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Festa della Liberazione, Vado Ligure medaglia d’argento al valor militare foto

Ieri la consegna a Roma, oggi il ricordo nella Festa della Liberazione

Oggi, 25 Aprile, Vado Ligure festeggia la Liberazione ma soprattutto “..l’ostinazione irriducibile e la generosità corale” di chi per noi l’ha conquistata e che oggi merita più di tutti l’onore della medaglia d’argento al valor militare che impreziosisce la fierezza del Gonfalone. Il nostro Grazie oggi va a voi, Partigiano Gin e Partigiano Tuono e a tutti i vostri compagni della guerra di Liberazione che oggi non possono più essere con noi, conserviamo in quella medaglia il vostro coraggio e il vostro esempio!”.

Le parole arrivano dal sindaco Monica Giuliano, in occasione delle celebrazioni per il 25 Aprile.

Una rappresentanza scelta del corpo della polizia municipale di Vado Ligure ha ricevuto ieri a Roma l’onoreficenza: “Un grande onore, un’immensa emozione!” ha aggiunto il primo cittadino vadese presente nella Capitale.

vado medaglia d'argento

La motivazione: “Già all’indomani dell’8 settembre del 1943, la popolazione di Vado Ligure iniziava una strenua e fiera lotta alle forze nazifasciste, che rapidamente si concretizzava nell’organizzazione di formazioni armate, dapprima Distaccamenti, poi confluiti nelle Brigate Partigiane, ispirati a fulgidi esempi di cittadini coraggiosi. Donne e uomini di Vado sostennero con generosità e abnegazione assolute, a rischio delle loro stesse esistenze, i volontari operanti nelle montagne dell’entroterra. L’indomita opposizione all’oppressore, l’adesione di massa agli scioperi nelle fabbriche, manifestatesi ancor prima dell’armistizi, costituirono esempio e sprone per l’intera provincia. Niente riuscì a piegare i suoi cittadini, né la repressione feroce, né le incursioni aeree devastanti, dirette alle fabbriche, ma che colpirono disastrosamente l’abitato, né gli efferati rastrellamenti perpetrati con soverchio impiego di forze, a cui magnificamente i volontari reagirono con mirabili e temerarie azioni, spesso a prezzo della vita. Il prodigo contributo di sangue offerto, le deportazioni da cui molti non tornarono, le devastazioni immani, testimoniano alle future generazioni il coraggio indomito, l’ostinazione irriducibile la generosità corale di un intero popolo nella dedizione ai valori più alti di libertà e giustizia”.

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