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Liguria, Toti: “Ultima volta in zona arancione. Scuole? Ad oggi improbabile riaprire il 25 gennaio” foto

"Sarebbe stato assurdo chiudere la regione e aprire le scuole. Ma i dati stanno già migliorando"

Liguria. “Ritengo sia l’ultima volta che finiremo in zona arancione, ce lo auguriamo tutti, un po’ per il progredire della campagna vaccinale, un po’ perché già oggi i numeri sono migliori rispetto a quelli su cui la cabina di regia ha attribuito la fascia di rischio”.

Mentre la Liguria si prepara a subire le nuove restrizioni il presidente Giovanni Toti guarda avanti con ottimismo: “Negli ultimi giorni l’inversione del trend è stata significativa, l’Rt è nuovamente in calo, l’incidenza è sotto le 2 persone ogni 10mila abitanti e i posti letto sono sotto le soglie di occupazione. Mi auguro che coi comportamenti corretti di tutti noi dal 29 gennaio si possa tornare in fascia gialla e, perché no, nelle settimane a venire addirittura in fascia bianca”.

A colorare la Liguria di arancione è stato il combinato tra l’indice Rt a 1,15 calcolato nell’ultimo monitoraggio dell’Iss e un rischio moderato per quanto riguarda gli altri fattori presi in considerazione. Abbastanza per determinare uno scenario “di tipo 2” secondo i nuovi criteri varati col Dpcm che entrerà in vigore domani, seguito domenica dall’ordinanza del ministro Speranza che sarà valida almeno fino al 28 gennaio compreso. Anche negli ospedali la situazione appare in miglioramento: ad oggi sono occupati da pazienti Covid il 27% dei posti in terapia intensiva (30% nell’ultimo report, che coincide con la soglia) e il 38% di quelli in media intensità (nel report 42%, la soglia è al 40%).

L’obiettivo dichiarato è dunque quello di uscire dalla zona arancione già a fine mese. Ma intanto Toti ha replicato l’ordinanza per chiudere le scuole superiori agli studenti almeno per un’altra settimana. “Questo per due motivi – spiega -. Il primo è che riteniamo sia incoerente riaprire nel momento in cui andiamo a chiudere la regione per soffocare la circolazione del Covid, la didattica in presenza al 50% o 75% avrebbe certamente inciso sull’Rt e avrebbe potuto allungare il periodo arancione. E poi sarebbe incomprensibile per tutti aver tenuto le scuole chiuse in zona gialla e aprirle in fascia arancione. A questo punto proroghiamo la dad nell’auspicio che i dati possano confortarci in modo definitivo, al più tardi al termine della zona arancione”.

Le settimane di stop infatti potrebbero essere facilmente due. Prosegue il presidente ligure: “Ci riserviamo di valutare i dati alla fine della settimana prossima, ove fossero lievemente positivi e gli indicatori ci mostrassero una tendenza alla zona gialla prevedibilmente sostenibile per il lungo periodo potremmo anticipare di una settimana. Non credo però sia molto probabile se me lo chiedete oggi. L’obiettivo è riallineare l’apertura con tutti i fattori di rischio sotto la soglia. La scuola non può essere considerata come un ‘Rt 0’ per ragioni politiche, ha un’incidenza che non si può considerare irrilevante”.

La spada di Damocle tuttavia è il Tar della Liguria. Che potrebbe annullare l’ordinanza Toti, come accaduto in Lombardia ed Emilia-Romagna. “Non so cosa farà – allarga le braccia il governatore -. Se le norme nazionali fossero scritte in modo più chiaro e netto e meno politicizzato forse sarebbero più coerenti e darebbero meno da lavorare ai tribunali amministrativi. Detto questo, abbiamo sempre tenuto col nostro comitato tecnico scientifico un saldo aggancio alla realtà. Nessuno ha piacere a chiudere ristoranti, bar, scuole, musei e teatri. Non credo si possano fare distinzioni su base politica delle attività da chiudere, si devono fare su basi epidemiologiche”.

Barbara Rebesco, direttore della struttura complessa Politiche del farmaco di Alisa e referente regionale per la logistica del vaccino, durante la conferenza ha affermato: “A oggi abbiamo ricevuto 56mila dosi di vaccino Pfizer, nelle prossime due settimane ne arriveranno altre 41mila. A partire dal 18 cominceremo con la somministrazione della seconda dose, in linea con la pianificazione fatta all’inizio della campagna vaccinale. Intorno al 25 è calendarizzata la consegna delle prime 1700 dosi del vaccino Moderna”.

“Abbiamo saputo che in altre regioni si sono verificati problemi di furti e di utilizzo non appropriato delle quote di vaccini non utilizzate e destinate allo smaltimento. Abbiamo dunque lavorato per implementare ulteriormente le misure di sicurezza già in essere. Pfizer ha aggiornato la scheda tecnica del suo vaccino: nella prima versione non era prevista la somministrazione a donne in gravidanza, oggi non è esclusa, naturalmente dietro valutazione del medico” ha concluso.

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