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Grand Hotel Alassio, chiesti 5 rinvii a giudizio: verdetto atteso per il 13 giugno

Savona. Cinque richieste di rinvio a giudizio. E’ questo l’epilogo dell’udienza preliminare che si è svolta questa mattina, in Tribubnale a Savona, davanti al giudice Fiorenza Giorgi per la questione dei lavori del Grand Hotel di Alassio. Il pubblico ministero ha infatti chiesto che venga emesso un decreto che dispone a giudizio per tutti gli imputati in questa vicenda: l’ex sindaco di Alassio Marco Melgrati, il vicesindaco (e attuale sindaco protempore) Giovanni Aicardi, l’assessore all’Urbanistica Marco Salvo, il dirigente dell’ufficio tecnico Giovanni Lagasio e il professionista Felice “Giampiero” Dotti, al quale era stata affidata l’alta sorveglianza sui lavori. Per ciascuno di loro l’accusa, in concorso, è di abuso d’ufficio.

Il procedimento è stato rinviato al prossimo 13 giugno quando, terminata la discussione e le eventuali repliche, il giudice per l’udienza preliminare renderà nota la sua decisione. Secondo l’ipotesi accusatoria gli amministratori ed i tecnici del Comune di Alassio non avrebbero bloccato i lavori della struttura quando invece avrebbero dovuto farlo con l’intento di favorire l’impresa che aveva vinto la gara d’appalto. Secondo quanto accertato dagli inquirenti nel corso dei lavori, rispetto al progetto originale, sarebbero state fatte delle modifiche che non dovevano essere permesse perché prive dei titoli autorizzativi necessari.

La tesi difensiva degli imputati, assistiti dagli avvocati Franco Vazio (Melgrati, Aicardi e Salvo), Fausto Mazzitelli (Lagasio) e Mariangela Piccone (Dotti), sottolinea come nelle delibere comunali che autorizzavano i lavori fosse specificato che l’impresa costruttrice otteneva il benestare del Comune ma doveva munirsi di tutte le autorizzazioni necessarie.

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