A Savona uno spettacolo su Tirreno Power: "La politica sapeva, è moralmente responsabile" - IVG.it
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A Savona uno spettacolo su Tirreno Power: “La politica sapeva, è moralmente responsabile”

Il regista Bebo Storti: "Lo spettacolo parla di persone che muoiono, e di cui non è importato a nessuno"

Savona. Uno spettacolo sulla storia della centrale Tirreno Power, sulle sue contraddizioni, sul ruolo che nel bene e nel male ha giocato per i savonesi negli ultimi decenni, ma soprattutto sulle persone, quella la cui vita è stata cambiata dall’esistenza della centrale. E’ quello scritto, diretto e interpretato da Bebo Storti insieme agli attori della compagnia teatrale Cattivi Maestri di Savona: si intitola “Sotto questo sole – La centrale a carbone e le colpe di nessuno” ed andrà in scena per quattro giorni, da giovedì 30 marzo a domenica 2 aprile.

A un anno di distanza dunque torna a Savona con uno spettacolo impegnato Bebo Storti, attore di cinema (Kamikazen, Nirvana, Amnesia, Le quattro porte del deserto), teatro (Café procope, Comedians, Mai morti) e tantissima televisione sia in Rai che Mediaset (Su la testa, Cielito lindo, Zelig, Braccia rubate all’agricoltura). Dopo aver messo in scena nel 2016 una piece sulla prostituzione, “Tacco 15”, il tema è di quest’anno è se possibile ancora più “spesso”: la storia di Tirreno Power ed il suo ruolo nell’economia del savonese e nella vita dei suoi abitanti, dal difficile rapporto tra lavoro e ambiente alla lunga battaglia legale che ne ha portato alla chiusura.

“Una battaglia che si è conclusa sì con l’assoluzione dei politici coinvolti – ammette Giovanni Durante di Arci – ma anche con una condanna, almeno sul piano morale, da parte dei giudici chiamati a decidere. I numeri dicono che la centrale ha provocato un numero di malati (non solo oncologici ma anche con altre patologie, come quelle cardiovascolari) pari a quello di una piccola guerra. E ieri è mancato di infarto a 52 anni il presidente di AlCev, l’associazione dei lavoratori della centrale, Vincenzo Giamello, alla cui famiglia va il nostro cordoglio: questa tragedia prova che le prime vittime della centrale sono proprio i lavoratori, troppo spesso morti in giovane età per varie cause” (leggi l’articolo).

“Non c’è un mondo di ambientalisti contrapposto a un mondo di lavoratori – conferma Storti – dovrebbero unirsi. Tutta la città, dal primo politico all’ultimo cittadino, prima o poi dovrà fare i conti con questa vicenda. Io spero che lo spettacolo smuova la città, anzi mi auguro di ricevere qualche querela. Voglio che le persone dopo averlo visto chiedano agli altri: ‘Ma tu quando questo accadeva dov’eri?'”.

Lo spettacolo prende spunto dal ruolo che quelle ciminiere hanno sempre giocato nell’immaginario collettivo dei savonesi: “Per chi si trova a visitare la zona di Savona è impossibile non notarle, slanciate e con le loro strisce bianche e rosse – spiega Gabriele Catalano dei Cattivi Maestri – quando da bambino tornavo a casa il vederle mi faceva capire di essere finalmente arrivato. E anche per chi legga con attenzione le cronache politiche e giudiziarie, da ormai sette anni è difficile non imbattersi in quelle ciminiere. Non c’è corpo sociale che non abbia dovuto fare i conti con questa presenza ingombrante, a partire dal momento in cui Tirreno Power avanzò l’ipotesi di un raddoppio della stessa centrale. Una centrale che dava molto lavoro e arricchiva il suo territorio, ma sulla cui sostenibilità ambientale e sul cui impatto nei confronti della salute pubblica, sempre più forti si facevano i dubbi. Inquinamento, polveri sottili, malattie e persino morti”.

Storti, che nello spettacolo interpreterà un manager dell’azienda, è molto chiaro nella sua presa di posizione. Nel mirino ci sono le istituzioni: “Ho notato che su alcuni media le persone morivano a causa delle torri, mentre su altri stranamente no – racconta – e allora mi sono chiesto ‘A chi interessa questa vicenda?’. Non ci credo che la classe politica savonese e ligure non sapesse nulla, senza copertura politica queste cose non si possono fare. Nessuno può permettersi di ammorbare l’aria per anni. La politica ha grandi responsabilità, se non penali sicuramente almeno etiche e morali. Per questo nello spettacolo ho incluso integralmente alcune intercettazioni, perché il pubblico possa ascoltare e vedere in scena almeno quelle responsabilità. Gli atti sono chiari, e dimostrano ad esempio che fu fatta una riunione notturna in segreto per discutere il raddoppio, lo si voleva fare senza dire niente a nessuno”.

Lo spettacolo, anticipa il regista, inizierà con Matteo Renzi che urla contro un’ambientalista, sostenendo che queste aziende non provocano tumori. “Ma non è vero – tuona Storti – parlate con gli insegnanti, che vedono scomparire gli alunni dalle classi. E su questo territorio dobbiamo parlare di questo problema: io, i miei compagni di scena, tutti voi vivete qui, non come alcuni manager dell’azienda che stanno a 200 km”. E al centro del testo, tiene a ribadire Storti, ci sono proprio le persone: “Nello spettacolo ne muoiono due, ma nessuno le vede morire. Sono solo numeri. Il mio personaggio se la prenderà con loro: ‘Una volta morivate senza creare problemi, ora avete le associazioni che vi difendono… tornate a morire in pace’. Ed è quello che accade nella realtà: si tratta di persone di cui non importa a nessuno in politica e in economia, sono numeri ma non sono voti. A noi invece importa di loro, e lo spettacolo parla di loro”.

Lo spettacolo andrà in scena giovedì 30 e venerdì 31 marzo alle ore 21, sabato 1 aprile alle 20.30 e domenica 2 aprile alle 16.30. Biglietto unico € 13, ridotto per i soci Arci € 10. Ma il tema coinvolge tutto il Consorzio Officine Solimano, che attraverso proiezioni di documentari e incontri con la cittadinanza offrirà ulteriori occasioni di riflessione. Mercoledì 29 marzo verranno proiettato i documentari “Tirreno Power: l’inchiesta giudiziaria e gli impatti del carbone” di Daniele Ceccarini e Paola Settimini, e “La centrale” di Lorenzo Martellacci.

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