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Il Tar sospende parzialmente il calendario venatorio ligure

cacciatore

Liguria. Il presidente del Tribunale Amministrativo Regionale ha sospeso in via urgente parte del calendario venatorio varato dal Consiglio Regionale della Liguria il 7 agosto scorso. Il ricorso era stato presentato la scorsa settimana dalle cinque associazioni ambientaliste: Lega Abolizione Caccia, WWF, LAV, V.A.S. e LIPU, tutte patrocinate dall’avvocato Daniele Granara.

Il provvedimento urgente del presidente del Tar sarà poi riesaminato il 16 ottobre in camera di consiglio al completo, con tutti e tre i giudici del collegio. La stagione venatoria in Liguria si era aperta domenica 16 settembre, con previsione di chiusura al 31 gennaio 2013.

Per effetto del decreto di sospensiva del TAR, con effetto immediato: sono sospese le due giornate settimanali supplementari di caccia da appostamento ai migratori nei mesi di ottobre e dicembre (che la Regione aveva concesso in deroga, in aggiunta rispetto ai canonici 3 giorni settimanali di attività venatoria per ciascun cacciatore), in quanto accentuerebbero troppo la pressione venatoria sui migratori; la caccia a lepre e pernice rossa potrà effettuarsi solo a partire dal 1 ottobre; la caccia ai tordi e alle cesene dovrà fermarsi al 10 gennaio; la caccia alla beccaccia dovrà terminare il 31 dicembre.

Nella caccia agli ungulati dovranno essere utilizzate solo munizioni prive di piombo, per prevenire gli effetti del saturnismo provocabili dall’eviscerazione in campagna di animali abbattuti (e consumo di frammenti da parte di animali necrofagi anche protetti), e dal consumo umano di carne potenzialmente contaminata; potranno essere usate, ad esempio, munizioni alternative con palle in acciaio o rame.

Anche nella caccia vicino “zone umide”, come alvei di corsi d’acqua, non potranno essere utilizzate cartucce a pallini di piombo, ma solo cartucce con metalli atossici (in attuazione della legge 66/2006 che ratifica un protocollo internazionale per la tutela dell’avifauna acquatica). La caccia la cinghiale, che non era oggetto di questo ricorso, resta aperta, anche se gli ambientalisti sono sempre stati molto critici con la Provincia di Genova, che in realtà autorizza in molti casi gli Ambiti Territoriali di Caccia e le squadre di “cinghialisti” a foraggiare in estate i cinghiali in campagna (solo il comune di Genova ha giustamente vietato l’alimentazione dei cinghiali in città), giudicando ambigue e fuorvianti le recenti dichiarazioni del commissario Fossati.

“Ancora una volta siamo costretti a ricorrere alla Magistratura amministrativa per tutelare il rispetto dei pareri scientifici e delle Convenzioni Internazionali – dichiarano i responsabili liguri delle associazioni ambientaliste ricorrenti – A luglio nella Commissione Faunistica consultiva presso la Regione avevamo tentato una mediazione che consentisse perlomeno di tenere conto del parere scientifico obbligatorio dell’ ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale), molto critico sulla bozza iniziale dell’assessore Briano.

“Ma tutto è saltato per l’intransigenza a scopo clientelare di alcuni consiglieri regionali di Pd, Pdl e Lega – si legge in una nota degli ambientalisti – che hanno voluto dilatare a dismisura i periodi di caccia; a questo punto, visti i primi risultati ottenuti, vorremmo ironicamente ringraziarli”.

Il calendario venatorio ligure era stato votato il 7 agosto in Consiglio Regionale con 20 voti a favore, 3 contrari (Manti del Pd, Pellerano della Lista Biasotti, e Benzi della Fds), e 9 astensioni.

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