di un conflitto di interesse e valutarne l’importanza e gli eventuali rischi;
- prevenire ogni situazione che possa essere evitata;
- dichiarare in maniera esplicita il tipo di rapporto che potrebbe influenzare le sue scelte consentendo al destinatario di queste una valutazione critica consapevole.
Il medico non deve in alcun modo subordinare il proprio comportamento prescrittivi ad accordi economici o di altra natura, per trarne indebito profitto per sé e per altri.

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sudor ha detto..
il 8 settembre 2010 alle 08:29

Ma siete proprio convinti che avere una centrale rinnovata e più potente porti a maggiore occupazione?
Gli impianti industriali più moderni hanno un grado di automazione ancora più spinto (tutto é fatto da microcontrollori detti in ambito industriale “PLC”) e tutto viene gestito automaticamente senza il bisogno di persone. Sono abbastanza convinto che a regime la necessità di personale di un impianto ultramoderno sia ancora inferiore di quello attuale.
Durante la costruzione/rifacimento dell’impianto, si d’accordo ci saranno le maestranze a montare gli impianti MA per un tempo limitato (un annetto? non si tratta mica della Fabbrica di San Pietro) e molto probabilmente le maestranze proverranno da fuori territorio (se non da Romania o paesi extracomunitari).
Ma siete proprio convinti che l’occupazione a lungo termine ne giovi? Io avrei moooolti dubbi ……

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folgore ha detto..
il 8 settembre 2010 alle 08:33

Non voglio entrare nel merito della polemica politica e sociale, non sono di Vado e non so come sia la vita lì quindi per mia abitudine non parlo di ciò che non conosco.Al contrario operando nel settore parlo dal punto di vista tecnico dove ho esperienza.E’ vero che il carbone inquina, sopratutto le fasi pre-combustione ovvero movimentazioni e stoccaggio che generano polveri non abbattute in quanto non vi sono filtri.Prima dell’ampliamento servirebbe quindi una completa copertura del parco carbone così come già avviene nell’impianto di Civitavecchia.In secondo luogo dovendo scegliere opterei per un potenziamento dell’impianto combinato ampliando la parte a carbone ma in maniera minore a vantaggio di un terzo gruppo a gas, perchè si che il costo del carbone è inferiore ma la flessibilità dell’impianto nella gestione dei bassi carichi è di molto inferiore rispetto al turbogas, quindi per non “spegnere” il gruppo a carbone si preferisce letteralmente produrre gettando via energia.
Non concordo su chi dice che siamo noi a vendere energia alla Francia, semplicemente ci sono nodi di rete aperti per cui è possibile che in determinate situazioni di carico della rete convenga acquistare energia da noi che l’abbiamo pronta magari con l’impianto a pieno regime piuttosto che portare a regime un impianto Francese al minimo di potenza solo per gestire un picco.
Nel bilancio energetico totale siamo in pesante deficit tanto che importiamo percentuali elevatissime di energia dalla Francia e dalla Svizzera, abbiam visto tutti che è successo quando è caduto quel traliccio 3 anni or sono,black out e paralisi totale della rete!
Per chi ha detto che fa lavaggi a 40° e ha cambiato el lampadine vorrei far notare che non è quello il consumo che mette in ginocchio la rete, bensì le utenze industriali che han bisogno di elevate potenze che non possono essere erogate solamente da fonti energetiche tantopiù dal così osannato fotovoltaico.
Quindi il carbone no perchè inquina, il gas no perchè è caro, il petrolio no perchè ce n’è poco resta solo la strada del nucleare, non ha emissioni nell’ambiente (quindi nessuno si lamenterà per tumori ai polmoni), non necessita di stoccaggio materiale combustibile, garantisce elevatissimi rendimenti, e limitati tempi per portar l’impianto a regime.
Ma scommettiamo che se Tirreno Power avanzasse questa possibilità ci sarebbero mille comitati contrari?
Invece di lamentarci continuamente come solo noi Italiani sappiamo fare qualcuno che avanzi qualche proposta concreta e sensata? E che non sia il solito fotovoltaico con cui ci si accende a malapena una lampadina!!!

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freeholly9 ha detto..
il 8 settembre 2010 alle 09:04

concordo con carlo m gli estremismi di ogni tipo vanno evitati…
ma vi prego, come possiamo anche solo pensare di ampliare una centrale per farla funzionare con risorse che si stanno esaurendo?
il nucleare inquina molto molto meno del carbone,ma noi abbiamo in testa l’idea del pesce con tre code e 6 occhi per cui non se ne parla….eppure a parte le scorie che vanno trattate produce solo vapore acqueo e non tonnellate di gas di combustione che vengono riversati da questo ecomostro giornalmente nei cieli della nostra provincia….eppure sarebbe tardfi quasi anche per costruire una centrale nucleare visto che è in via di esaurimento pure questa risorsa….
Se deve chiudere che chiuda e anche in fretta….esistono degli studi che correlano la centrale ad un aumento dei tumori nella zona,ma sono sempre stati messi a tacere…..
e poi?
non vogliamo il nucleare perchè pericoloso ma a 120 KM i nostro “amici” transalpini alimentano perfino i fornelli con l’elettricità e del gas non rimane più che qualche bombola sparsa qua e là per alimentare fornelli da campeggio……

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Carlo M. ha detto..
il 8 settembre 2010 alle 09:52

Mi pare che su questo argomento ci siano un pò troppi interessi “pelosi” anche da parte di alcuni medici. Un accanimento oggettivamente sospetto. I livelli dell’inquinamento della Fornicoke sono circa 200 volte superiori ma su questo Franceschi ha due fette di salame. qualcuno mi spiega perchè? Il codice deontologico vale solo a Vado? E come la mettiamo con il traffico di auto che contribuisce per circa il 60% complessivo? In questo caso il codice non c’è più visto che tutti usiamo l’auto?

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Paolo ha detto..
il 8 settembre 2010 alle 13:06

Non trovo corretto criticare il fatto che l’elettricità prodotta a Vado venga distribuita anche altrove perchè a nostra volta utilizziamo beni prodotti in posti che neanche sappiamo dove siano e quanto abbiano inquinato per essere fabbricati.
Allora dovremmo costruire in ogni città una raffineria, una vetreria, una cartiera, una cokeria, una centrale elettrica, un inceneritore, una fabbrica di auto, un’acciaieria eccetera?

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AT ha detto..
il 8 settembre 2010 alle 13:24

@Carlo:
Primo la centrale non chiuderà mai! Come fanno a chiudere una azienda che fa guadagnare dai 100 ai 500 milioni annui? I gruppi che vogliono sostituire hanno un ciclo di fine vita di circa 8 anni (meno se ci brucieranno il CDR) e non hanno l’AIA (perchè non potrebbero averla) ma producono in deroga grazie alle proroghe di uno stato e un ministero dell’Ambiente che se ne strabattono.

Franceschi per tua informazione dice le stesse cose anche sulla cokeria di Cairo (se fossi imparziale e informato lo sapresti) se avessi seguito i suoi interventi e quelli degli altri medici intervenuti.

Lo sai chi l’ha detto? Vuoi paragonare il flusso veicolare di Napoli con quello di Vado?

“Dal primo gennaio scorso la centrale termoelettrica di Vigliena (Napoli) in precedenza la seconda fonte di produzione di PM10 in citta’ dopo il traffico automobilistico e la prima di anidride solforosa, ha completamente azzerato le proprie emissioni di tali inquinanti grazie all’utilizzo esclusivo di gas naturale (metano)” Dichiarazione del 17 gennaio 2005 di Giovanni Gosio.

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Valerio B. ha detto..
il 8 settembre 2010 alle 14:30

Personalmente penso che se la centrale si amplierà o meno per la Tirreno Power sarà un successo. L’unica differenza sarà che i gruppi vecchi inquineranno di più di quelli nuovi l’azienda non investirà una lira per i prossimi 10 anni farà solo guadagno netto e i poveri illusoni penseranno di farla chiudere con due patetiche manifestazioni.

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antonio gianetto ha detto..
il 8 settembre 2010 alle 15:29

Nel lontano 1958 in 4a nautico la nostra professoressa di storia e geografia ci diceva che, per quanto riguardava la produzione di energia elettrica avevamo un grosso problema, non ne producevamo a sufficienza per l’ utilizzo nelle ore diurne, ed eravamo ad acquistarla all’ estero, a caro prezzo, di notte invece ne producevamo in abbondanza, ed eravamo costretti a svenderla.
Ci portava ad esempio la Svizzera che lucrava sulle nostre disgrazie, di giorno ci forniva elettricità da fonte idroelettrica, e di notte l’ elergia acquistata la utilizzava per ripompare in alto l’ acqua che aveva prodotto l’ energia durante di giorno. Con questo giochetto ci guadagnava parecchio.
Ancora oggi siamo costretti a svendere l’ energia prodotta nelle ore notturne o è cambiato qualcosa?
in riferimento alla centrale di Vogliena ( zona a est del porto di Napoli ), di modeste dimensione: ( http://www.tirrenopower.com/impianti/napoli.aspx ) ,come per Vado ed altre citta portuali, sarebbe stato più conveniente produrre energia col carbone.
Come mai sono passati al gas naturale? e perché non passano al gas naturale, anche a Vado, come richiedono da tempo quelli del M.O.D.A. savonese e moltissimi cittadini?
A Napoli fanno forse più approfonditi controlli sulla qualità dell’ aria o il malcontento della popolazione è stato determinante?
http://blog.libero.it/CARCNapoli/3525253.html
http://vivacampaniaviva.blogspot.com/2007/09/il-caso-vigliena.html

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antonio gianetto ha detto..
il 8 settembre 2010 alle 17:54

Rif.to centrale di ” Vogliena” leggere Vigliena.
Forse è per questo motivo che stanno insistendo con la centrale a carbone?
“”"”Tirreno Power: e adesso i sindacati (almeno la CISL) ammettono di volerci bruciare i rifiuti “”"”
da:
http://www.savonaeponente.com/2010/09/08/tirreno-power-e-adesso-i-sindacati-almeno-la-cisl-ammettono-di-volerci-bruciare-i-rifiuti/#comment-21388

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Valerio B. ha detto..
il 8 settembre 2010 alle 20:00

I problemi della trasformazione a Gas sono:
maggior costo del combustibile
Esubero del personale
dipendenza assoluta dal fornitore

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AT ha detto..
il 8 settembre 2010 alle 20:04

Volete un’alternativa realmente rinnovabile e reale ? La GEOTERMIA con le conoscenza da poco più che idraulico si potrebbe cotruire una centrale da 1Gw domani se chi ci governa e chi si intasca i soldi dei certificati verdi volesse realmente fare qualcosa per qualcuno che non siano le loro tasche …. ma è più facile blaterare che spremere le meningi e rinunciare ai proprio tronetti.

Ne volete un’altra: il KITEGEN ( http://www.kitegen.com/index_it.html ) il prototipo è già in funzione e se ne stanno costruendo un altro (De Benedetti ha già visionato la cosa è gli è piaciuta) PERCHE’ non ne costruiamo uno a VADO e lo sperimentiamo per 10 – 15 anni (untempo così a caso) se va bene chiudiamo la centrale e ci teniamo questo che non inquina e produce di più a costi nettamente inferiori?

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