Profonda ferita

Femminicidio di via Niella, appello del questore alle donne vittime di violenza: “Denunciate subito”

“Entrate nei nostri uffici perché, se si interviene all’inizio, si può non soltanto mettere in sicurezza la donna ma anche rieducare chi la molesta“

Savona. Una settimana dal femminicidio di via Niella a Savona che ha aperto una nuova, profonda ferita.
In quel caso non ci sono stati segnali tali da far presagire un pericolo e una tragedia di quella portata, in situazioni diverse bisogna “denunciare subito”. Lo rimarca il questore di Savona, Alessandra Simone, molto vicina a questa tematica.

“La regola è la denuncia – ribadisce con fermezza – la donna deve entrare nei nostri uffici di Polizia e creare un percorso: affidarsi”. Ormai le forze dell’ordine sono formate e specializzate in questo campo “noi non sottovaluteremo
mai niente”.

Il questore ci tiene a chiarire un punto: “Dobbiamo bandire le tecniche di mediazione: non sono affari di famiglia. Quando ci sono i primi segnali, ancora prima del primo schiaffo, quando si cominciano quelle tecniche di svalorizzazione della propria compagna o della propria moglie, lì bisogna sicuramente chiedere aiuto. Anche qui a Savona esiste una rete di professionisti pronta ad aiutare”.

Ma qual è il primo segnale da non sottovalutare e che deve indurre a chiedere aiuto? “Quando, ad esempio, si inizia a dire che la propria compagna non vale niente, deve rimanere a casa: privare dell’ autonomia, dell’indipendenza economica. Nel momento in cui si tenta di togliere la libertà, di svalorizzare. Noi – continua – non sottovalutiamo neanche la violenza psicologica che è il preludio di una escalation”.

Quindi senza timori e nessun problema, recarsi dalle forze dell’ordine. “Entrate nei nostri uffici – è questo l’invito che rivolge con tono rassicurante il questore Alessandra Simone – perché se si interviene all’inizio, si può non soltanto mettere in sicurezza la donna ma anche rieducare il soggetto molesto“.

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