Campus di Legino: il laboratorio dei Giovani per la Scienza sempre aperto a giovani e scolaresche - IVG.it

Campus di Legino: il laboratorio dei Giovani per la Scienza sempre aperto a giovani e scolaresche

Savona. Si presenta rinnovato e più aggiornato il sito dell’Associazione “Giovani per la Scienza” (http://www.giovaniperlascienza.it). Il laboratorio dei Giovani per la Scienza (GpS) al Campus di Legino è aperto a chi vuole visitarlo su appuntamento, perché a Savona si possa nel tempo libero parlare di scienza tra i giovani. Anche le scolaresche sono invitate, basta contattare la prof.ssa Bianca Ferrari (biancaferrari@giovaniperlascienza.it).

Si possono organizzare su appuntamento incontri e lezioni tenute dai soci che hanno costruito gli esperimenti, con l’aiuto dei docenti dell’associazione, scegliendo l’argomento che si vuole trattare dalla dinamica della fisica classica all’elettrostatica, dal campo elettrico al campo magnetico, dall’elettromagnetismo alla ionizzazione dei gas, dall’ottica ai motori meccanici, dalla termodinamica alla relatività.

“In tre anni di attività abbiamo costruito un nostro laboratorio al Campus Universitario di Savona, con il sostegno della Spes, dell’Unione industriali, della Fondazione De Mari, dell’Itis G. Ferraris – spiega la professoressa Ferrari – Abbiamo aggiustato antichi strumenti, come la macchina di Van de Graaf o un modello ora funzionante del telefono, un gruppo ha letto i ‘Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze’ di Galileo Galilei per immedesimarci in lui e ricostruire il suo piano inclinato rivivendo il mondo di quell’epoca, che non disponeva delle nostre strumentazioni sofisticate ma in cui Galilei seguiva il battito del polso per scandire il tempo e immaginava esperimenti ideali. Abbiamo così riscoperto come la proporzione geometrica degli spazi con i numeri dispari porti alla proporzione quadratica tra spazio e tempo. Prendendo spunto da un dipinto e dai musei di Firenze e di Monaco di Baviera, abbiamo realizzato con l’aiuto e la maestria del Prof. Luciano Arfini, un piano inclinato, antichizzandolo con le vernici e traguardando gli spazi con campanelle e sostegni di ottone”.

“Un secondo gruppo di noi ha letto l’’Evoluzione della Fisica’ di Albert Einstein e ricostruito con le proprie mani un laboratorio elettromagnetico seguendo il filo conduttore del pensiero del grande scienziato. Altri hanno catturato ioni con uno strumento da loro inventato per misurare la radioattività, sostenuti dal dott. Giovanni Ghiso di Fisica Sanitaria. Altri hanno misurato la lunghezza d’onda di un laser. Altri ancora dopo aver studiato Sadi Carnot e il primo e secondo principio della termodinamica, hanno costruito un modellino del motore Stirling, usando lattine di pelati come cilindri e lattine di bibite come pistoni” conclude la professoressa Ferrari.

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