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“La Regione vuole tagliare le stazioni”, pendolari in allarme per avvio monitoraggio flussi

"Come mai non è ancora stato ripristinato il servizio al 100% dopo l'emergenza Covid?"

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Liguria. “Quando abbiamo letto il comunicato stampa abbiamo fatto un salto sulla sedia. Che senso ha questo monitoraggio dei flussi nelle piccole stazioni se non quello di trovare quelle ‘sacrificabili’?”. Questa la reazione dei pendolari alla notizia dell’accordo siglato da Regione Liguria e l’associazione Consumatori Liguria per monitorare la movimentazione dei passeggeri nelle piccole stazioni.

“Si sa, nel periodo pre-elettorale è tutto un fioccar di promesse, di zucche che diventano carrozze, di caramelle che piovono come grandine – si legge nel comunicato inviato in risposta – e bisogna stare attenti all’iperglicemia e anche a qualche incarto colorato che potrebbe nascondere un regalo non gradito. A prima vista sembrerebbe una iniziativa lodevole, ma purtroppo scopriamo che i parametri verificati non sono quelli della puntualità, della pulizia, del comfort di viaggio, ma il tutto sia inerente al “…monitoraggio dei passeggeri (saliti e discesi) nelle stazioni a partire da quelle di minore rilevanza di Mulinetti, Genova Granara, Borghetto Santo Spirito, Laigueglia, Mele, Cavi, Quiliano Vado, Ceriale, Genova-Acquasanta, Pontetto”.

“Si tratta quindi di cosa ben diversa dal “…. monitoraggio permanente del rispetto dei parametri fissati nel Contratto di servizio e di quanto stabilito nelle Carte della qualità dei servizi” (cfr. L. 244/2007): il monitoraggio oggetto di questa convenzione riguarda parametri che non sono contemplati né nel CdS né nelle Carte dei servizi – osservano – un monitoraggio dei passeggeri ha ben poco valore, in quanto proprio a causa dello scarso servizio offerto saranno molti meno i passeggeri a scendere o salire rispetto ad altre stazioni. Forse è per questo che i Comitati dei Pendolari non sono stati informati di questa iniziativa? Perché avrebbero suggerito per l’ennesima volta nuovi orari per le soste, più utili a residenti e lavoratori, in conformità a quanto ci si aspetta da un servizio di trasporto pubblico?”.

Quello che spaventa i pendolari è che da questa ricerca possa scaturire una razionalizzazione che guarda ai numeri piuttosto che alla qualità del servizio di trasporto su ferro, spesso unica alternativa per i tanti pendolari delle nostre vallate: “Facciamo fatica a capire come la richiesta, condivisibile, fatta dal presidente Toti di “più carrozze”, si possa conciliare con la convenzione fatta con l’Istituto Ligure per il Consumo per questo monitoraggio, che mira evidentemente a “tagliare” fermate ed utenti e quindi non va di certo verso un miglioramento della qualità del servizio”.

“Chiediamo che il presidente Toti e l’assessore Berrino spieghino agli elettori per quale motivo l’Istituto Ligure per il Consumo non sia stato invece chiamato a verificare perché alla fine di agosto non sia ancora stato reintrodotto il 100% dei treni operativi nel periodo pre-covid – concludono – i motivi dell’allungamento dei tempi di percorrenza avvenuto negli ultimi decenni, e, soprattutto, la congruità dei costi per ente pubblico e utenza nonché la congruità dei ricavi per l’impresa ferroviaria”.

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