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Pesca, l’Enpa: “Da domani il fermo biologico, meglio di niente”

La presa di posizione dell'associazione animalista

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Savona. Finalmente domani inizia nel mare Tirreno il fermo pesca, che blocca per 30 giorni i grossi pescherecci che arano i fondali con lo strascico a divergenti (nonché sfogliare rapidi e reti gemelle a divergenti). Nell’esprimere cauta soddisfazione, alla Protezione Animali savonese piacerebbe che i tempi, le aree e la durata del fermo biologico fossero ottimizzate secondo i cicli biologici degli animali marini e non da compromessi tra la loro tutela e le esigenze commerciali della potente lobby dei pescatori professionisti.

“L’Enpa rimane dell’idea che una efficace protezione del mare si possa fare non solo con un corretto fermo biologico ma soprattutto con la creazione di vaste riserve marine ove viga il divieto totale di pesca, in cui le specie animali possano crescere e diffondersi poi anche fuori delle zone protette; e con la consistente riduzione delle quote di pesca di specie in pericolo, quali il tonno ed il pescespada, nonché l’aumento delle taglie minime delle specie pescabili e, per i troppi pescasportivi (164.000 censiti nella sola Liguria) la riduzione dei quantitativi giornalieri (attualmente ben 5 chili) ed il divieto dell’uso di palangari (200 ami attuali!) e nasse; l’associazione ricorda infatti che tutti gli organismi scientifici del settore dichiarano da tempo che il mar Mediterraneo sta morendo per troppa pesca, sia professionale che sportiva, con il 75% delle specie animali in netta riduzione ed il 25% in via di estinzione” sottolinea l’associazione animalista.

“Sarebbe inoltre utile, invece di tenerle ferme a spese pubbliche, impegnare, durante il fermo biologico, le flotte al recupero delle migliaia di chilometri di reti perdute o abbandonate sui fondali, che pescano per centinaia di anni. E che si facilitassero i pescherecci a portare a terra e a smaltire correttamente le enormi quantità di spazzatura e materiali che raccolgono con lo strascico e che spesso sono costretti a ributtare in mare per mancanza di servizi a terra”.

“Ma la vera arma vincente per salvare il mare è semplicissima e coinvolge, secondo l’Enpa, i comportamenti personali: non mangiate pesce!” conclude l’Enpa.

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