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L’assurdo divieto di spostarsi tra Comuni che ormai nessuno rispetta più

Toti e Berrino all’attacco anche su scuole e danni al turismo

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Liguria. Per forza Toti vince le elezioni a mani basse: come dargli torto quando dice che il governo tiene chiuse le scuole superiori in zona gialla e le riapre con quella arancione? Per forza la sua coalizione va a gonfie vele.

Come dar torto all’assessore Gianni Berrino quando sostiene che se è lecito muoversi tra regioni per raggiungere le seconde case dovrebbe esserlo anche per andare negli alberghi? Magari, aggiungiamo noi, con una prenotazione congrua e non lampo, proviamo a dire una settimana? In realtà le norme sulle seconde case non sembrano sposare la tesi di Berrino, ma le interpretazioni sono così difficili che è impossibile avere certezze.

Occorre ogni volta ripetere – ma va fatto – che è soprattutto il comparto del turismo a pagare il prezzo più alto dell’emergenza sanitaria, che la zona arancione si traduce in buona sostanza solo nella chiusura di bar e ristoranti.

O, meglio, c’è anche un altro aspetto della zona arancione a risultare penalizzante e incomprensibile, ed è quello del divieto di spostamento tra piccoli Comuni (ma non nelle grandi aree metropolitane) e infatti sono in molti a non rispettarlo più. Basta dare un’occhiata alla via Aurelia la mattina direzione Savona e la sera direzione Varazze e Vado.

Ma domenica sera anche l’autostrada Savona-Genova era affollata come in un qualsiasi week end in direzione Milano, altro che divieto di spostarsi tra regioni e Lombardia zona rossa. Praticamente inesistenti i controlli: per fortuna, diranno molti. Succederà poi che il governo avrà bisogno del solito spot e allora giù magari a multare uno che va da Vado a Quiliano.

Intendiamoci, la situazione sanitaria è sempre molto difficile, a testimonianza che le politiche del governo sono servite a poco. Per questo si rafforza ancora una volta l’ipotesi che sarebbe meglio qualche settimana di lockdown vero che questo incomprensibile stillicidio che ci propina il ministro Speranza. A proposito: Speranza è di Liberi e Uguali, ma non ci risultano pressioni su di lui dagli esponenti anche liguri del suo partito, che pure sono pronti a schierarsi con le categorie più danneggiate. Un po’ più di coerenza forse non guasterebbe.

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